Due mesi, 800 auto: Governo Monti, il flop dei bonus ecologici

Come SicurAUTO.it aveva previsto, gli incentivi ecologici del Governo Monti sono un flop

16 maggio 2013 - 6:00

SicurAUTO.it ha messo il naso nel sito (del ministero dello Sviluppo economico) dedicato agli incentivi ecologici del Governo Monti. Come avevamo previsto, si tratta di un flop: solo 800 auto vendute.

PERCENTUALI MISERE – Per quest'anno, a partire dal 14 marzo, i fondi sono ripartiti come segue: 4,5 milioni di euro per l'acquisto, da parte di tutte le categorie di acquirenti (e senza necessità di rottamazione), di veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 95 g/km, con una quota pari a 1,5 milioni di euro riservata all'acquisto di veicoli con emissioni non superiori a 50 g/km; 35,5 milioni di euro per l'acquisto di veicoli destinati all'uso di terzi o utilizzati nell'esercizio di imprese, arti e professioni, e destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa, (dietro obbligatoria rottamazione di un corrispondente veicolo obsoleto). Così, le auto elettriche non ne possono trarre beneficio, e quelle a benzina e diesel men che meno, visto che non hanno diritto alle agevolazioni. Sui milioni disponibili per l'acquisto di veicoli con emissioni di anidride carbonica comprese tra 95 e 120 g/km ne sono stati utilizzati 157.000; per veicoli con emissioni tra 50 e 95 g/km, solo 3,1 milioni; fino a 50 g/km, la miseria di 4,73 milioni, ossia il 12% circa.

PER CHI SONO – Infatti, gli incentivi 2013-2015 sono stati concepiti in modo pessimo: puntano a favorire l'acquisto di veicoli ad alimentazioni alternative (elettrici, ibridi, a metano, a biometano, a GPL, a biocombustibili, a idrogeno) con emissioni di anidride carbonica (CO2), allo scarico, non superiori a 120 g/km, e sono rivolti prevalentemente ai veicoli aziendali e a quelli a uso pubblico (taxi, car-sharing, noleggio, servizi di linea ecc.). Fanno eccezione solo i fondi destinati ai veicoli con emissioni non superiori a 95 g/km (essenzialmente elettrici e ibridi) che sono aperti a tutte le categorie di acquirenti, inclusi i privati cittadini, vista la minore diffusione di questi veicoli. Quindi, ai privati restano le briciole, mentre il grosso della torta va alle aziende, purché con auto vecchie di 10 anni da rottamare.

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