E' polemica sul concorso per la sicurezza stradale

L'Associazione Diritti dei Pedoni contro il concorso indetto dal ministro della Gioventù: "E' un concorso che "vola basso"; è una strumentalizzazione della sicurezza stradale"

30 marzo 2010 - 7:33

L'Associazione Diritti dei Pedoni contro il concorso indetto dal ministro della Gioventù: “E' un concorso che “vola basso”; è una strumentalizzazione della sicurezza stradale”

L'Associazione Diritti dei Pedoni contro il concorso indetto dal ministro della Gioventù. In ballo c'è un concorso per la sicurezza stradale (www.gioventu.it/bandi-e-concorsi/bando-sicurezza-stradale.aspx ) con 4,5 milioni di euro di finanziamenti (aumentati dai 3 mln stanziati inizialmente) a cui partecipano tantissimi concorrenti che poi una Commissione giudicatrice esaminerà per redigere una graduatoria con 16 vincitori.

Al Ministero arrivano ben 393 progetti su un tema importante e molto sentito come quello della sicurezza stradale, inevitabili quindi polemiche e accuse da parte degli esclusi.

Fin dall'inizio l'Associazione Diritti dei Pedoni aveva espresso perplessità sul bando, decidendo di non partecipare: “E' un concorso che “vola basso”; è una strumentalizzazione della sicurezza stradale”. Lapidarie e senza appello le motivazioni della rinuncia, rifiuto peraltro condiviso anche da molte altre associazioni.

Una previsione, “semplice” quella dell'Adp, poiché “fondata sulla 'scomparsà dei 35 milioni di euro stanziati per la sicurezza stradale (dal governo Prodi nella finanziaria 2008) ed usati, per altri usi, dall'attuale Governo”.
Secondo quanto sostiene il presidente dell'Adp, Vito Nicola De Russis: “Non poteva vincere la mostra dell'Adp sulla sicurezza stradale (quella che da tre anni gira, con successo, per gli Istituti Superiori del Lazio), perché è in stridente conflitto di interesse con la potente ed efficiente 'Azienda Italiana Insicurezza Stradale'; l'Azienda 'invisibilè che fattura annualmente i circa 35 miliardi di euro del costo sociale presunto prodotto dagli annuali incidenti stradali (circa 6.000 'morti ignoratì ed oltre 310mila feriti)”.

Accuse pesanti come macigni, e previsioni rafforzate, secondo l'Adp, dalla tragica situazione della mobilità a Roma (circa 1 morto al giorno e 100 feriti), nonché gli atti degli Amministratori di Roma e dei gestori del Trasporto Pubblico Locale (Tpl) di Roma tesi a non ostacolare la mobilità dei mezzi privati (56% della mobilità) e a non incrementare il Tpl (18,2% della mobilità di Atac+Metro+Cotral+Trenitalia).
Infine, secondo De Russis: “Questa vicenda vivrà nei Tribunali mentre sull'asfalto delle strade italiane continuerà a versarsi il sangue delle vittime, specialmente giovani dai 15 ai 29 anni; mentre l'Adp continuerà nella sua 'testimonianza educativa e culturalè tra i giovani, girando per le loro scuole con la mostra sulla sicurezza stradale”.

Insomma un tipico “pasticciaccio” all'italiana di cui non sarà facile venirne a capo a tutto discapito di un argomento di vitale importanza che è quello del miglioramento della sicurezza stradale.

fonte – repubblica.it

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