Distanza di sicurezza: sai come mantenerla?

Il codice della strada britannico consiglia la distanza di sicurezza da tenere, mentre agli italiani è chiesto solo di evitare l'incidente

28 aprile 2014 - 9:00

Immaginate quanti incidenti ci sarebbero se ogni automobilista potesse scegliere arbitrariamente la velocità limite in base alla larghezza della strada? In realtà una contraddizione simile è già contemplata dal nostro codice della strada con la distanza minima di sicurezza da mantenere dall'auto che precede e i numeri degli incidenti in auto lo dimostrano. Una responsabilità allucinante se si pensa che non è sempre facile mettere in pratica i concetti di velocità, spazio percorso e tempo di reazione. Se poi consideriamo pure le variabili in campo, come asfalto bagnato e pneumatici sgonfi o consumati, vi renderete subito conto perché in autostrada c'è sempre qualcuno attaccato al paraurti posteriore poco prima di un incidente. In Gran Bretagna l'Highway Code, il codice della strada inglese, taglia la testa al toro consigliando ai conducenti quante auto dovrebbero esserci davanti per poter fermare l'auto in caso di emergenza.

CHI TAMPONA HA SEMPRE TORTO – Come tutti sappiamo, secondo l'art.149 del CdS, comma 1, “Durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l'arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono”. Il problema principale però è capire quanto spazio serve per fermare l'auto in base alla velocità; un lavoro che la tecnologia oggi affida ai sistemi di frenata automatica attraverso le telecamere intelligenti. Poiché questi sistemi sono disponibili a richiesta e solo su un numero di auto piuttosto limitato, il codice della strada britannico (The Highway Code) va incontro agli automobilisti del Regno Unito stabilendo delle distanze minime necessarie a frenare l'auto in base alla velocità (tabella sotto). Questo approccio legislativo, secondo l'AIRP (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) tutela l'automobilista inglese più di quello italiano (che è quasi sempre colpevole quando tampona) ma non risolve comunque il problema della sicurezza stradale.

GLI PNEUMATICI INFLUENZANO LA DISTANZA – L'Osservatorio Airp in merito all'elaborazione dati sulla Mobilità Sostenibile, afferma che in entrambi i casi, comunque, il problema di come misurare la distanza di sicurezza rimane. L'impostazione del codice stradale britannico tutela maggiormente l'automobilista in quanto fornisce un'indicazione precisa sulla distanza da tenere. Quella italiana, invece, lo responsabilizza di più in quanto gli accolla l'onere di tenere una distanza che sia comunque tale da evitare in ogni caso la collisione con i veicoli che precedono. Sia in Italia sia nel Regno Unito però l'automobilista responsabile può limitare ogni rischio di incidente controllando regolarmente la pressione degli pneumatici e l'usura del battistrada.

SPAZIO E ADERENZA – Come abbiamo verificato in pista, una pressione delle gomme di 0,5 bar in più o in meno allunga la frenata di 4 metri già a velocità urbane. Ciò che non dovete assolutamente dimenticare è che in caso di pioggia la distanza necessaria a fermarsi aumenta dal 20 al 30% a seconda dello stato degli pneumatici. Su neve o ghiaccio, invece, è difficile e pericoloso guidare senza pneumatici invernali anche con un'auto di lusso a trazione integrale (vedi video).

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