Elezioni 2013: quello che i gestori di benzina chiedono alla politica

Le richieste dei gestori al futuro Governo

6 febbraio 2013 - 6:55

Elezioni politiche 2013: i sindacati dei gestori di benzina Faib, Fegica, Figisc/Anisa inoltrano le richieste della categoria ai candidati premier, ricordando che si tratta di oltre 150.000 elettori, compresi i nuclei familiari e i dipendenti impegnati nell'attività.

SOTTO ATTACCO – I gestori si dicono anzitutto sotto attacco, da anni, da parte dell'industria petrolifera che “ha sensibilmente ridotto e pressoché azzerato quei diritti che i festori si erano conquistati in anni di lavoro. Alla luce di questa esperienza che la categoria ha vissuto come figlia di una volontà inutilmente punitiva nei confronti delle piccole e piccolissime imprese di gestione, appare doveroso porre alcune questioni di metodo e di merito a tutte le forze politiche impegnate nella tornata elettorale”. La loro premessa è che i gestori sono di gran lunga gli operatori più economici della filiera distributiva, in quanto percepiscono (nell'ambito di un contratto definito dalla Legge) un margine lordo inferiore ai 4 centesimi di euro al litro, qualunque sia il prezzo raccomandato al pubblico dalle Compagnie petrolifere che forniscono in esclusiva i carburanti. Da questo, si deve defalcare la compartecipazione a sconti, campagne promozionali, fidelizzazioni, transazioni con moneta elettronica, nonché le spese generali e del personale.

MODELLO ITALIANO – I gestori chiedono di valorizzare, in un quadro di riassetto complessivo della rete di distribuzione, il modello italiano quale più efficace alternativa a esperienze che in altri Paesi europei hanno già fallito: un modello che assicuri un'adeguata risposta alla domanda sociale di presidio del territorio e di servizio alle comunità più svantaggiate, che punti su strumenti quali ammodernamento e competitività per far ripartire gli investimenti, diversificare l'offerta con l'introduzione di carburanti a basso impatto ambientale. Come il metano, appena entrato nel paniere Istat. I gestori domandano inoltre una strategia che consenta un accesso semplificato al credito, finalizzata anche all'azzeramento delle commissioni bancarie e degli oneri surrettizi per le transazioni con moneta elettronica (carte di credito e di debito): queste ultime soluzioni sono idonee a reintegrare un minimo di condizioni di sicurezza dell'incolumità personale sia degli addetti che dei consumatori, presso una rete di vendita particolarmente esposta ad azioni criminali cruente. Sarà importante, evidenziano i sindacati, contrastare i processi di progressiva emarginazione dell'attività di impresa e dei livelli qualitativi della rete e dell'offerta di carburanti e servizi, migliorando sensibilmente la distribuzione dei carburanti nel territorio e aprendo il mercato a un'effettiva concorrenza.

IVA – Importante il capitolo Iva. I gestori chiedono al futuro Governo di mettere compiutamente in atto quanto contenuto nella Legge finanziaria per il 2008 in tema di sterilizzazione dell'Iva sull'aumento del prezzo industriale dei carburanti, proponendo non solo l'adozione di un'Iva anticiclica, ma valutando anche la possibilità di determinare una franchigia fissa – in aumento e in diminuzione – all'interno della quale lasciare inalterato il prezzo al pubblico. Serve poi “rendere trasparenti i costi della filiera, per fare definitiva giustizia di analisi improvvisate e strumentali che hanno generato un'ingiustificata pressione mediatica sul settore”: in due parole, gli italiani devono sapere che i margini dei gestori sul litro di benzina sono bassissimi. Sarebbe anche utile “produrre uno schema di comunicazione dei prezzi al pubblico. Così da evitare che gli automobilisti vengano deliberatamente sviati dall'esposizione, all'esterno dell'impianto, di prezzi civetta cui viene fatta corrispondere all'interno dello stesso impianto la moltiplicazione di proposte commerciali. Il prezzo comunicato all'esterno deve evidenziare quello più diffuso e, cioè, praticato per modalità self service con pagamento alla cassa del corrispettivo”. Che più esattamente è il fai da te. I gestori però chiedono di abolire quella parte della norma contenuta nell'articolo 17 della Legge 27/ 2012 che obbliga a mantenere aperti e funzionanti gli impianti self service pre-pagamento quando c'è un turno di servizio manuale.

ESCLUSIVA – I sindacati inoltrano ai candidati premier anche questa richiesta: introdurre il divieto normativo per il fornitore in esclusiva di praticare condizioni diversificate e discriminanti all'interno della stessa formula distributiva, dello stesso mercato e del medesimo bacino di utenza, sia tra rivenditori al consumo finale dello stesso marchio, sia nel caso di discesa diretta da parte del fornitore in esclusiva al consumo finale. “Appare ormai indispensabile sanare una distorsione del mercato che, di fatto, consente a un operatore che ha possibilità di accedere direttamente al mercato dei prodotti grezzi o finiti (Compagnia petrolifera o proprietario di impianto), di esercitare una concorrenza diretta nei confronti del gestore, costretto ad approvvigionarsi da quello stesso soggetto che, a seconda delle convenienze, opera anche direttamente al consumo”. Ora non resta che attendere: nei programmi elettorali dei partiti l'auto quasi non esiste (fatta eccezione, fra l'altro, per Beppe Grillo, che vuole disincentivare l'uso della macchina in città).

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