Evasione bollo auto: 850 milioni l'anno

Ogni anno, gli italiani evadono 850 milioni di euro per bolli auto non pagati. Allarme già lanciato da Unrae nel 2012

27 marzo 2014 - 9:00

Siamo un popolo di evasori fiscali? Siamo furbetti che, appena possibile, non pagano le tasse? A ognuno la propria risposta; intanto, ecco un dato su cui riflettere: ogni anno, gli italiani evadono 850 milioni di euro per bolli auto non pagati. È quanto emerge da uno studio congiunto ACI-Quattroruote. A fronte di 34,4 milioni di veicoli soggetti alla tassa regionale, infatti, il gettito stimato è di 6,45 miliardi di euro, ma quello effettivamente riscosso dalle Regioni si ferma a 5,6 miliardi. Già nel 2012 l'Unrae aveva denunciato una mancato incasso per lo Stato di ben 1 miliardo di Euro, ma questa volta i dati dovrebbero essere più, assicurano dall'ACI: “noi abbiamo monitorato la questione nelle Regioni e Province convenzionate con ACI (Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Molise, Puglia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta, Prov. Aut. Trento e Prov. Aut. Bolzano) Quattroruote, invece, ha contattato le altre, in aggiunta a nostre specifiche comunicazioni. Ne è scaturito un quadro più preciso rispetto alla stima degli anni scorsi di UNRAE che confrontava l'universo di quanti veicoli circolano in Italia con l'ammontare delle tasse automobilistiche. Vanno infatti bilanciati diversamente i veicoli storici, quelli delle forze dell'Ordine, gli Euro5, le auto per il trasporto dei disabili, ecc.”

CHE COSA DICE L'ACI – L'Automobile club d'Italia chiede un'azione più determinata da parte degli enti preposti ai controlli al fine di stanare gli evasori che indenni continuano a passare i controlli. Solo l'Emilia Romagna ha reso noti introiti, nel 2013, per 473,4 milioni di euro e richieste di pagamento, tra avvisi “bonari” e cartelle di Equitalia, per 41 milioni di euro mai pagati. In Campania, invece, stime attendibili parlano di circa mezzo milione di evasori totali della tassa. Malgrado le pensanti ripercussioni sui loro bilanci, raramente le Regioni applicano la facoltà di chiedere la cancellazione d'ufficio del veicolo dagli archivi del PRA, e quindi il ritiro di targa e carta di circolazione, come previsto dall'articolo 96 del Codice della strada dopo almeno 3 anni di mancato pagamento.

ALL'ACI LA RADIAZIONE PORTA BUDGET? – Il presidente dell'ACI, Angelo Sticchi Damiani, spiega come, dopo la maxi-radiazione avvenuta nel 1999 in concomitanza con il passaggio del tributo dallo Stato agli enti locali (2 milioni di veicoli), solo Lombardia e Lazio hanno continuato a ricorrere con regolarità al provvedimento. Secondo le stime dell'ACI, sarebbero ancora un milione i veicoli abbandonati o finiti all'estero senza che la loro posizione venga regolarizzata. La loro radiazione permetterebbe alle Regioni il risparmio delle spese relative ai tentativi di recupero di crediti di fatto inesigibili, stimate in circa 25 milioni di euro l'anno. Ma la radiazione delle auto degli evasori poterebbe un po' di respiro nelle casse di ACI? A quanto pare non molto: “non c'è un corrispettivo fisso per il PRA nell'espletamento della pratica di radiazione dagli archivi del Pubblico Registro Automobilistico per evasione della tassa automobilistica. La pratica non è infatti a carico degli automobilisti. Soprattutto nelle Regioni che affidano il servizio di gestione della tassa automobilistica all'Automobile Club d'Italia, questa voce viene inclusa in un forfait che ACI formula alla Regione. Le Regioni che gestiscono autonomamente il servizio 'tasse auto' spendono mediamente più di 50 euro per tentare di recuperare le somme evase sul bollo, mentre ACI riesce a contenere tale costo a poco più di 2-3 euro grazie a procedure tutte interne al PRA e un rapporto più continuo e costante con gli automobilisti (avviso di scadenza del bollo, primo avviso bonario per mancato pagamento, sollecito e successivi richiami, ecc.). La nostra azione si traduce il più delle volte con il pagamento da parte degli inadempienti, a copertura dei costi sostenuti dalla P.A. a tutto vantaggio degli enti locali”.

MA L'AUTO POTREBBE CIRCOLARE ANCORA – Forse la radiazione “coatta” permetterebbe di tenere a freno l'evasione, ma ricordiamoci che vi saranno sempre degli automobilisti pronti a circolare con un'auto radiata dal PRA, dopotutto i controlli su strada, per quanto in crescita, sono sempre troppo pochi. Da ACI confermano che “il procedimento di radiazione dagli archivi PRA si avvia su richiesta della Regione, titolare del tributo evaso. La radiazione è un atto amministrativo: se l'automobilista circola comunque, incorre nelle sanzioni previste dalla legge se individuato dalle Forze dell'Ordine”.

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