TERNI — La sicurezza ha un costo, pure salato. Tenere i fari dell'auto accesi anche durante il giorno infatti alle famiglie costa in media oltre cento euro all'anno, una spesa che in un periodo di...

15 novembre 2003 - 21:43

TERNI — La sicurezza ha un costo, pure salato. Tenere i fari dell'auto accesi anche durante il giorno infatti alle famiglie costa in media oltre cento euro all'anno, una spesa che in un periodo di incertezza economica come quello che si sta attraversando, è tutt'altro che trascurabile.

Secondo i ternani il codice della strada non ha fatto i conti con le tasche dei cittadini che, tra l'altro, cominciano anche ad essere insofferenti verso un provvedimento che non li convince. E' quanto emerge da una indagine di «Cittadinanza attiva».

Se infatti nessuno si sogna di contestare l'obbligo delle cinture di sicurezza, la maggior parte dei ternani dichiara di non comprendere il rapporto esistente tra fari accesi e miglioramento delle garanzie per chi viaggia sulla strada. Per ciascun automobilista girare la levetta degli anabbaglianti anche di giorno costringe a cambiare le lampadine almeno ogni sei mesi e qui già siamo su un costo che supera i 20 euro, salvo complicazioni. A questa cifra va però aggiunta un'altra voce di spesa.

Quella riguardante l'aumento del consumo di carburante. Il generatore interno delle vetture infatti essendo in funzione più tempo costringe il motore ad un maggiore sforzo e quindi c'è bisogno di più benzina per alimentare l'auto. Inutile sottolineare che alla fine chi ci rimette non è certo il serbatoio, ma il padrone della macchina che deve fermarsi più spesso al distributore. Alla fine di tutto questo giro, tra costi di manutenzione e di benzina, bene che va al cittadino tocca di tirare fuori almeno 25 euro in più ogni anno ed essendo le famiglie composte in media di quattro persone, spesso ormai ciascuna con la propria vettura, ecco che il conto va moltiplicato per quattro.

«E' un costo che pesa sulle tasche della gente inutile nasconderlo» sostiene Pierpaolo Marconi responsabile di «Cittadinanza attiva» che ha fatto un sondaggio per capire come stanno effettivamente le cose. Ne è venuto fuori un quadretto per nulla edificante.

Ma cosa fare per difendersi dal caro—sicurezza? «La ricetta non è semplice — afferma Marconi — il fatto è che si è fatta una legge senza prevedere risorse adeguate. Mi spiego con un esempio. Si prevedono aiuti per chi fa l'abbonamento alla tv a pagamento e non per chi adempie ai propri doveri in materia di sicurezza stradale. Ci vogliono incentivi per coprire le spese delle famiglie».

Intanto i ternani che hanno auto immatricolate dal 1988 al '95 possono usifruire di incentivi per trasformare l'impianto da benzina a gpl o metano. E' il frutto di un accordo tra Comune, Confartigianato, Cna e Federmetano.

Fonte: La Nazione.it

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