ETSC e TISPOL a Bruxelles per discutere di leggi e sicurezza stradale

ETSC da una parte e TISPOL dall'altra. Sono due dei protagonisti dell'European Road Safety Village organizzato in occasione del 3° European Road Safety Day.

14 ottobre 2010 - 21:32

ETSC e TISPOL sono due dei protagonisti dell'European Road Safety Village organizzato in occasione del 3° European Road Safety Day, evento europeo che mancava dal 2008 e organizzato in sordina dalla UE (leggi il nostro reportage del 2008 da Parigi) tanto che praticamente nessuno ne aveva preannunciato la realizzazione.

Le due organizzazioni si sono messe a discutere su alcune delle priorità che l'Unione Europea dovrebbe portare avanti nei prossimi anni: la messa in sicurezza delle strade extraurbane (dove la riduzione della mortalità va a rilento) e il rafforzamento delle leggi a favore della sicurezza, specialmente nell'ottica di un codice della strada europeo che manca da sempre.

A proposito di strade extraurbane l'ETSC nel suo 18 PIN Report denuncia che il 55% dei decessi avviene sulle rural roads e che su queste strade non si è attuata una riduzione coerente con il resto delle infrastrutture. L'analisi dell'Etsc indica che nel 2009 almeno 21.500 persone hanno perso la vita sulle strade extraurbane in tutta Europa.

Le nazioni che hanno ottenuto risultati migliori sulla riduzione della mortalità sono state Francia, Lussemburgo e Portogallo che dal 2001 hanno ottenuto una media del 9% di diminuzione, seguono Lettonia, Belgio, Israele, Germania, Spagna e Paesi Bassi con una riduzione annuale media superiore al 6%. Da segnalare poi che Francia, Portogallo, Lettonia e Belgio sono i paesi che hanno raggiunto la più rapida riduzione complessiva dei morti. In Francia l'abbassamento dei limiti di velocità è risultato la misura più efficace per la sicurezza stradale e i risultati migliori sono stati registrati proprio sulle strade extraurbane.

L'ETSC non manca di sollevare la questione, piuttosto spinosa, della Direttiva Europea 2008/96 sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali approvata a fine 2008 ma ancora non recepita dal molti stati membri, tra i quali anche l'Italia. Si spera che il nostro paese faccia presto e non arrivi all'ultimo secondo (abbiamo ancora un anno di tempo), ma non siamo i soli, perchè se si applicassero immediatamente i suggerimenti della direttiva si potrebbero salvare fino a 1.300 vite all'anno.

Infine una nota sulla tanto discussa velocità media. Se ridotta di solo 1 km/h porterebbe alla riduzione di 2.200 morti all'anno. Un risparmio notevole, ma parliamo comunque di velocità media che va intesa come tale. Tuttavia il dato è piuttosto eloquente.

Molto carino ed efficace il volantino distribuito durante la manifestazione indicante le quattro priorità individuate dall'attuale presidenza Belga:

 

  • Velocità
  • Guida sotto l'influenza di alcol e droghe
  • Mancato uso delle cinture di sicurezza
  • Mancato rispetto del semaforo rosso

Per approfondimenti scaricate il comunicato stampa odierno di ETSC, ci trovate molti link interessanti.

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