Danno biologico agli eredi se la vittima dell'incidente ha sofferto

Danno biologico agli eredi se la vittima dell'incidente ha sofferto In seguito a un incidente

In seguito a un incidente, se la vittima ha sofferto per sei giorni prima di morire, gli eredi hanno diritto al risarcimento del danno biologico

21 Marzo 2012 - 07:03

Gli eredi hanno diritto all'indennizzo del danno biologico se la vittima ha sofferto per sei giorni prima di morire: lo ha sancito la Cassazione, con sentenza 4229 del 20 gennaio 2012, pubblicata il 16 marzo. Quel lasso di tempo è ritenuto congruo dagli ermellini, al contrario di quanto aveva fatto la corte di merito: è infatti possibile che la vittima sia rimasta lucida durante l'agonia, nel 1998. Sarà la Compagnia assicuratrice a pagare quanto dovuto.

SOFFERENZA “TRASMESSA” – In quei sei giorni di sofferenza, la lesione biologica della futura vittima è stata “trasmessa” dal danneggiato ai congiunti: è sufficiente che la cartella clinica del pronto soccorso provi come il paziente ricoverato fosse lucido. Le copie del diario clinico e degli altri documenti sanitari prodotti dai parenti del defunto sono la dimostrazione della lucida sofferenza. Ma come accertare che la vittima ha patito una sofferenza dopo il sinistro? La giurisprudenza di legittimità richiede che tra l'incidente e il decesso passi un lasso di tempo apprezzabile: sei giorni, stando alla Cassazione, lo sono.

RINVIO – È il giudice del rinvio che dovrà valutare a quanto ammonti il danno non patrimoniale riconoscibile ai figli delle vittima, eventualmente eccedendo la somma di 83 milioni di vecchie lire già liquidata a ognuno di loro.

DI CHE SI TRATTA – Il danno biologico è la lesione dell'interesse, costituzionalmente garantito, all'integrità psichica e fisica della persona, conseguente a un accertamento medico. In altri termini, il danno biologico consiste nelle ripercussioni negative, di carattere non patrimoniale e diverse dalla mera sofferenza psichica, della lesione psicofisica. La sua liquidazione può essere effettuata dal giudice attraverso l'applicazione di criteri predeterminati e standardizzati, le tabelle elaborate da alcun uffici giudiziari. A tale proposito, i parenti della vittima che avevano fatto ricorso in Cassazione chiedevano l'applicazione delle tabelle elaborate dal Tribunale di Milano, che riconoscono indennizzo più elevati rispetto a quelle del posto in cui s'è svolto il processo; ma stavolta gli ermellini si sono opposti alla richiesta, che doveva essere meglio motivata.

IN FUTURO… – Non sono rari gli scontri fra vittime e Assicurazioni in materia di danno biologico. Tanto che, in futuro, sul punto unico del danno biologico si giocherà una partita importantissima, per ora lasciata in sospesa dal Decreto liberalizzazioni.

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