Dekra Italia: «Troppi centri revisione. Il sistema imploderà»

Il numero di officine abilitate alle revisioni cresce più del parco circolante e del mercato. E qualcuna, per sopravvivere, adotta pratiche illecite c

3 agosto 2011 - 18:32

Dekra Magazine, la rivista trimestrale di Dekra Italia, che fa parte del più grande network europeo che si occupa della revisione periodica dei veicoli, ha pubblicato sul fascicolo n° 10 (giugno 2011) il suo “Osservatorio sulla revisione”, un piccolo compendio che fa il punto sui numeri di questo settore alla data del 31 maggio 2011 in rapporto agli anni precedenti.

PIÙ OFFICINE, MENO AFFARI – L'Osservatorio riporta il numero di revisioni effettuate da ogni centro nei primi cinque mesi del 2011, l'evoluzione del numero dei centri e le revisioni medie per ciascuno. Tralasciando le revisioni dei motocicli, per le quali manca il numero di centri aggiornato e quindi non è possibile estrapolare i dati, il settore delle revisioni auto mostra segnali di crescita. Nel periodo considerato, in Italia sono state revisionate 5.919.523 vetture contro 5.684.372 dei primi cinque mesi del 2009. Tuttavia, nello stesso periodo il numero dei centri di revisione è passato da 6.067 a 6.702 (635 in più) e le revisioni medie per centro sono scese del 5,7%, da 937 a 883. Per quanto riguarda il numero dei centri in attività, il dato nazionale stride fortemente con alcune realtà locali. Per esempio, dal 2009 al 2011 il numero delle officine in Val d'Aosta è cresciuto di ben il 42,9%, un record seguito dai dati del Molise (+15,6%), dalla Puglia (+14,9%) e dal Veneto (+14,5%). Nelle stesse quattro regioni, il numero di revisioni medie per ogni officina è sceso, rispettivamente, del 30,3%, dell'8,6%, dell'11,1% e del 9,4%. Insomma, l'aumento delle officine si accompagna inevitabilmente a un calo del loro giro d'affari.

«CRESCITA INSENSATA» – L'Osservatorio si spinge poi ad analizzare la situazione italiana complessiva del 2011 in rapporto a quella esistente nel 2005. In questo intervallo, le revisioni auto sono aumentate del 3,6%, le officine del 25,8% e le revisioni medie per ciascuna sono crollate del 17,6%. Insomma, si sta verificando quella che il direttore generale di Dekra Revisioni Italia, Andrea Da Lisca, definisce senza mezzi termini «Una crescita insensata che, se non fermata, porterà a un'implosione del sistema nel quale tra 5-6 anni non ci sarà più mercato sufficiente per nessuno». Le soluzioni al problema proposte da Da Lisca sono l'irrigidimento dei requisiti per aprire un centro, il contingentamento del mercato e l'adeguamento delle tariffe delle revisioni. Da Lisca ammette che quest'ultimo provvedimento da solo non basterebbe poiché, paradossalmente, potrebbe portare all'apertura di nuovi centri da parte di imprenditori ingolositi dal potenziale giro d'affari.

I NUOVI “RAPPORTI COMMERCIALI” – In un pomeriggio del febbraio scorso, in una delegazione Aci di una cittadina del Piemonte trilla il telefono sulla scrivania del responsabile. Dall'altra parte della cornetta c'è il titolare di un centro revisioni, ubicato alle porte di Napoli, che vuole instaurare un “proficuo rapporto commerciale” con la delegazione. In che cosa consiste la collaborazione è presto spiegato dalla voce al telefono: «Voi ci spedite i libretti di circolazione delle vetture di vostri clienti che devono essere sottoposte alla revisione, e noi ve li restituiamo a stretto giro di posta con l'attestazione di “revisione regolare”». Fortunatamente, il capo della delegazione taglia corto e si dichiara non interessato al “proficuo rapporto” ancora prima che gli vengano comunicate le tariffe del “disturbo”. Un altro illuminante episodio, recentissimo, riguarda la stessa delegazione Aci che qualche giorno fa ha seguito la pratica del passaggio di proprietà di una vettura usata acquistata privatamente in Toscana da un piemontese. L'auto è del 1989, quindi la sua carta di circolazione esibisce una bella collezione di etichette che attestano nel tempo diverse revisioni, tutte svolte con esito positivo e tutte effettuate in un'officina toscana. Peccato che sul documento, evidentemente per un vecchio errore mai sanato, non siano state riportate le misure degli pneumatici omologate per quella vettura. A parte sottolineare la fortuna del precedente proprietario, che in 22 anni non s'è mai imbattuto in una pattuglia (che avrebbe immediatamente disposto l'aggiornamento del documento), ci sono due domande: come ha fatto il centro revisioni toscano ad accertare che le gomme montate sull'auto al momento dell'ispezione fossero della misura esatta ammessa? E quale tipo di credibilità può offrire un centro revisioni che trascura un aspetto importantissimo per la sicurezza come quello degli pneumatici?

SI SALVI CHI PUÒ – Morale della favola: in attesa che uno, qualcuno o tutti i rimedi suggeriti da Da Lisca vengano adottati, oppure che l'eventuale “implosione del sistema” si verifichi, le officine continuano a difendersi come possono dalla contrazione del giro d'affari. Anche ampliando i “rapporti commerciali” e il raggio d'azione della loro attività con il ricorso, come nel primo caso, all'offerta di revisioni a distanza (una vecchia piaga che in Italia non si riesce a debellare) con le quali prolungare la loro sopravvivenza. Oppure, come nel secondo caso, chiudendo tutti e due gli occhi di fronte a documenti di circolazione evidentemente irregolari che non permetterebbero alcuna “revisione con esito positivo”. Il tutto, ovviamente, con un bel calcione nel bassoventre alla credibilità delle revisioni italiane e alla sicurezza stradale.

4 commenti

Giuliano
10:19, 4 agosto 2011

Nessuno può impedire a un meccanico di allargare i propri servizi aggiungendo un centro revisioni.

Se gli spazi e la struttura lo perettono, non vedo cosa ci sia di male.

Per quanto riguarda gli operatori di settore disonesti, basta ritirare i permessi e il gioco è fatto.

Forse Dekra ha paura di perdere affiliati? Pensandoci bene che motivo avrebbe un meccanico di allacciarsi a un network che tratta solo revisioni?

Antonio
20:16, 4 agosto 2011

Sono d'accordo con Dekra, per lo meno nella mia città, Verona. In maggio dovevo portare alla prima revisione l'auto di quattro anni, ed ho ricevuto per posta ben cinque “promemoria” da parte di altrettanti centri revisione, di cui non sono mai stato cliente. Solo in una di queste lettere, c'era riportato la fonte dei miei dati (nome, cognome, indirizzo, tipo e targa del veicolo); tra l'altro uno di questi promemoria riportava un dato errato. Alla faccia della privacy! Qualcuno in motorizzazione da fuori l'elenco dei veicoli da sottoporre alla revisione. Non credo che seguano la procedura indicata sul sito, cioè fornitura dei dati dietro pagamento… anche perché quest'obolo è piuttosto salato per singola vettura, e non giustifica l'eventuale acquisizione di un nuovo cliente. Inutile dire che li ho cestinati e mi sono rivolto, come mia consuetudine, all'officina autorizzata di fiducia.

De
16:32, 20 settembre 2013

Concordo con Dekra, gli autoriparatori hanno troppi interessi ad impiantare una linea revisione, non possono essere trasparenti a riguardo, se l'obiettivo è la qualità e la sicurezza ci si deve rivolgere solo ai centri specializzati che fanno solo revisioni, sai quanto paghi da subito (il prezzo è imposto) e sei sicuro che non cercano di rifilarti gomme, sonde lambda.. etc. non necessarie, ma col solo scopo di far cassa.

Carmine
13:07, 2 ottobre 2014

Che ci sia conflitto d'interessi tra riparazione e controllo non lo scopriamo oggi.
Purtroppo il Legislatore, quando ha pensato alle revisioni da dare ai privati deve aver confuso l'Italia con i paesi Anglosassoni (solo gli Inglesi possono farlo, per etica e rispetto delle regole, noi Italiani “maestri dell'arrangiarci” NO siamo fatti diversamente).

Tuttavia, i rimedi ci sono e sono semplici.
Mi spiego:
La normativa prevede che i controlli fonometrici vengano effettuati secondo criteri ben precisi (altrimenti la revisione è da considerarsi non conforme), che nessuno rispetta e, le foto inserite lo dimostrano. Quindi sarebbe sufficiente attenersi alla Legge per evitare che un'officina avente 120 mq possa ottenere L'autorizzazione.
Ma …!!!! La DEKRA e il sig. Da Lisca cosa ne pensa ?
Cordiali Saluti

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