Ecopneus: recuperate, nel 2013, 247.000 tonnellate di pneumatici fuori uso

Ecopneus presenta il suo terzo report con cifre da guinnes dei primati

16 giugno 2014 - 9:00

Dopo appena tre anni dal primo report, Ecopneus, il 10 giugno 2014, presenta il suo terzo report con cifre da guinnes dei primati. Iniziata la propria “eco-crociata” nel settembre 2011, Ecopneus, la società senza scopo di lucro, costituita dai più importanti produttori di pneumatici mondiali, allo scopo di recuperare i PFU (pneumatici fuori uso) per destinarli al recupero di energia (come combustibile solido per settori industriali altamente “energivori”, cementifici o centrali di produzione di energie/vapore) o per trasformarli, tramite triturazione, in granulo – polverino per la formazione dell'asfalto, per il fondo dei campi sportivi o per la composizione di materiale coibentante da costruzione.

I RISULTATI – Nell'arco del 2013, Ecopneus ha recuperato ben 247.000 tonnellate di PFU, di cui 28.700 tonnellate raccolte da stock storici come Castelletto di Branduzzo (PV), Ferrara, Sassofeltrio (PU), Aulla (MS), Scisciano (NA – terra dei fuochi), Buccino (SA). Olbia, Oristano, impegnando 94 aziende del settore ed impiegando 689 addetti in un momento di grande crisi del lavoro creando un volume di affari di 74 milioni di Euro. Con la decisione di non dotarsi di strutture operative proprie ma di gestire in outsourcing tutti i servizi necessari al raggiungimento degli obiettivi di raccolta e recupero PFU, Ecopneus ha la possibilità di cogliere le migliori opportunità offerte dal tessuto imprenditoriale italiano. Il sistema economico consortile prevede che tutte le attività direttamente alla gestione dei PFU, fino a quando questi mantengano la qualifica di “rifiuto”, siano remunerate da contributi ambientali pagati dai consumatori all'acquisto di uno pneumatico nuovo. Grazie all'efficienza della gestione tale contributo, dal 2011 ad oggi è stato ridotto mediamente nella misura del 23%. Ci si augura che col passare del tempo questo contributo per i consumatori arrivi a quota zero. Certamente l'impegno deve essere reciproco. Meno prodotti al “nero” si acquistano e meno problemi si creano per il recupero a tutto vantaggio dell'ambiente e dell'economia. Grazie all'utilizzo di gomma riciclata al posto di gomma vergine si è evitato, inoltre, di immettere nell'aria 347 milioni di tonnellate di CO2 con un risparmio, in termini energetici, di 3,2 miliardi di kWh. Inoltre si sono risparmiati 1,3 milioni di m3 di acqua, generalmente richiesti nel ciclo produttivo della produzione di gomma vergine, dell'acciaio e di altri componenti degli pneumatici.

UN IMPEGNO GRAVOSO – “Certamente, non è stato facile – spiega l'ingegner Giovanni Corbetta, Direttore Generale Ecopneus – In Italia le barriere culturali e burocratiche rallentano l'utilizzo della gomma da PFU, viceversa diffusissimo in tutta Europa e in tanti altri Paesi, per le due applicazioni principali, che sono i manti stradali e i campi di calcio artificiali e le pavimentazioni sportive. Un cambio di passo in questa direzione ci consentirebbe lo sviluppo di quella recycling society che è un pilastro della politica UE sull'ambiente”. A tal proposito abbiamo sottoposto all'attenzione dell'Ingegner Corbetta un dubbio sull'eventuale tossicità del granulato-polverino messo in evidenza durante una conferenza stampa sulla Sicurezza Stradale, lo scorso anno alla Scuola Superiore di Polizia, da un funzionario del Ministero dell'Ambiente circa l'utilizzo di pneumatici (provenienti da paesi extraeuropei): “Da tempo in Europa è stato bandito, nel processo di lavorazione, l'utilizzo di oli aromatici, altamente tossici, sostituiti da preparati chimici non tossici ma molto più costosi – spiega Corbetta – Tuttavia alcuni paesi extraeuropei fanno ancora uso di queste sostanze per mantenere basso il costo degli pneumatici, facendo così concorrenza sleale. Nel processo di frantumazione e vulcanizzazione degli pneumatici fuori uso la presenza di eventuali sostanze tossiche viene fissata ed, automaticamente, resa innocua. Per fare un esempio banale: il vetro è composto in prevalenza da silicio, per ottenere un cristallo di ottima qualità viene miscelato con il piombo, materiale altamente tossico, ma che, una volta fuso nel composto diventa assolutamente innocuo. In questi anni ci siamo avvalsi dell'Istituto di tossicologia di Milano per esaminare i granulati provenienti dal recupero di PFU. Ebbene è provato che se un bambino mangiasse una manciata di granulato non gli accadrebbe nulla.”

GREEN ECONOMY MADE IN ITALY – Il Rapporto di Sostenibilità 2013 di Ecopneus è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che fa capo all'ex ministro dell'ambiente Edo Ronchi il quale oggi cita Ecopneus come “esempio virtuoso di come si possa creare occupazione e valore aggiunto per il Paese puntando sul riciclo di materia e il recupero di energia da prodotti giunti a fine vita. Applicando l'approccio della Fondazione per la prima volta è stato possibile fornire una misura degli impatti ambientali, sociali ed economici connessi alle attività di raccolta, trasporto e trattamento dei PFU, nonché del contributo della filiera alla transizione verso una Green economy in Italia”.

UNA PROPOSTA INTERESSANTE – Molti gli invitati alla presentazione del Report di sostenibilità 2013. Tra gli interventi più significativi sottolineiamo quello di Donato Cafagna, Incaricato del Ministro dell'interno per la Terra dei Fuochi: “Ecopneus ha evidenziato da subito coincidenza di intenti e finalità, affiancando efficienza e serietà nelle attività a tempestività dell'intervento, nonostante le difficoltà di intervenire in un territorio infiltrato dalla criminalità organizzata.” Sempre Cafagna propone l'istituzione di: “Una carta di identità per gli pneumatici da affiancare alla carta di circolazione dei veicoli che miri ad un triplice fine: sicurezza stradale, con la possibilità di controllare l'età e i km percorsi dal pneumatico; tutela dell'ambiente, grazie alla possibilità di poter rintracciare i proprietari dei PFU abbandonati; abbattimento dell'evasione fiscale sull'acquisto degli pneumatici.”

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