Decreto liberalizzazioni: novità per le gallerie

Il nuovo decreto introduce qualche limitazione ai criteri di progettazione delle galleria stradali: d'ora in poi non potranno superare quelli europei

24 gennaio 2012 - 8:00

Il “decreto liberalizzazioni” voluto dal presidente del Consiglio Mario Monti prevede qualche novità nei criteri utilizzati per la progettazione delle gallerie stradali e autostradali e innovazioni anche maggiori per quanto riguarda quelle ferroviarie.

NIENTE SPRECHI SULL'ASFALTO E SUI BINARI – Il concetto che sta alla base del provvedimento (nel decreto l'articolo relativo è il n° 54) si riassume nell'adozione di un maggior rigore nel controllo dei costi di realizzazione di entrambi i tipi di infrastruttura. Nella progettazione di gallerie nuove e nell'adeguamento di quelle già esistenti non potranno essere adottati parametri e standard tecnici più stringenti rispetto a quelli previsti nei Paesi dell'Unione Europea. Per quanto riguarda le gallerie ferroviarie, l'articolo di legge prevede norme ancora più articolate e restrittive, poiché per la realizzazione di quelle delle linee ad alta velocità i criteri che portano a una maggior sicurezza (ma presumibilmente anche a maggiori costi) saranno adottati solo se necessari e non nella totalità dei casi.

SGRADITO L'”OVERDESIGN” – Qualora si decida di adottare requisiti più elevati di quelli minimi (il cosiddetto “overdesign”, un termine utilizzato però anche per le infrastrutture stradali), le modifiche devono essere accompagnate “da un'analisi di sostenibilità economica e finanziaria” e gli eventuali sovracosti dovranno essere subordinati al reperimento delle risorse economiche necessarie a finanziarli. Per quanto riguarda invece le gallerie stradali e autostradali, per l'accertamento dei requisiti di funzionalità e sicurezza successivi alla loro costruzione non si parlerà più di “collaudi”: il termine, modificando un apposito decreto legislativo che regola la metaia (il n° 264 del 5 ottobre 2006), è stato sostituito da un altro: “verifiche funzionali”.

NON CI SARÀ PIÙ UN'ALTRA “SAN DEMETRIO” – Le nuove norme in materia di gallerie stradali e ferroviarie dovrebbero permettere un contenimento dei costi di realizzazione di tali infrastrutture, ma costituiranno anche un colpo mortale a qualsiasi velleità di “eccellenza progettuale”. Se non si dovranno superare i requisiti minimi in vigore nell'Europa comunitaria, dovranno essere abbandonati le realizzazioni troppo avanzate, anche se, ovviamente, i requisiti di sicurezza dovranno essere rispettati. Quindi, non ci saranno più tunnel modernissimi come la nuovissima e ormai famosa galleria San Demetrio, un vanto italiano che, a detta dell'Anas, alcuni requisiti europei li ha superati e che ha suscitato anche la curiosità (e le relative viste sul posto) di alcune delegazioni estere.

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