Dal circuito alla strada: le performance si trasformano in sicurezza

"Michelin non vende pneumatici, bensì prestazioni?, è questa la filosofia che ispira la produzione degli pneumatici Michelin, sia da competizione che da strada.

12 luglio 2011 - 12:00

Che ci fa un giornalista di SicurAUTO sulla pista di Estoril alla guida di auto da 500 e più cavalli? Verifica personalmente come vengono trasferite “dal circuito alla strada” le tecnologie e le migliori soluzioni produttive che rendono gli pneumatici Michelin sicuri e performanti in ogni condizione.

I TEST IN PISTA – Grazie all'evento “Pilot Performance Days”, organizzato dalla Michelin sulla pista di Estoril in Portogallo, abbiamo potuto guidare auto supersportive equipaggiate con diverse gommature: dall'Audi TTRS alla R8 V10, dalla “semplice” Porsche Carrera 2S sino alla potentissima GT3 RS (500 cv). Ognuna di queste auto era separata dall'asfalto rovente della pista con diversi pneumatici: Slick, Pilot Sport Cup+, Pilot Super Sport e Pilot Sport 2 o 3 (sulla Porsche è stato omologato solo il PS2). Queste diverse configurazioni ci hanno permesso di apprezzare personalmente i diversi comportamenti dei vari pneumatici: il Pilot Sport Cup+ (omologato per la strada con il 21% di intagli sulla superficie e 5 mm di profondità del battistrada) non fa rimpiangere la Slick da competizione, il Pilot Super Sport è un ottimo compromesso tra uso sportivo e stradale (29% di intagli e 8 mm di battistrada), mentre il Pilot Sport è l'ideale per la guida su strada essendo più scolpito (37% e 8 mm) e costruito con una particolare mescola che gli garantisce la massima longevità e la massima sicurezza di guida (specie sul bagnato).

IL TEST DI FRENATA – Per testare al meglio le performance sul bagnato dello pneumatico Michelin Pilot Sport 3 è stato anche organizzato un test comparativo con altri due prodotti concorrenti: il Pirelli PZero e il Goodyear Eagle. Anche in questo caso abbiamo guidato noi e, grazie ad un particolare apparecchio con GPS ed accelerometro, sono stati misurati gli spazi di arresto da 80 km/h a 20 km/h (così come impone la normativa). Il Michelin PS3 ha richiesto in media 23,9 metri per completare il test, mentre la concorrenza 25,1 metri. Questi migliori risultati, ci spiega il tecnico Michelin, sono stati raggiunti grazie ad una particolare forma della struttura interna dello pneumatico (che a contatto con l'asfalto bagnato simula la prua di una nave, che quindi “spezza” il velo di pioggia), ad una scolpitura ottimizzata che crea dei veri e propri canali di evacuazione dell'acqua, nonché a delle lamelle che riescono a “spazzare via” anche l'ultimo micro strato d'acqua (nell'ordine di pochi decimi di millimetro). Tutte soluzioni studiate e testate nel centro prove di Ladoux dove siamo stati alcuni mesi fa.

LA LOGENVITA' – A cosa serve produrre pneumatici con elevate performance che garantiscono massime prestazioni solo per pochissimi chilometri? A nulla, e questo alla Michelin lo sanno bene. Grazie alla partecipazione a numerosissime competizioni (dai Rally alle piste) i tecnici della casa francese hanno fatto della longevità la loro missione più importante. Obiettivo che viene inseguito e raggiunto in particolar modo durante una delle gare più spettacolari del mondo: la 24 Ore di Le Mans (tra il 2006 e il 2009, il numero di pneumatici Michelin utilizzati alla 24 Ore di Le Mans è diminuito del 20%). Gara vinta quest'anno dall'Audi R18 TDi/Michelin che, grazie alla particolare composizione dei suoi pneumatici, ha potuto percorrere alla massima velocità ben 750 km con un solo treno di gomme (una Formula 1 utilizza, ad esempio, pneumatici in grado di percorrere solo 50 km). Questa tecnologia è la stessa che Michelin trasferisce poi nei suoi prodotti stradali, raggiungendo le massime prestazioni di durata con il Michelin Energy Saver che permette di percorrere sino a 10.000 km in più rispetto alla concorrenza (test TÜV SÜD e DEKRA).

LE FASI DELLO SVILUPPO – Quali sono le fasi che accompagnano lo sviluppo di uno pneumatico Michelin da competizione?

  • la prima può essere definita la fase digitale. I ricercatori realizzano tutta una serie di calcoli per fare emergere una decina di soluzioni atte a soddisfare le esigenze espresse dal costruttore impegnato nelle competizioni;
  • la seconda fase consiste nel mettere alla prova i prototipi di pneumatici scelti e prodotti dopo i calcoli al banco prova. Gli pneumatici subiscono vere e proprie “torture” su dei tamburi e sono davvero spinti ai limiti massimi delle prestazioni;
  • terza fase: dopo il test dei rulli in laboratorio, gli ultimi pneumatici scelti vengono collaudati su alcuni veicoli, soprattutto per valutare, in condizioni reali, i carichi aerodinamici che possono sopportare e il loro comportamento.

Una volta ultimata questa fase di sviluppo, gli pneumatici Michelin saranno in grado di esprimere tutto il loro potenziale nelle competizioni, successivamente le medesime tecnologie (adeguatamente tarate) saranno trasferite nella produzione di prodotti commerciali, creando un collegamento virtuale “dalla pista alla strada” che nel giro di pochi anni riuscirà a trasferire ai clienti consumer la massima sicurezza di guida.

PERCHE' PERFORMANCE? – Perché su un sito che tratta anche il tema della sicurezza stradale appare così insistentemente la parola performance? Il motivo è semplice: performance non è sinonimo di velocità ma di rendimento e risultato. Anche se la stampa tradizionale ha ormai trasformato questo termine in qualcosa di negativo, associandolo perlopiù alle auto supersportive e ai collaudatori in derapata. Anche per tale motivo ci auguriamo che i nostri lettori in futuro optino per pneumatici dalle elevate performance scegliendo tra i produttori che investono davvero in ricerca e sviluppo, evitando di acquistare gomme economiche che non saranno in grado di garantire il massimo in termini di sicurezza e feeling di guida. Scelta che appare ancor più obbligata nel caso di auto con tantissimi cavalli (sulla cui utilità si potrebbe discutere a lungo, ma in altra sede) dove la scelta di montare pneumatici economici potrebbe trasformarsi in tragedia (com'è successo ad una persona di nostra conoscenza che ha sentito cedere i suoi economici pneumatici super ribassati in piena autostrada…).

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