Evasione del bollo auto, recuperabile 1 miliardo di euro

Nel 2010 sono stati evasi 1 miliardo di euro sull'imposta del bollo auto

16 gennaio 2012 - 7:00

Il bollo auto è sicuramente tra le tasse più indigeste agli italiani, lo dimostra anche uno studio dell'UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) che evidenzia come nel 2010 gli automobilisti l'abbiano evaso per circa un miliardo di euro. Il recupero di questa somma, come proposto dall'associazione, potrebbe andare a stimolare il mercato dell'auto, attualmente colpito dalla crisi.

I DATI PRESI IN CONSIDERAZIONE – Il parco auto sul quale è stato effettuato lo studio è quello circolante del 2010 che risulta essere di 36.751.311. Il dato è stato recuperato incrociando le informazioni fornite dall'ACI con le banche dati dell'UNRAE stessa. Di questi veicoli, circa 2,1 milioni sono esentati in parte o completamente dal pagamento di questa tassa, stiamo parlando delle auto: di proprietà di disabili; storiche;presso i depositi giudiziari; circolanti in aree private e quelle usate in vendita presso i concessionari.

L'EVASIONE TOTALE – Escludendo quindi queste vetture, le auto che nel 2010 avrebbero dovuto pagare il bollo, risultano essere circa 34.650.000. A questo punto, considerando le varie direttive di emissione e la potenza, l'imposta di bollo avrebbe dovuto generare un gettito pari a 6,6 miliardi di euro (nello specifico 6.656.117.651 euro). In realtà i dati forniti da ACI parlano di un'entrata complessiva pari a 5,6 miliardi di euro, il che significa, un miliardo di euro evasi.

L'OBIETTIVO DEL CALCOLO –  A questo punto, si potrebbe pensare di recuperare questa cifra che potrebbe essere poi reinvestita in progetti mirati e dedicati al mercato dell'auto, stesso pensiero è stato espresso da Gianni Filipponi, Direttore Generale dell'UNRAE, “L'UNRAE è disponibile a collaborare con l'ACI e le Istituzioni preposte, mettendo a disposizione i dati e le conoscenze acquisite, al fine di un repentino accertamento e recupero delle imposte presumibilmente evase, sia riferite al bollo auto che quelle, pure rilevanti, inerenti l'assicurazione RC auto. Tutto ciò nella convinzione che le maggiori entrate potrebbero essere di ausilio ad un recupero del mercato automobilistico italiano, qualora destinate a progetti mirati”.

PROGETTI FUTURI – Oltre ad evidenziare la solita evasione italiana, questo studio apre diverse prospettive di reinvestimento che sono state proposte nel dicembre scorso in occasione di un incontro stampa. Si è parlato infatti dell'istituzione di un fondo per facilitare l'accesso al credito dei giovani che decidano di acquistare una nuova auto. Inoltre si potrebbe pensare ad una riduzione dell'imposta provinciale di trascrizione (IPT) o all'abolizione del tanto odiato “superbollo“. “Non è un caso che l'Italia mantenga il più basso rapporto, rispetto agli altri maggiori mercati europei, fra vendita di auto usate e nuove. Nel 2010 questo rapporto è stato pari a 1,4 contro il 2,2 della Germania, il 2,4 della Francia e addirittura il 3,3 del Regno Unito”.

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