Divieto di sosta: vizio italiano

Il mancato rispetto del divieto di sosta è l'infrazione più frequente per gli automobilisti e motociclisti italiani

3 gennaio 2013 - 7:45

Un vizietto che automobilisti e motociclisti italiani non riescono a eliminare: il mancato rispetto del divieto di sosta. Che è l'infrazione più frequente al Codice della strada, in Italia, come emerge da un'indagine del Centro studi e ricerche sociologiche “Antonella Di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics per Contribuenti.it (magazine dell'Associazione contribuenti Italiani).

TOP TEN – Nella classifica delle violazioni più diffuse, non mancano ovviamente eccesso di velocità, passaggio agli incroci col semaforo rosso, guida senza casco, uso improprio del cellulare alla guida (si tiene l'apparecchio in mano, senza vivavoce o auricolare), mancato uso delle cinture di sicurezza, passaggio non consentito in ZTL, divieto di accesso, sorpasso a destra, guida sprovvista di documenti (generalmente perché dimenticati a casa). Non solo: Centro studi ha elaborato i dati delle Polizie locali e stradali dei singoli Stati dell'Unione europea, scoprendo che, negli ultimi 5 anni, con il 963%, l'Italia è il Paese in cui le contravvenzioni sono aumentate di più. Seguita da Romania (128%), Grecia (112%), Bulgaria (102%), Estonia (96%), Slovacchia (94%) e Cipro (89%). Fanalino di coda sono Francia (31%), Spagna (24%), Belgio (22%), Inghilterra (16%), Germania (12%) e Svezia (8%). E, all'interno dello Stivale stesso, le multe automobilistiche sono aumentate del 989% nel Nord Est, del 971% nel Centro, del 953% nel Nord Ovest, del 949% nel Sud e del 941% nelle Isole. A Milano, Napoli e Aosta scatta una multa ogni 10 secondi, mentre a Roma, Torino e Venezia una ogni 12 secondi.

È RINCARATA – Dal 1° gennaio 2013, l'importo minimo per chi lascia il veicolo in divieto di sosta è di 41 euro, e non più 39 euro, per via dell'aumento biennale previsto dal Codice della strada; ma la sanzione sale a seconda della gravità dell'infrazione. Infatti, la fermata e la sosta sono vietate non solo quando c'è il classico cartello rotondo, ma anche in numerose altre situazione, fra cui: in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tranviarie o così vicino ad essi da intralciarne la marcia; nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici, salvo diversa segnalazione; sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità; fuori dei centri abitati, sulla corrispondenza e in prossimità delle aree di intersezione; nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 m dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione; sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime; sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione. Senza dimenticare il divieto di sosta allo sbocco dei passi carrabili, o dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento di veicoli in sosta; oppure in seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote, due ciclomotori a due ruote o due motocicli; e negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia, o negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide.

PROBLEMI SERI – Al di là della multa, ricordiamo che il mancato rispetto del divieto di sosta può comportare anche il rallentamento del traffico, o un un problema più grave: talvolta, il parcheggio in seconda fila rallenta il transito dei mezzi di soccorso, scena che purtroppo si vede troppo spesso nelle nostre metropoli. E, se dal fatto deriva un incidente mortale, si può addirittura essere accusati di concorso in omicidio colposo: è accaduto a una 22enne di Milano. Da rammentare pure la sentenza 42498 della Cassazione del 1° dicembre 2010, la quale ha stabilito che “commette reato di omicidio colposo chi lascia il veicolo in sosta vietata (doppia fila) con lo sportello parzialmente aperto e contro il quale impatta, trovando la morte, il conducente del veicolo a due ruote che nel frattempo sopraggiungeva.

1 commento

Daniele
20:21, 6 gennaio 2013

Bruno, non sono d'accordo sul fatto che l'utilizzo del cellulare sia dettato dalla noia dovuta al traffico. Io abito in un paese di provincia, totalmente privo di traffico (se non l'attesa al semaforo…) ma continuo a vedere persone al cellulare mentre guidano. E' proprio questione di meneghefrismo nei confronti del cds e pigrizia: si preferisce effettuare subito la chiamata la telefonata o rispondere immediatamente alal chiamata piuttosto che attendere ed utilizzare un pò di buon senso.
Quanto alla tua affermazione finale, è risaputo in tutto il mondo che gli italiani siano mammoni: vuoi che, una volta atterrati, non dicano “mamma, siamo arrivati sani e salvi!!! hi hi hi

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