Drogato al volante, il pirata rischia pena teorica fino a dieci anni

Il pirata era sotto l’effetto della droga quando ha investito e ucciso Franco Valdambrini, sulle strisce che attraversano la strada all’altezza del bivio di Olmo. Il Pm contesta...

12 novembre 2008 - 15:46

Il pirata era sotto l’effetto della droga quando ha investito e ucciso Franco Valdambrini, sulle strisce che attraversano la strada all’altezza del bivio di Olmo. Il Pm contesta all'investitore l'uso di stupefacenti: il reato prevede una pena fino a dieci anni; i funerali della vittima si svolgeranno a Civitella

Arezzo, 11 novembre 2008 – Il pirata era sotto l’effetto della droga quando ha investito e ucciso Franco Valdambrini, sulle strisce che attraversano la strada all’altezza del bivio di Olmo. E’ quanto gli contesta il Pm Giuseppe Ledda nel capo di imputazione con il quale ieri ha richiesto il giudizio per direttissima. Domani, molto probabilmente davanti al giudice Andrea Claudiani, cui sono affidate le udienze di questo mercoledì. Il rischio di pena per Giorgio Galli aumenta dunque in maniera esponenziale. La legge, dopo le ultime modifiche del pacchetto sicurezza introdotto dal governo Berlusconi, è draconiana: da tre a dieci anni di carcere, anche se è difficile, quasi impensabile, che a un incensurato venga inflitto il massimo.

La decisione di procedere per direttissima è arrivata ieri in tarda mattinata, dopo che in procura c’era stato un mini-vertice fra il Pm e la polizia stradale cui sono state affidate le indagini. A sorpresa, nella contestazione dell’accusa, di cui è stato informato anche l’avvocato difensore Giuseppe Renzetti, c’è l’aggravante dell’articolo 589 (omicidio colposo) che fa riferimento all’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope. Il capo di imputazione, d’altronde, contempla un altro reato connesso alla droga: l’aver guidato sotto l’effetto di stupefacenti, in violazione dell’articolo 187 del codice della strada. Ci sono poi l’articolo 189 dello stesso codice della strada, il non essersi fermato dopo un incidente, e l’omissione di soccorso.

Il caso, insomma, finisce per assomigliare sempre di più a quello dell’altro pirata della strada, Davide Angini, che travolse e uccise il pedone Giuseppe Genovesi in via XXV Aprile, appena un mese fa. Allora, però, insieme all’uso di stupefacenti c’erano lo stato di ebbrezza e la recidiva specifica. La droga, poi, era cocaina, ben più pesante degli spinelli di cui l’investitore avrebbe confidato l’uso. Per la cronaca, Angini fu condannato dal giudice Vincenzo Denaro a tre anni e mezzo di carcere ed è ancora dentro per la decisione di confermargli la custodia cautelare. Se i criteri di giudizio fossero gli stessi, stavolta Galli potrebbe cavarsela con una pena un po’ più leggera, anche perchè non ha precedenti per guida in condizioni di alterazione psichica o fisica.

La contestazione dell’uso di droga è giunta quando nessuno se lo aspettava: pareva infatti che le analisi di sabato notte avessero dato esito negativo. Invece i risultati riguardavano soltanto il tasso alcolico (negativo). I controlli antidroga richiedono più giorni e l’esito si è avuto giusto in tempo perchè il Pm aggiungesse l’aggravante al capo di imputazione.

E’ probabile che nel processo di domani la difesa non si opponga alla convalida dell’arresto, ma che poi chieda la scarcerazione del pirata per la mancanza dei presupposti di legge, ovvero pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato. A casa, dirà l’avvocato Renzetti al giudice, ci sono una moglie e un figlio di 4 anni che attendono il ritorno del rappresentante di Foiano.

Resta da capire se si andrà verso un patteggiamento o verso la richiesta di un rito abbreviato, che prevede comunque lo sconto di un terzo della pena. Sulla colpevolezza non ci sono dubbi: c’è la confessione, c’è la macchina (una Suzuki Swift) ritrovata nel garage con l’anteriore devastato, il parabrezza distrutto e le macchie di sangue, c’è la targa caduta sull’asfalto al bivio di Olmo, la traccia che ha consentito alla Polstrada e a una Volante della Questura di arrivare a colpo sicuro fino a Giorgio Galli. Lui non c’era, stava rientrando verso Arezzo insieme al padre, volevano andare a vedere cosa fosse successo. Invece l’hanno saputo a Cesa, dalla telefonata di un poliziotto: “Torni indietro, lei ha ucciso un pedone. L’aspettiamo a casa”.

Fonte

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Frenata automatica: ancora molti limiti nei test AAA da 50 km/h

Ztl Roma orari mappa permessi

Ztl Roma oggi in centro: mappa e come funziona

Misure antismog Emilia-Romagna

Emilia-Romagna: stop diesel Euro 3 dall’1 ottobre 2022 (ed Euro 4 nel 2023)