Ecoincentivi 2014: sbranati in poche ore

Gli ecoincentivi 2014? Inconsistenti: il sito va in tilt e i soldi per i privati si volatilizzano

9 maggio 2014 - 9:00

SicurAUTO.it ci ha visto giusto due volte: prima, ha preannunciato gli incentivi auto 2014; poi, ha pronosticato che quelli per i privati finissero in poche ore. Infine, ci abbiamo azzeccato anche per quanto riguarda gli incentivi per le aziende: sono quasi tutti lì. Perché (quasi sempre) per accedere al credito, le imprese devono rottamare un'automobile vecchia almeno dieci anni, cosa rarissima per le ditte. Senza contare che il sito del ministero dove accedere per ottenere i bonus, per l'elevato numero di accessi, è andato immediatamente in tilt: un sistema che fa acqua da tutte le parti.Non resta che attendere il fondo del 2015, l'ultimo del (disastroso) piano incentivi triennale del Governo dei tecnici di Mario Monti, che alla fine si somo rivelati molto più politici di tutti gli altri normali Esecutivi dei politici: norme raffazzonate, in primis questi bonus per le auto ecologiche. Davvero un pasticcio. Comunque, almeno per il 2015, dovrebbero confluire nel fondo tutti i soldi rimanenti di del 2013 e 2014.

IL FUNZIONAMENTO – Ricordiamo che il contributo si compone di due parti uguali: contributo statale e sconto del venditore (questo varrà, è presumibile, anche nel 2015). Esso viene corrisposto dal venditore mediante compensazione con il prezzo di acquisto, come risultante dall'atto d'acquisto, compresi eventuali altri sconti e prima dell'applicazione delle imposte. Per esempio, un veicolo, con emissioni inferiori a 50 g/km che, con tutti gli optional inseriti nel contratto di vendita, e a valle di ogni eventuale ulteriore sconto praticato autonomamente dal venditore comporti un prezzo per l'acquirente pari a 25.000 € godrà di un contributo pari a 5.000 € corrispondente a uno sconto del venditore di 2.500 € e un contributo statale di 2.500 €. Il prezzo finale per l'acquirente sarà dunque di 20.000 € più IVA e altre eventuali imposte.

BOCCIATI IN PIENO – “In meno di 3 giorni sono già svaniti i fondi per i microincentivi ecologici messi a disposizione per i privati, mentre quelli per le aziende al momento giacciono inutilizzati”. Lo ha denunciato il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, in merito alla recente misura varata dal Governo e operativa dal 6 maggio. Federauto aveva stimato che i fondi per i privati si sarebbero esauriti tra i 3 e i 5 giorni e oggi, a circa 24 ore lavorative dal loro varo, è rimasto un residuo di 149 euro. Tradotto: sono finiti. I 31 milioni a disposizione delle aziende, invece, sono quasi tutti lì. Questo perché la chiave d'accesso all'incentivo, per le partite IVA, è rottamare una vettura con più di dieci anni; ma le aziende italiane, tranne in qualche raro caso, ammortizzano e sostituiscono questi beni molto prima. “Purtroppo – ha proseguito il presidente dell'associazione che rappresenta i concessionari di tutti i marchi commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali, industriali e autobus – si è riproposta questa misura nonostante l'esperienza del 2013 fosse stata fallimentare sotto tutti i punti di vista. Non abbiamo allargato il mercato, non abbiamo orientato gli acquisti verso vetture ecologiche e non abbiamo ricavato nessun insegnamento o dato statistico. Questi incentivi, è bene ricordarlo per l'ennesima volta, Federauto li ha contrastati con tutte le sue forze dal lontano 2012”. Conclude Pavan Bernacchi: “Sarebbe stato meglio dare questi 120 milioni di euro (la somma dei fondi triennali) agli esodati, ai terremotati o ad altri soggetti che ne avrebbero tratto un beneficio reale. Il mondo dell'automotive in Italia occupa 1.200.000 persone, fattura l'11,4% del PIL e sta perdendo il 35% del fatturato rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Noi abbiamo bisogno di un piano organico a tutto tondo. Lo Stato introiterebbe più denaro, svecchieremmo il circolante con benefici per la sicurezza e l'ambiente e sosterremmo il mondo del lavoro. Un piano serio, non provvedimenti sbagliati. Piuttosto delle briciole? Meglio niente”.

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