Disegno legge RCA: intervista esclusiva a Colletti (M5S) e Di Stefano (Pd)

Con un'intervista esclusiva a SicurAUTO.it, due protagonisti della scena politica attuale promettono battaglia al ddl RCA

8 febbraio 2014 - 6:00

L'intervista concessa a SicurAUTO.it è esclusiva; le parole dei due intervistati sono pepate e ne esce subito una chiacchierata molto interessante. In rigoroso ordine alfabetico, il primo si chiama Andrea Colletti, membro della commissione Giustizia alla Camera per il MoVimento 5 Stelle, ed è uno dei protagonisti della scena politica attuale, specie per quel che riguarda la RCA. Ha fatto breccia sul web il suo attacco al Governo Letta, quando ha trasformato il decreto Destinazione Italia in decreto Destinazione Ania (l'Associazione delle Assicurazioni), come dire che l'Esecutivo stava facendo un regalo alle Compagnie. L'altro è Marco Di Stefano (Pd), membro della commissione Finanze alla Camera, e altrettanto determinante per lo stralcio dell'articolo 8 dal decreto Destinazione Italia. Ossia per l'eliminazione delle norme che andavano a ledere i diritti degli automobilisti, mettendo in crisi i carrozzieri indipendenti. Ecco perché SicurAUTO.it ha intervistato Colletti e Di Stefano.

Il Governo prima fa il decreto, poi c'è lo stralcio dell'articolo 8, infine l'Esecutivo propone il disegno di legge che è la fotocopia dell'articolo 8: che logica c'è?

Colletti (M5S): “Il Governo ha trovato un fuoco di fila da parte del M5S (abbiamo presentato 200 emendamenti) e da parte di molte associazioni di categoria (utenti, consumatori, artigiani ed avvocati). Si è semplicemente spaccato, così come la maggioranza, giacché Gutgeld, consigliere economico di Renzi, è stato messo in minoranza. La riproposizione dell'articolo 8 sotto forma di ddl ce la aspettavamo: gli interessi delle Assicurazioni sono altissimi, nonché i collegamenti dentro al ministero dello Sviluppo economico e all'Ivass (l'organo di vigilanza sulle Assicurazioni) delle stesse Compagnie”.

Di Stefano (Pd): “Chiariamolo subito: non è stato affatto il Governo a stralciare l'articolo 8, ma il relatore del Pd, e l'ha fatto a fronte di un'esplicita richiesta di emendamento presentata dal sottoscritto insieme a molti altri parlamentari del Pd. Tutto ciò dopo un'approfondita e accesa discussione nel nostro gruppo parlamentare, nella quale è risultato decisivo un mio intervento, che ha messo a nudo le ambiguità dell'articolo 8. Un articolo che contrabbandava sotto mentite spoglie un risibile risparmio per gli assicurati, a fronte di una serie di provvedimenti marcatamente tesi a rafforzare il monopolio e i guadagni delle Assicurazioni, eliminando diritti sacrosanti degli utenti e azzerando le piccole imprese che vivono del proprio lavoro, senza avere mai chiesto alcun tipo di aiuto o agevolazione allo Stato. Ora, in maniera inedita e, devo dire, altrettanto imbarazzante, dopo solo 24 ore il Governo approva un disegno legge ‘fotocopia' dell'articolo 8 che abbiamo giustamente combattuto. Quasi fosse un atto ‘dovuto' nei confronti di qualcuno…”.

La palla passa al Parlamento: secondo lei, quante probabilità ci sono che il disegno diventi legge?

Colletti (M5S): “Nessuno lo può dire. Né si possono ipotizzare tempistiche: chissà, forse due mesi per il passaggio in Aula. Noi faremo un'opposizione durissima ma, almeno qui alla Camera, tutto dipende dal Pd. Purtroppo, almeno in commissione Finanze, la parte pro-Unipol è vincente. Diversamente da altre commissioni, come quella Giustizia”.

Di Stefano (Pd): “In Parlamento, spesso, si usa dire ‘un ordine del giorno non si nega a nessuno…'. Visti i lavori parlamentari e la mole di decreti legge che monopolizza l'attività di entrambi le Camere, oggi potremmo azzardare una rivisitazione di questa prassi dicendo che, forse, ‘un disegno legge non si nega a nessuno…'. Una cosa è certa: quanto è già stato impedito sulla base di un doveroso impegno mio e di altri parlamentari che hanno recepito le giuste preoccupazioni di cittadini, associazioni e imprese del settore, non verrà realizzato con un disegno di legge. Chi invece pensa di farlo, si sbaglia di grosso. Non mancheremo di vigilare e, se necessari,o riproporremo tutte le questioni già poste attraversi i nostri numerosi emendamenti al defunto articolo 8”.

Vi aspettavate così tanti politici schierati dalla parte delle Assicurazioni?

Colletti (M5S): “Purtroppo sì. Sappiamo benissimo che le lobby delle Assicurazioni hanno foraggiato la politica in tutti questi anni. Unipol, Fonsai, Generali: conosciamo bene i loro referenti politici dentro il Parlamento. Possiamo però dire che dopo la lobby delle slot machine, dopo la lobby delle banche, per ora noi del M5S siamo riusciti a sconfiggere la lobby delle Assicurazioni”.

Di Stefano (Pd): “Sinceramente non li ho contati, quello che importa è il risultato finale, e se l'articolo 8 è morto probabilmente non erano molti!”.

Secondo lei, gli italiani che cosa ci stanno capendo? Molti sono attratti dagli sconti RCA previsti dal disegno di legge…

Colletti (M5S): “Il Governo ha cercato di fare una abile azione di marketing. È vero che risulta difficile capirla, anche perché la maggior parte della carta stampata sono controllate dalle banche e tendono a orientare, con i loro articoli, i messaggi. Noi continueremo e proveremo a informare le persone attraverso i nostri soliti canali e stiamo preparando una proposta di legge per davvero rendere più forte la concorrenza nel settore e, così, diminuire la tariffa RCA”.

Di Stefano (Pd): “Tocca un problema reale: la cattiva pubblicità. Il messaggio che si voleva far passare è che si stava facendo un provvedimento a favore degli assicurati, ossia dei cittadini. Non si è affatto spiegato alla gente che, a fronte di ciò, ben più ingenti erano le restrizioni e le diminuzioni di garanzie per gli utenti. Si è cercato di occultare, nei ‘tecnicismi' in cui si rifugiano con abilità le Compagnie assicurative, clausole e fattispecie incomprensibili per la gente comune che, allettata da mini risparmi, avrebbe firmato vere e proprie polizze ‘capestro'. Clausole che in alcuni casi cozzavano in maniera assoluta con i diritti costituzionali, col Codice civile, con quello delle Assicurazioni. In chiusura: l'articolo 8 avrebbe avuto conseguenze nefaste per l'occupazione. Soprattutto in un momento in cui noi del Pd, come ribadito dal segretario Renzi, siamo impegnati in primis sul problema lavoro. Riflessi negativi in termini di livello occupazionale nel settore dei carrozzieri e dei professionisti di settore. È giusto abbassare il costo della RCA, ma occorre farlo con un criterio redistributivo, ossia partendo da una equa riduzione degli attuali e ingentissimi utili delle Compagnie. Altrettanto fondamentale è combattere sino in fondo le frodi attraverso strumenti normativi adeguati. Su questo, ritengo giusto che il Governo sia più vicino alle Compagnie. Il tutto con un giusto equilibrio degli interessi in campo. E soprattutto, almeno per me, nel costante rispetto della prioritaria e irrinunciabile tutela dei diritti dei cittadini”.

Ora che l'articolo 8 è stato stralciato, resta da capire come far fronte alle frodi che esistono nel risarcimento RCA, dove tutti sono coinvolti e non si salva nessuna categoria: dai periti alle carrozzerie, passando per i medici legali. Parliamo di poche mele marce ovviamente, ma il fenomeno esiste. Come fare, quali idee avete in mente?

Colletti (M5S): “Il fenomeno delle frodi è un rilevante ma in Italia è nella media del 2,5%. Il vero problema è che, a causa della normativa sull'indennizzo diretto, le Compagnie non indagano più sui falsi incidenti, tant'è che hanno tolto quasi completamente gli ‘ispettori sui sinistri'. Preferiscono pagare immediatamente e poi creare plusvalenze con lo scambio degli indennizzi. Sarebbe inoltre molto interessante conoscere quante denunce ogni anno vengono fatte dalle Compagnie. A noi risultano, purtroppo, pochissime. L'unico modo per evitare le frodi sarebbe togliere l'indennizzo diretto e far liquidare il danno alla Compagnia della controparte che applicherà un controllo molto più stringente, poiché avrà molto più interesse nella liquidazione”.

Di Stefano (Pd): “Il fenomeno delle frodi non è certo un'esclusiva delle Assicurazioni e dell'auto. Esiste un problema di ordine generale rispetto a forme diffuse e ormai neppure tanto striscianti di illegalità che affonda le sue radici anche in ragioni storiche peculiari del nostro Paese, ma risulta vieppiù rafforzato dal sempre più basso tasso di credibilità del ceto politico, avviluppato spesso da favoritismi e scandali. Di certo, si possono studiare misure precise in termini legislativi e regolamentari, e in questo senso molto può essere fatto utilizzando le possibilità offerte dalle innovazioni tecnologiche, ma non basta. Occorre a mio avviso ricondurre la questione alle sue ragioni fondanti, ossia in termini di educazione alla legalità e di certezza della pena. È un processo lungo e faticoso, ma che non per questo non deve essere avviato”.

E per chiudere un quesito a Di Stefano. Il Pd è da sempre legato al sistema assicurativo, questo è un dato assodato. Come giudica questo doppio ruolo dei parlamentari del Pd, che da un lato cercano di avvantaggiare la lobby assicurativa e dall'altro (vedi suo intervento) tenta di fare il contrario? Con Renzi non dovevate ritrovate finalmente unità? Cosa ne pensa Renzi dell'ex articolo 8?

Di Stefano (Pd): “Non ritengo di poter accogliere la sua valutazione che di assodato non ha molto! Di certo, nel passato, il collateralismo tipico dei grandi partiti di massa ha condotto allo sviluppo di sistemi di imprese, e quindi anche di imprese assicurative, di ‘riferimento' della sinistra. Ma questo appartiene al passato, il Pd è un'altra cosa perché nasce dalla comunione di sensibilità e storie differenti, anche se unite da valori comuni di grande respiro. Non si può pensare che un grande partito come il Pd che raccoglie consensi significativi sull'intero territorio nazionale sia un monolite. Se così fosse, non sarebbe utile al Paese, ma solo a se stesso. La dialettica e il dibattito, se non conducono a divergenze insanabili, sono un elemento positivo e consustanziale della vita democratica di un partito e il nostro segretario lo sta dimostrando concretamente sia rispetto alla individuazione delle priorità politiche su cui i cittadini ci chiamano a un impegno fattivo, come il lavoro, sia nella capacità di innescare un dibattito senza perdere l'autorevolezza a ricondurlo a un punto di sintesi che ne rafforzi l'azione”.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Monopattini elettrici come biciclette

Monopattini elettrici, in arrivo nuovi limiti e sanzioni?

Tariffe taxi da e per gli aeroporti

Parcheggio aeroporto: un sito ti aiuta a non perdere tempo

Come pulire la carrozzeria dell’auto sporcata dagli uccelli