2 commenti

giufe
8:55, 16 gennaio 2017

Ovvia e scontata l'autodifesa di Fiat-Fca, ma quanto credibile? Staremo a vedere, ma la voce che circola da tempo – vox populi, ma anche degli addetti ai lavori- è che anche Fiat-Fca (come Volkswagen, Renault, ecc.) ha fatto ricorso a simili furbeschi escamotages a danno dei consumatori, come ora accertato dalle autorità USA (ben più attente e severe delle dormienti europee: fa sorridere la notizia che la Commissione UE ha chiesto informazioni alle autorità USA in merito all'indagine FCA!!!). ). Del resto, è lecito dubitare delle affermazioni di discolpa dell'imputato di turno, come in genere delle case automobilistiche, che i fatti dimostrano non sempre attente ai doveri di correttezza e di rispetto delle norme a tutela del consumatore. Il recente caso Fca-Fiat, e prima ancora quello di V.W. ha acceso i riflettori sul problema del controllo delle emissioni nocive delle autovetture, ma va detto che questo non è l'unico, e forse neanche il principale, di cui ci si debba occupare -e preoccupare- poiché il problema dei controlli investe tutto il campo della affidabilità, qualità e sicurezza in generale degli autoveicoli.
Non si può nascondere, infatti, che i rischi per la salute delle persone connessi all'uso di tali mezzi costituiscono una ampia gamma di ipotesi di danno che non può ridursi solo a quello connesso alle emissioni nocive e abbraccia i tanti casi di difetti di fabbrica e/o progettazione, mancanza di requisiti e/o qualità essenziali, vizi di non conformità, vizi originari di funzionamento, deficit funzionale, ecc. La casistica è ricca di fatti dannosi e sinistri la cui spiegazione è da ricercare in cause di difettosità dell'autoveicolo, attribuibili alla responsabilità del fabbricante, gli esempi citabili sono tanti e pur tuttavia il fenomeno è spesso colpevolmente ignorato, o perlomeno sottovalutato, dalle autorità cui è demandato il compito istituzionale di vigilare e controllare a tutela della sicurezza e salute delle persone. Un esempio concreto? Fra i tanti, e giusto per rimanere in casa FIAT, oggi nell'occhio di un ciclone che in realtà chiama in causa l'intera industria automobilistica, potrei citare quello dei modelli di auto del gruppo automobilistico suddetto che montano il famigerato servosterzo elettrico 'city', il cui frequente malfunzionamento, dovuto a difetto di fabbricazione/progettazione, ha messo e mette a repentaglio la stessa incolumità di chi usa quelle auto, e ciò senza che nessuno, né il costruttore (che non ha provveduto alla necessaria campagna di richiamo e neppure di informazione del consumatore), né l'autorità di vigilanza, si preoccupi -sebbene il fatto sia stato denunciato da una valanga di segnalazioni e testimonianze- di mettere in atto i doverosi interventi inibitori/cautelativi. Oggi, sotto la spinta degli ultimi fatti che chiamano in causa le case automobilistiche per le frodi in materia di emissioni degli autoveicoli, si fanno sempre più insistenti le sollecitazioni per un adeguamento della normativa (proposte di legge, in particolare in materia di omologazione e controlli degli autoveicoli, sono al veglio del Parlamento Europeo), cosa senz'altro necessaria, ma che non può trasformarsi in un comodo alibi per sottrarsi alle responsabilità e agli obblighi che, bene o male, l'attuale normativa, generale (correttezza commerciale, buona fede, tutela del consumatore, sicurezza dei prodotti, responsabilità per danno da prodotto difettoso, ecc.) e speciale (le direttive e regolamenti CE in materia di norme tecniche e sicurezza dell'autovettura, Direttiva CE 99/44 ecc.), comunque già prevede: prevarrà, finalmente, l'interesse per la tutela del consumatore sugli interessi della potente lobby dell'industria dell'auto?

Bruno
9:50, 17 gennaio 2017

Gent.mo Giufe,
il suo commento è ampiamente condivisibile.
Nonostante normative più stringenti rispetto al passato (Codice del Consumo), l'Europa ( e l'Italia in particolare) resta sempre molto indietro in materia di difesa del consumatore per ciò che riguarda la responsabilità per danno da prodotto difettoso. Ciò è dovuto alla giurisprudenza carente e all'assenza in EU di un ente potente e indipendente come quello americano, preposto al controllo della sicurezza a tutela dei diritti dei consumatori. Le irregolarità sulle emissioni (che coinvolgono tutte le Case costruttrici), sono il risultato di normative fuori controllo e molto teoriche (vedi le irreali procedure di omologazione attualmente in vigore), di cui tutti i soggetti coinvolti (in primo luogo le istituzioni che non controllano) sono responsabili. Ma questo è un problema secondario se si pensa alla colpevole latitanza delle Case di fronte alle svariate carenze di prodotto ( in molti casi assai pericolose) di cui sono impunite responsabili.
Basti citare, a titolo d'esempio, l'enorme problematica degli airbag difettosi che coinvolge milioni di vetture nel mondo che continuano a circolare liberamente. La ringrazio per l'attenzione.

Cordiali saluti.
Bruno Pellegrini
redattore tecnica e post vendita
SicurAUTO.it