Distrazioni al volante: i giovani si concedono troppo in auto

Il cellulare non è la sola causa di distrazione poiché alla tecnologia i giovani affiancano tante cattive abitudini

19 febbraio 2013 - 7:00

I giovani al volante credono di poter fare di tutto, e tra le tante cose anche guidare. E' questo il resoconto che emerge da un sondaggio Goodyear sulla sicurezza stradale in Europa, che ha analizzato le abitudini dei 6400 neopatentati tra 18 e 25 anni in 16 Stati. Parlare al cellulare, navigare e persino farsi la barba mentre si guida sono tra le azioni più diffuse che confessano i giovani intervistati. Il rischio per la sicurezza stradale, secondo alcuni studi scientifici, è molto alto.

IL DITO CONTRO LA TECNOLOGIA – Quasi la metà dei neopatentati (il 45%) confessa di telefonare mentre è al volante senza usare un dispositivo vivavoce o un auricolare. Sprezzanti del pericolo e del rischio di essere beccati dalla polizia, gli svedesi e i russi si dichiarano peggiori trasgressori nel 70% dei casi. Più rispettosi del CdS, invece, gli inglesi, gli spagnoli e gli olandesi ammettono di farlo nel 15%, 26% e 27% dei casi. Oltre alle mani occupate è molto diffuso tra i giovani automobilisti (il 41% lo confessa) anche l'invio degli SMS che costringe di tanto in tanto a guardare la tastiera e il display del cellulare. I giovani sudafricani, turchi e svedesi sono in cima alla lista con rispettivamente il 65%, il 56% e il 55% mentre i meno inclini a scrivere messaggi e e-mail  sono gli spagnoli, i tedeschi e i britannici con il 31%, il 29% e il 14%.

MA LE TENTAZIONI SONO ALTRE – La tecnologia non sembra essere la sola causa di distrazioni al volante poiché molti giovani che hanno partecipato al sondaggio, ammettono di lasciarsi a vizi e abitudini incoraggiati dalla fretta, da una sopravvalutazione della capacità di gestire diverse azioni contemporaneamente e dalla scarsa sensibilità verso i rischi che corrono. Il 58% di loro beve una bevanda e il 45% mangia di tanto in tanto mentre a sfatare la leggenda che vede le sole donne impegnate a curare il loro aspetto in auto, sono proprio gli uomini. Anche se l'indagine include in un 14% coloro che si rifanno il trucco, si pettinano o si fanno la barba, è molto probabile che le donne impegnate al volante con rossetto e ombretto siano molte più degli uomini che si radono.

UNA BENDA SUGLI OCCHI – L'inchiesta Goodyear sui giovani al volante è suffragata da studi scientifici che spiegano quali sono i pericoli che corre chi, alla guida o meno di un'auto, costringe la mente a coordinare diverse azioni. Secondo gli scienziati che hanno analizzato il comportamento di soggetti impegnati in diverse azioni al volante, il cervello umano è in grado di passare velocemente da un compito all'altro, purché disposti in sequenza. Quando questo non avviene a farne maggiormente le spese è il lobo frontale del cervello, responsabile dell'attenzione e della concentrazione e capita di non vedere ciò che in realtà gli occhi stanno guardando. Si chiama “cecità da disattenzione” il fenomeno più diffuso che colpisce chi ad esempio è intento a parlare al telefono e pur guardando la strada non si accorge che il semaforo è rosso. Con il tempo (e molta fortuna) si acquisisce una falsa sicurezza di riuscire a gestire le varie situazioni e quando bisogna agire di fronte a un pericolo con una manovra d'emergenza, la capacità di calcolo e la reazione sono molto rallentati, anche  per gli automobilisti sopra i 25 anni.

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