Dissuasore Tommy per posti disabili: il ministero lo stronca

Il ministero dei Trasporti boccia il dissuasore Tommy, che tutela i parcheggi assegnati ai disabili

19 giugno 2014 - 10:00

Arriva il no del ministero dei Trasporti al dissuasore mobile Tommy, realizzato dall'ACI Consult, società del gruppo ACI, che si occupa di servizi per l'ambiente e la mobilità. SicurAUTO.it ne aveva dato prontamente l'annuncio il 30 maggio: questi dispositivi (che prendono il nome dal figlio autistico del giornalista Gianluca Nicoletti) tutelano i parcheggi riservati ai disabili, anche quelli marchiati con il contrassegno numerico che è indissolubilmente legato alla presenza, nei paraggi, del luogo di residenza di un disabile. Un gesto incivile, quelllo di occupare abusivamente quei posti: un gesto che crea disagi e priva una persona di un diritto fondamentale. Per combattere questo pessimo costume, l'Automobile club d'Italia ha presentato un progetto, partito in fase di sperimentazione, riguardante un dissuasore elettronico della sosta. Stroncato sul nascere dal ministero.

QUESTIONE DI SOSTA E FERMATA – Quando è alzato, Tommy è un ostacolo al parcheggio dell'auto, ma si piega comunque con facilità, per poi ritornare nella sua posizione iniziale. Se viene chiuso senza l'utilizzo del telecomando, emette un segnale sonoro molto forte, ma comunque non crea danni all'auto. Qualche giorno fa a Roma, in via Gulli, era stato installato un prototipo. Rispondendo a una richiesta avanzata dal comando dei vigili del I Municipio circa la possibilità di concedere l'autorizzazione all'installazione, il ministero dei Trasporti ha dato parere negativo: trattandosi di aree destinate alla riserva di sosta non sembrerebbe preclusa la possibilità, qualora non fossero occupate dal titolare, di essere utilizzate per una semplice manovra di fermata. Il Codice della strada vieta la sosta negli stalli (si lascia lì l'auto, a motore spento, per tanto tempo) riservati ai disabili, ma non la fermata (ci si ferma per pochi istanti, per far salire qualcuno a bordo). Questa, con Tommy non sarebbe più possibile.

ALTRI DUE MOTIVI – Per il ministero, “potrebbe risultare ancora meno agevole l'utilizzo dello stallo da parte del disabile, perché si aggiungerebbero a suo carico ulteriori manovre che ovviamente sarebbero eseguite da una persona già in stato di difficoltà”. Secondo il ministero, l'installazione di un dissuasore di sosta su uno stallo personalizzato “va oltre lo spirito della norma e potrebbe far prospettare una vera e propria occupazione di suolo pubblico, diversamente disciplinata”. Al di là dei mille cavilli giuridici, resta il fatto che in un Paese civile il dissuasore sui posti per i disabili non dovrebbe essere necessario. Basterebbe che i Comuni si impegnassero a tenere liberi quei posti, un po' come si impegnano a piazzare autovelox e telecamere per incassare le multe. Basterebbe un immediato intervento dei vigili chiamati telefonicamente da un disabile in difficoltà, in caso di occupazione abusiva. Ma questo non avviene.

2 commenti

Nicodemo
19:47, 20 giugno 2014

I comuni si impegnano ogni giorno a tenerli liberi e cosi' dovrebbe fare la cittadinanza tutta che perennemente li occupa. Riguardo al commento sugli autovelox per fare cassa è proprio ridicolo, su un sito che ha nella sua intestazione la parola sicurezza, visto che la velocità è una delle prime cause di sinsitri nel nostro paese

Federico
0:46, 22 giugno 2014

Che finale indegno per questo articolo! In un paese normale i dissuasori non servirebbero perchè la gente dovrebbe essere abbastanza civile da non occupare gli spazi invalidi; cosa c'entra la solita trita e ritrita menata dei velox che fanno cassa o della municipale che non arriva? Impariamo a rispettare le regole che forse è meglio, altro che dare la colpa agli altri! Ci credo che chi ha scritto l'articolo npn ha messo il nome, con le catroneria che ci sono nel finale…

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