È sempre emergenza targhe

È emergenza in molte province, con ritardi nelle consegne di targhe e immatricolazioni in calo

17 giugno 2014 - 11:00

Secondo allarme targhe. Continua a permanere in diversi Uffici provinciali della Motorizzazione civile la carenza di targhe disponibili per immatricolare gli autoveicoli, a causa della mancata o ritardata consegna da parte del Poligrafico dello Stato di Foggia dei lotti di nuove targhe richiesti dalle predette Motorizzazioni. L'Unasca, l'associazione maggiormente rappresentativa delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica (agenzie pratiche auto), ricorda che il settore – già gravato dalla crisi – è messo in grande difficoltà da questa emergenza che dura ormai da tre mesi.

QUESTIONE IN PARLAMENTO – Per fare qualche esempio, a Livorno le targhe mancano completamente da oltre 14 giorni, a Brescia e Verona sono in via di esaurimento, e nei prossimi giorni altre realtà provinciali si troveranno nelle stesse condizioni. Su questo problema, è stata appena presentata al Senato un'interrogazione dal Senatore Marco Filippi, capogruppo del Partitodemocratico in ottava commissione Lavori pubblici e Trasporti che chiede chiarimenti sia al ministro dei Trasporti Maurizio Lupi sia al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan per quanto di competenza. In queste condizioni, spiega Ottorino Pignoloni, segretario nazionale Unasca – le agenzie di pratiche auto non possono effettuare le immatricolazioni per quei clienti che si recano in agenzia da giorni per avere la targatura delle propria auto. Sembrerebbe inoltre che la ritardata consegna agli Uffici Motorizzazione delle targhe prodotte sia legata anche al mancato pagamento da oltre un anno di quelle già consegnate dal Poligrafico dello Stato.

UN GIUGNO BOLLENTE – Una situazione di costante precarietà che si protrae da oltre tre mesi e che impedisce la disponibilità delle targhe minime sufficienti presso gli Sportelli dell'automobilista. Non si riesce a soddisfare le richieste dell'utenza e delle concessionarie, visto che inoltre le targhe consegnate sono sempre in numero notevolmente inferiore a quello richiesto. Come se non bastasse, questo mese l'emergenza potrebbe essere più grave, perché giugno per il mondo dei concessionari rappresenta un momento economicamente rilevante per il raggiungimento degli obiettivi sia trimestrali sia semestrali posti dalle case costruttrici alle relative reti di vendita. Certo che le tasse e i balzelli e gli oneri a carico dell'automobilista salgono in continuazione, e come tutta risposta la burocrazia si incaglia sempre di più. Come dimenticare, fra le altre cose, la questione dei tagliandini della patente: a marzo 2012, il ministero dei Trasporti avvertiva che non c'erano risorse finanziarie per spedire agli automobilisti i tagliandi del rinnovo delle patenti, del cambio di residenza, di decurtazione del punteggio. In parole povere, era quel tagliandino che veniva applicato sulla patente al momento del rinnovo della stessa, oppure dopo aver comunicato il cambio di residenza, e infine nel momento in cui l'automobilista – in seguito a infrazioni al Codice della strada – perdeva punteggio della licenza di guida. Dal tagliandino alla targa, poco cambia: l'automobilista italiano è destinato a pagare, e ad aspettare la burocrazia.

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