È una buona legge ma serviva un rinvio

L'entrata in vigore della legge che riguarda il cosiddetto patentino per ciclomotore porta la data del 1° luglio. Da questa data, dunque, tutti i ragazzi di età compresa tra i 14 ed i 18 anni...

4 luglio 2004 - 13:35

L'entrata in vigore della legge che riguarda il cosiddetto patentino per ciclomotore porta la data del 1° luglio. Da questa data, dunque, tutti i ragazzi di età compresa tra i 14 ed i 18 anni dovranno avere superato l'esame di idoneità presso gli uffici della motorizzazione civile per poter circolare senza rischiare una sanzione di 516 euro più il fermo amministrativo del veicolo per due mesi (chi sarà sorpreso la seconda volta rischia una contravvenzione di 2.065 euro!).

L'entrata in vigore della legge, tuttavia, è stata accompagnata da una serie di proposte quasi tutte finalizzate a rinviarne di almeno sei mesi l'attuazione. Fra coloro che si sono espressi in tal modo anche l'Asaps – l'associazione sostenitori amici della polizia stradale – al cui responsabile provinciale, l'ispettore capo della polstrada Roberto Rocchi, abbiamo voluto chiederne i motivi.

Ispettore Rocchi, perché avete ritenuto necessario proporre un rinvio dell'entrata in vigore della legge?

“Occorre fare riferimento a ciò che sta avvenendo in tutto il Paese e non solo a Reggio. Purtroppo vi sono regioni dove ancora non si è riusciti ad organizzare la metà dei corsi scolastici previsti e in alcuni istituti vi sono state proteste plateali da parte di genitori.”

Quali i motivi di una simile situazione?
“Il problema principale è di carattere economico: poche le risorse destinate allo scopo e pochi i docenti in grado di insegnare il codice della strada. Si pensava che gli operatori di polizia potevano sopperire a tali carenze, senza considerare che per ogni poliziotto impiegato a scuola, un altro viene sottratto dal servizio su strada.”

Dunque un rinvio della legge sarebbe stato più opportuno?

“Questo avrebbe permesso alle scuole di potersi meglio organizzare ed ai ragazzi di prepararsi bene senza vivere l'incubo di un esame come unica finalità del patentino. E' necessario invece che i giovani imparino le regole stradali, ma soprattutto che si rendano conto dei tanti rischi che la strada nasconde ed ai quali fanno da risonanza le tante tragedie stradali. In ogni caso, bastava garantire ai ragazzi che avevano frequentato il corso la possibilità di guidare e sostenere l'esame in un secondo momento, così da rendere più agevole il lavoro per tutti.”

A Reggio, invece, com'è andata?

“Rispetto alla media nazionale direi più che bene, merito del tavolo unico di lavoro che è stato costituito da tempo presso l'ex provveditorato agli studi ed a cui hanno partecipato Prefettura, Polizia Stradale, Carabinieri, Polizia Municipale, Aci, le associazioni di categoria delle autoscuole Unasca e Confedertai, l'associazione Guidare Sicuro, la Provincia, i Comuni e l'Osservatorio Provinciale Sicurezza Stradale. Un simile sforzo non è stato da poco ed ha premiato tanto impegno l'alta percentuale di corsi che si sono conclusi entro la fine dell'anno scolastico. L'importante, però, è che per il prossimo anno scolastico giungano da Roma aiuti maggiori: la sicurezza stradale è fatta di cose concrete e non può essere soltanto una legge a porre rimedio al drammatico fenomeno degli incidenti stradali”.

Fonte: Reporter.it

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