Diventare collaudatore di pneumatici? Ne parliamo con Jérôme Haslin

Jérôme Haslin, collaudatore di punta del centro tecnologico Michelin, ci porta dietro le quinte di questo affascinante lavoro

Diventare collaudatore di pneumatici? Ne parliamo con Jérôme Haslin
Dietro lo sviluppo di ogni nuovo pneumatico, c'è sempre un team di collaudatori che, attraverso degli standard codificati, forniscono precise indicazioni ai progettisti sulla strada da intraprendere. Si tratta dei collaudatori di pneumatici, professionisti dalla spiccata raffinatezza sensoriale che lavorano quotidianamente nei più importanti centri di ricerca del mondo degli pneumatici. Devi veri e propri sommelier delle gomme. Uomini che hanno imparato ad interpretare e raccontare al meglio le sensazioni che vengono registrate dal quel "giroscopio naturale" che ognuno di noi ha al centro della cassa toracica.  Quello che ogni volta che scendiamo una discesa di corsa ci provoca un magone allo stomaco, oppure quando stiamo per uscire di strada ci avverte del pericolo.

COSA FA UN COLLAUDATORE?

Ma cosa fa davvero un collaudatore di pneumatici, qual è la sua giornata tipo? Per rispondere a queste domande, e non solo, abbiamo intervistato Jérôme Haslin, da oltre 20 anni collaudatore di punta del centro tecnologico Michelin di Ladoux. Appassionato sin da piccolo di sport e guida sulle quattro e due ruote, Jérôme spiega in esclusiva ai lettori di SicurAUTO.it come si svolge il suo lavoro e quanto sia fondamentale una preparazione tecnica per diventare un bravo collaudatore. Perché lo pneumatico è un prodotto apparentemente semplice, ma che al suo interno racchiude il frutto di numerosi studi: dai materiali alla dinamica del veicolo, dalle differenti condizioni dell'asfalto alle leggi della fisica. Per questo è essenziale che il collaudatore abbia una formazione di base tecnica, indispensabile per poter fornire i giusti suggerimenti agli ingegneri del reparto R&D, gli unici in grado di modificare il prodotto secondo le indicazioni sensoriali del collaudatore. Tuttavia la sola cultura tecnica non basta, secondo Jérôme servono anche: sensibilità, esperienza e una dura formazione sul campo. Formazione che, nello specifico caso di Michelin, dura ben 3 anni prima di avere accesso completo alle piste e ai progetti presenti nel centro tecnologico di Ladoux, dotato di 19 piste per un totale di 41 chilometri.
A fine dell'intervista trovate anche un interessante video che riassume il complesso lavoro di Jérôme e dei suoi colleghi.

Ciao Jérôme, iniziamo con una domanda classica: perché hai deciso di diventare un collaudatore di Pneumatici?

"Sin da piccolo sono sempre stato appassionato della guida e del controllo dei limiti di aderenza".

Facevi anche gare di go-kart o cose simili?

"All'epoca ho fatto motocross, enduro e tanto sport di equilibrio: praticavo lo scii nautico e lo snowboard. Alla lunga questi sport mi sono tornati utili nel mio lavoro di collaudatore, perché mi hanno permesso di affinare la mia sensibilità".

Prima di entrare in Michelin hai lavorato presso altre aziende? Avevi fatto domanda di assunzione anche presso altri produttori di pneumatici?

"Dopo aver studiato ingegneria e superato un periodo di stage fatto durante il servizio militare, ho cercato lavoro in Francia presso Renault, Alpine Renault, Peugeot e Michelin. Alla fine ho scelto Michelin perché essendo un gruppo internazionale, che lavora con tutti i costruttori del mondo, avrei avuto più possibilità di fare carriera. Inoltre Michelin è molto impegnata nelle competizioni sportive, settore che mi appassiona particolarmente".

Puoi spiegarci brevemente quale formazione hai ricevuto dalla Michelin?

"Per accedere al centro tecnologico Michelin mi sono dovuto sottoporre ad una formazione molto lunga e complessa, durata circa tre anni. L'azienda mi ha inizialmente formato per due anni sulla meccanica degli pneumatici e la dinamica del veicolo, così da poter diventare un progettista di pneumatici (mi era stato chiesto, per esempio, di progettare uno pneumatico sportivo per un prototipo LOTUS). Successivamente ho iniziato il periodo di prova, durante il quale ho seguito una formazione specifica alla guida e alla comprensione sensoriale degli elementi fondamentali di uno pneumatico: la rumorosità, la guida sul bagnato, l'asciutto, la neve, etc. Anche per questo, secondo me, è importante conoscere a monte come funziona uno pneumatico e quali sono i fattori che influenzano le singole performance, così si sa già quali suggerimenti dare ai progettisti".

E' vero che Michelin ha scelto appositamente di non prendere ex-piloti?

"Il lavoro di un progettista necessita di conoscenze varie, tra le quali anche quelle di pilota, ma prima di tutto ci vogliono un forte potenziale intellettivo e specifiche conoscenze tecniche. Conoscenze che i piloti apprendono piano piano nel tempo. Mentre con Michelin si ha la possibilità di avere subito a disposizione una ricca varietà di risorse formative (al centro tecnologico disponiamo di ben 19 piste che ricreano numerosissime condizioni dell'asfalto: asciutto, bagnato, etc.) per formare i nuovi collaudatori. Nel mio caso facevo già delle competizioni prima di arrivare in azienda (coppa Peugeot 205 e Clio Cup) e tutto questo mi ha aiutato molto durante la mia formazione".

Puoi descriverci la giornata-tipo di un collaudatore Michelin? A che ora inizia, quanto dura, cosa si fa, etc.

"Nello specifico, la mia giornata di solito inizia con dello sport (noi collaudatori abbiamo una palestra a nostra disposizione), poi prosegue con delle prove in pista, e a seguire faccio delle riunioni di lavoro con i progettisti o gli uomini del marketing. Capita anche di fare della formazione ai nuovi allievi o delle riunioni con gli altri colleghi collaudatori. Se la mia giornata lavorativa prevede esclusivamente dei test in pista, provo gli pneumatici tutta la giornata e, alla fine delle due sessioni di test previste dai nostri protocolli, ho: il debriefing; lo scambio di opinioni con gli ingegneri che stanno sviluppando lo pneumatico oggetto dei test; e un eventuale confronto con i tecnici e i collaudatori della Casa costruttrice per la quale stiamo lavorando. Sviluppare un nuovo pneumatico insieme ad un costruttore di auto necessità di numerose prove sulle piste interne Michelin e anche su altri circuiti. Durante queste prove, il costruttore e Michelin mirano a raggiungere i limiti dello pneumatico per studiarne gli effetti. E' quasi una gara più che un semplice test. Durante questo processo lavoriamo sempre fianco a fianco con il costruttore".

Quanto pesano le indicazioni dei collaudatori nelle scelte finali?

"Specialmente nel settore delle vetture sportive le prove soggettive sono fondamentali, mentre nel caso delle vetture di serie la sensibilità del collaudatore resta sempre importante, ma si ferma ad un livello inferiore. Non dobbiamo comunque dimenticare che ci sono molte altre tappe per lo sviluppo degli pneumatici: lo studio dei materiali, la scelta delle misure giuste per il veicolo da equipaggiare, nonché le prove oggettive e soggettive su strada aperta al pubblico".

Per uno specifico prodotto quanti collaudatori vengono impiegati?

"Per le vetture di serie, siamo in totale 25 collaudatori. Ognuno di noi può essere affiancato ad uno o più progetti di omologazione di uno pneumatico di primo equipaggiamento, quindi non esiste un numero standard. Io mi occupo prevalentemente di Porsche e Ferrari".

Quanto dura lo sviluppo di uno pneumatico; dal primo prototipo alla produzione?

"Una gamma completa di pneumatici si sviluppa in 2-3 anni. Uno pneumatico specifico per un singolo veicolo si realizza in circa 2 anni e mezzo".

Capita di scartare, già dopo i primi giri, un prototipo perché poco convincente?

"Se dobbiamo realizzare una nuova gamma, non rinunciamo mai ad un prototipo, ma lo modifichiamo affinché si adatti e possa rispondere al meglio alle attese del mercato".

Può capitare che i sensori diano un risultato opposto rispetto a quello sensoriale? In questo caso come si procede?

"Si questo può accadere. Se ci sono dei risultati discordanti e non conformi con quanto atteso, continuiamo i test soggettivi e oggettivi per cercare di capire dove sta il problema. A volte potrebbero essere dei sensori guasti oppure una cattiva interpretazione delle parole del collaudatore. Ad ogni progetto sono tante le difficoltà che dobbiamo superare per riuscire ad offrire ai nostri clienti l'equilibrio migliore tra tutte le caratteristiche di uno pneumatico".

Qual è il prodotto che ti ha entusiasmato di più e quello che ti ha dato più filo da torcere?

"Oh, io adoro la prossima versione del Michelin Sport Cup*! Mentre sul fronte difficoltà, gli pneumatici sportivi di serie sono i più complessi da testare perché devono rispondere a tantissime esigenze, poiché non c'è solo da considerare la guida in pista. Il nostro obiettivo, come azienda, è proprio quello di sviluppare un prodotto che racchiuda le migliori performance possibili (dalla rumorosità, all'aderenza in ogni condizione), portandolo vicino ai limiti e anche oltre."

Grazie per la tua disponibilità Jérôme. Puoi dare un consiglio a chi vorrebbe intraprendere la tua stessa carriera di collaudatore di pneumatici?

"Certo, molto volentieri. Gli consiglierei di studiare ingegneria e di praticare molto sport di equilibrio (Sci, Surf, Snowboard, etc.) , nonché iniziare a fare il pilota ancor prima di mandare la propria candidatura a qualche industria di pneumatici. In tutti i casi posso garantirvi che questo è un lavoro davvero singolare e affascinante!"

Pubblicato in Pneumatici Auto il 21 Febbraio 2013 | Autore: Claudio Cangialosi


Commenti

Maurizio Brandolini il giorno 04 Maggio 2013 ha scritto:

Ciao a tutti, io faccio lo stesso lavoro in una casa di pneumatici Italiana e quello che ha descritto il (collega Francese) e' l 'esatta descrizione di come si sviluppano gli pneumatici e di come devono essere le persone che fanno il nostro lavoro. Manca solo un po'di informazzione di quanto siano importanti gli pneumatici per la sicurezza stradale. Saluti Maurizio

Cerca Crash Test Auto

Stai per acquistare un’auto? Controlla se è davvero sicura! Clicca e scopri