Falso leasing tedesco: un danno per il Fisco

Si sta diffondendo in alcune regioni italiane il falso leasing tedesco: una forma di acquisizione dell'auto, volta a eludere le tasse

1 agosto 2012 - 10:35

L'allarme lo lancia l'Assilea, l'Associazione italiana leasing: si sta diffondendo in alcune regioni italiane il falso leasing tedesco, ossai una forma di acquisizione dell'auto, volta a eludere le tasse.

PERIODO DELICATO – In un momento così cruciale per il nostro Paese, in cui il Governo opera tagli fortissimi e si va a caccia di risorse per risollevare le sorti della nostra economia, la denuncia dell'Assilea diventa ancora più importante: l'elusione fiscale è un danno gravissimo per l'Italia. L'associazione auspica quindi un tempestivo intervento del legislatore e delle amministrazioni preposte (Agenzia delle Entrate, Guardia di finanza, Banca d'Italia) per porre fine a queste operazioni di aggiramento del Fisco. Il falso leasing tedesco, infatti, non ha nulla a che vedere con il leasing finanziario tradizionale che in Italia può essere erogato esclusivamente da banche e da società finanziarie iscritte negli elenchi tenuti da Banca d'Italia. Il leasing tedesco farlocco è una forma di messa a disposizione dell'auto che mira ad aggirare le norme regolamentari e fiscali nazionali, essendo un prodotto proposto in Italia da alcuni soggetti commerciali tramite la formula del noleggio con targa tedesca (ma anche ceca) con fideiussione bancaria, che viene impropriamente pubblicizzato come contratto di leasing. Nulla a che vedere nemmeno con il noleggio a lungo termine (dove si prende la macchina in affitto). E in tutto questo la Germania stessa non ha responsabilità.

LA “TRAPPOLA” – A conferma del chiaro intento elusivo dell'operazione del falso leasing tedesco, i principali siti che offrono questo prodotto pubblicizzano i vantaggi principali del noleggio con targa tedesca, impropriamente denominato leasing, con questa informazione: la mancata segnalazione in Banca d'Italia e nell'Archivio anagrafe tributaria dell'Agenzia delle entrate (“non viene occupata la capacità finanziaria del cliente e non fa cumulo sul redditometro”). Inoltre, secondo quei siti, c'è l'impossibilità di porre sotto sequestro le automobili immatricolate all'estero. E, anche in seguito a eventuali incidenti stradali, la Rca non sale (in Italia sì). E ancora: c'è l'intestazione del libretto di circolazione alla società commerciale tedesca, non si paga il superbollo in Italia, non si pagano le multe comminate in Italia.

QUELLO VERO – È chiaro che è necessario quanto prima arginare la modalità scorretta di acquisto dell'auto (leasing tedesco fasullo) e, soprattutto, far sì che non venga confusa con il leasing finanziario tradizionale. Nel 2011, infatti, secondo i dati Assilea, il leasing auto ha registrato uno stipulato di 5,7 miliardi di euro. In particolare, la dinamica è stata positiva nel sotto-comparto del leasing di autovetture (2,5 miliardi di euro di stipulato), che ha visto un incremento dell'1,6% rispetto al 2010 e 78.000 nuovi contratti finanziati. Insomma, c'è un settore da proteggere e tutelare. Il leasing consente a pubbliche e medie Imprese, artigiani e professionisti di acquisire la disponibilità del veicolo dietro il pagamento di un canone periodico. Al termine del contratto, l'utilizzatore ha la facoltà – nel caso più frequente del leasing finanziario – di acquisire la proprietà del veicolo a fronte del pagamento di un'opzione finale d'acquisto prefissata al momento della stipula del contratto.

PROBLEMA NOTO – C'è anche da dire, però, che la questione del falso noleggio tedesco è nota da tempo, tanto che Le Iene avevano fatto un servizio mesi fa. Esistono addirittura società tedesche che si propongono per comprare l'auto di proprietà di un italiano, per poi riaffittarla all'ex propietario, con l'obiettivo di aggirare il Fisco e le multe. Assurdo.

DOV'È IL GUAIO – Visto la libera circolazione di persone, merci e servizi nell'Unione europea, è davvero difficile combattere e sconfiggere il falso leasing tedesco. L'amara verità è che l'Italia che non si è adeguata operativamente, a differenza di quanto hanno già fatto da anni altri Paesi, e queste sono le conseguenze: il leasing tedesco farlocco è solo una parte di questi strani giri di auto. Anche chi mette in piedi i caroselli fiscali (pratiche commerciali in cui un concessionario di auto importa vetture dall'estero tramite società fittizie che operano evadendo l'Iva intracomunitaria), in Italia, come denunciato più volte da SicurAUTO, troppo spesso la fa franca. In tutti questi anni, i nostri politici non hanno trovato (voluto trovare?) il tempo e il modo di legiferare in materia. Tornando al falso leasing tedesco, è così che si spiega l'elevato numero di macchinoni con targa tedesca che si vedono sempre più nelle metropoli, specie a Milano: non un'invasione estiva di turisti provenienti dalla Germania, ma SUV e bellissime vetture targate in quel Paese e usate dai “furbetti” italiani. Che optano per il leasing tedesco fasullo specie dopo l'introduzione del superbollo sulle auto con oltre 185 kW. Per non parlare del timore che il Fisco possa fare qualche indagine in virtù del possesso di veicoli costosissimi: così, invece, l'Erario ha un potere di controllo pari allo zero. Il fatto, in definitiva, è che non si può parlare di vera e propria truffa, perché la normativa italiana lascia sfuggire questi elusori fiscali.

SICUREZZA STRADALE A RISCHIO – Chi guida auto con falso leasing tedesco può non pagare le multe per infrazioni al Codice della strada commesse in Italia. Il rischio è ovvio: per chi si avvale di quella formula farlocca, le sanzioni hanno uno scarso potere deterrente. E così a essere messa a repentaglio potrebbe essere la sicurezza stradale, con le quelle vetture prese col leasing fasullo che non rispettano i limiti di velocità o i semafori rossi. Le cose potrebbero cambiare solo dal 2015, se passerà la Direttiva europea sugli illeciti amministrativi, in base alla quale l''incasso potrà farlo l'autorità del Paese del trasgressore. Ma stiamo parlando di almeno 3 anni…

COS'E' IL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE? – E' un servizio che, a fronte di un canone fisso mensile, include di norma: un veicolo per un determinato periodo di tempo e chilometraggio e la possibilità di scegliere tra una serie di servizi aggiuntivi quali la manutenzione, l'assistenza, etc. Per l'intera vita contrattuale (che può variare a seconda del contratto), il cliente avrà compresi nel prezzo: l'immatricolazione, la messa su strada, l'assicurazione, il bollo, la manutenzione ordinaria e straordinaria, la gestione dei sinistri e l'eventuale auto sostitutiva. A fine contratto si può scegliere se restituire il veicolo all'azienda di noleggio, senza alcuna spesa aggiuntiva, oppure acquistare l'auto a prezzi vantaggiosi. Volete qualche idea sui costi di una tale operazione? Simulate un noleggio a lungo termine con carplanning e scoprite quanto possa essere conveniente un leasing ufficiale italiano.

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