E' illegittimo il verbale elevato per mezzo del tutor non consentendo tale apparecchio l' applicaz

E’ questo il principio con cui il GdP di Viterbo con la sentenzain commento ha annullato il verbale elevato dalla P.S. per mezzodell’apparecchio denominato tutor.Nella specie, la...

27 Novembre 2008 - 10:11

E’ questo il principio con cui il GdP di Viterbo con la sentenzain commento ha annullato il verbale elevato dalla P.S. per mezzodell’apparecchio denominato tutor.Nella specie, la verbalizzazione è stata fatta in seguito alettura dei dati provenienti da un’apparecchiatura TUTOR presente su untratto di autostrada, nella specie la Milano/Napoli, perché la velocitàmedia del veicolo intestato alla società ricorrente risultava superioreil limite di velocità di km 130/h.In particolare, ha ritenuto il Giudice adito che benché allavelocità risultata fosse stata applicata la riduzione del 5%, comeprevisto ex D.M. 29/10/97, detta riduzione non può però essereapplicata nei casi in cui la rilevazione sia operata con mezzi diversidall’“autovelox” che consente di rilevare la velocità immediatamente;negli altri casi di rilevazione della trasgressione di “eccesso divelocità” (art. 142 CDS), col c.d. scontrino entrata – uscitaautostradale, non può essere applicato il criterio di cui sopra, ma unariduzione diversa, come precisato dal comma 3 dell’art. 345 delle disp.di att.ne del codice della strada.

Ed infatti, ha proseguito il Giudicante, non può ritenersiapparecchiatura “Autovelox” il Tutor in quanto questo strumentoconsente di accertare le violazioni di “eccesso di velocità” attraversoil calcolo della media di velocità percorsa tra due postazioni, con laconseguenza che, per necessaria analogia con la media calcolata conmezzi diversi, al “tutor” deve applicarsi la riduzione prevista excitato art. 345, comma 3° disp. att.ne.

Ciò comporta, ha osservato ancora il GdP, che in difetto diprecisazione normativa non può essere applicata riduzione alcuna oppurein analogia con quanto detto sopra (art. 345, comma 3°), va applicatala riduzione “progressiva” del 5%, 10% e 15% e poiché la legge prevedein ogni caso la necessità di effettuare una riduzione questa vacomunque applicata, ma, non conosciuto il suo criterio nei casi dirilevazione diverse le postazioni “autovelox” fisse e/o mobili, nederiva l’impossibile corretta verifica del comma della norma ex art.142 violato.

Ha concluso, infine, il Giudice, in ogni caso in cui venga applicata tout courtla sola riduzione del 5% nei casi di accertata violazione mediantecalcolo della velocità media non vi è certezza dell’esatto accertatosuperamento della velocità massima consentita e, pertanto, in talesituazione la verbalizzazione effettuata è dubbia in quanto applicatoun criterio (riduzione del 5%) non previsto per legge.

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