Due etilometri per 166 vigili: “E' questa la sicurezza?”

Ferrara, 14 agosto 2008 - DUE SOLI etilometri per 166 vigili e tre quarti delle multe complessive per sosta vietata: due dati, in un clima di grande preoccupazione per i gravi incidenti stradali...

15 agosto 2008 - 10:46

Ferrara, 14 agosto 2008 – DUE SOLI etilometri per 166 vigili e tre quarti delle multe complessive per sosta vietata: due dati, in un clima di grande preoccupazione per i gravi incidenti stradali che si stanno verificando, fotografano l'attività dei Vigili Urbani di Ferrara come orientata pià all'accertamento di violazioni minori che alla repressione dei comportamenti pericolosi. Per chiarire questo punto, Enrico Brandani, presidente del gruppo consiliare di An-Pdl, ha preparato un'interpellanza al sindaco Sateriale che parte dalla premessa che «giungono giornalmente notizie degli incidenti stradali sul nostro territorio, spesso con esiti mortali, che turbano l'opinione pubblica e fanno precipitare nel dramma intere famiglie colpite negli affetti più cari e che quotidianamente sulla stampa locale appaiono lettere di cittadini che lamentano disagi e disservizi nella gestione della sicurezza stradale».

Brandani rileva appunto che «da una lettura della relazione fornita dal Comandante del Corpo di Polizia Municipale per il 2007, emerge come su 85.207 violazioni accertate, ben 63.071, circa l'80%, riguardino semplici violazioni al divieto di sosta e che nella dotazione del Corpo di Polizia Municipale, benché composto da 166 operatori, esistono solo 2 etilometri e 2 autovelox, a fronte di un tragitto annuo con veicoli di servizio pari a 440.079 chilometri». Secondo il consigliere di An «appare del tutto evidente come l'attività del Corpo sia quasi completamente sbilanciata verso la repressione delle violazioni al divieto di sosta, mentre i veri nodi della sicurezza stradale vengano affrontati con scarsa efficacia (le violazioni per velocità eccessiva, per esempio, occupano appena il 3% degli interventi sanzionatori)». L'attività del Corpo di Polizia Municipale, secondo Brandani, è più orientata «a far cassa sui divieti di sosta piuttosto che operare per un miglioramento complessivo della sicurezza stradale; dai dati forniti nella stessa relazione non si percepisce nemmeno come venga affrontato concretamente il problema annoso dei ciclisti indisciplinati, i quali, scorazzando impunemente sui marciapiedi o contromano, rappresentano un serio e costante pericolo per le categorie ed i soggetti più deboli (anziani – bambini – persone diversamente abili-ciechi)». Ma non è tutto: come noto, per legge, il 50% dei proventi va destinato a interventi per la sicurezza stradale ma «da una sommaria lettura della delibera — incalza Brandani, che si è preso particolarmente a cuore la vicenda — il documento appare poco comprensibile e cervellotico, soprattutto nel deliberato, laddove non risultano chiare ed esaustive, in rapporto alla quota delle entrate, le voci e gli importi relativi alle spese iscritte per i vari interventi di miglioramento della circolazione e la sicurezza stradale, oltre che per altre attività di bilancio separate». Eppure, le delibere sono affisse all'Albo Pretorio «a beneficio dei cittadini e degli stessi consiglieri comunali — spiega Brandani —, per cui dovrebbero contenere elementi di chiarezza e di comprensione immediati, tali da non costringere poi i consiglieri a scomodare dirigenti e funzionari comunali per arrivare ad interpretazioni univoche degli atti amministrativi».

Il consigliere chiede dunque a Sateriale «come valuti l'attività generale svolta dal Corpo di Pulizia Municipale per il 2007, così come emerge dalle cifre contenute nella relazione annuale del suo comandante» e «se non ritenga che essa sia più orientata a far cassa con sanzioni poco impegnative, piuttosto che ad operare un serio miglioramento sul versante della sicurezza stradale». Chiede inoltre se «ritenga del tutto comprensibile e chiaro l'atto di giunta e se non voglia tuttavia attivarsi per la semplificazione e la chiarezza del linguaggio degli atti amministrativi, a beneficio dei consiglieri comunali, degli operatori dell'informazione e dei cittadini in generale».

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