Danni da frana: paga l'Anas

Danni da frana: paga l'Anas L'ente proprietario della strada è sempre responsabile dei danni provocati dagli eventi naturalistici

L'ente proprietario della strada è sempre responsabile dei danni provocati dagli eventi naturalistici

31 Luglio 2014 - 08:07

La terza civile della Cassazione, con sentenza 17095 del 5 giugno 2014, depositata in cancelleria il 28 luglio, ha condannato l'Anas a risarcire i danni causati da una frana che aveva investito un'auto parcheggiata ai margini della Statale 24, in provincia di Verbania: i sassi erano caduti da un terreno privato sulla strada Anas. Si tratta di danni all'auto e non di lesioni fisiche, causati dalla caduta massi. Il principio è chiaro: la responsabilità è dell'Anas anche se le misure di prevenzione e di contenimento ricadono sotto le cure dei titolari dei terreni limitrofi.

UNA BATTAGLIA LEGALE – Facciamo un salto di ben dieci anni indietro, all'epoca del sinistro, quando il proprietario della macchina schiacciata da un sasso fa domanda di rimborso (6.000 euro) al Tribunale, che respinge la richiesta. L'automobilista non si arrende e così, in secondo grado, la Corte d'appello di Torinio dà perfettamente ragione al cittadino, condannando l'Anas. SI deve applicare l'articolo 2051 del Codice civile (“Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”), col parcheggio che fa parte della strada, sotto responsabilità Anas, costituita non solo dal suo sedime e dalle sue pertinenze, ma dallo stesso tracciato.

TERZO E ULTIMO GRADO – L'Anas non ne vuol sentire di pagare e va in Cassazione. Che respinge la tesi dell'Anas secondo cui gli articoli 14, 24, 30 e 31 del Codice della strada sposterebbero l'onere di realizzazione delle opere di sicurezza in capo ai proprietari delle aree limitrofe. Con la conseguenza che la responsabilità del fatto dannoso non riguarderebbe più il proprietario della sede stradale. Al contrario: per la Cassazione, è proprio il Codice della strada a stabilire che la funzione primaria dell'ente proprietario della strada è garantire la sicurezza della circolazione, e che quindi l'Anas deve adottare tutti i provvedimenti necessari a tal fine, senza che rilevi su chi debba gravare il costo economico delle sponde laterali. L'ente proprietario non può consentire la circolazione su un tratto di strada di cui ha la custodia senza aver prima eliminato i fattori di rischio conosciuti e conoscibili, con un attento e doveroso monitoraggio del territorio.

LA QUESTIONE CARTELLO – E così, l'Anas deve farsi carico anche dell'eventuale inerzia del titolare dei fondi limitrofi alla sede stradale (provvedendo a realizzare opere adeguate di contenimento). Secondo: il caso fortuito non c'è in questa situazione. La zona interessata dalla frana era già stata classificata come a rischio di caduta di massi, fatto attestato dalla stessa cartellonistica verticale presente in zona: che senso avrebbe mettere il segnale di caduta massi (vedi foto) per poi giustificarsi col caso fortuito? Non conta che l'origine del distacco del masso sia 30 metri più in alto rispetto allo stesso fondo.

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