Cumulo delle contravvenzioni, la Consulta non interviene

Cumulo delle contravvenzioni, la Consulta non interviene - Corte costituzionale 39/2009Per il giudice di pace di Genova la somma delle sanzioni è incostuzionaleViolatepiù volte senza saperlo il...

18 Febbraio 2009 - 09:02

Cumulo delle contravvenzioni, la Consulta non interviene – Corte costituzionale 39/2009

Per il giudice di pace di Genova la somma delle sanzioni è incostuzionale

Violatepiù volte senza saperlo il divieto di circolazione in zona a trafficolimitato. La prima sanzione arriva dopo mesi e, quando ormai sapete,siete esposti a tutte le altre sanzioni, spesso innumerevoli, senzapoter fare più niente. Un tipo di situazione ben nota a chi affidal'auto a un figlio neopatentato o a un dipendente distratto nellegrandi città ingorgate di traffico: la sanzione complessiva arrivaspesso a diverse migliaia di euro. La questione, che è tutt'altro chedi lana caprina per chi ci capita, è stata posta dal giudice di pace diGenova alla Corte costituzionale nel procedimento civile vertente traForniture per pasticceria di Barbieri Rosanna & C. s.a.s. e ilComune di Genova. I giudici della Consulta hanno semplicementedichiarato la questione inammissibile ma non sono entrati nel merito ela questione, dunque, resta in piedi.
Il giudice genovese ha promosso il giudizio di legittimitàcostituzionale dell’articolo 198, comma 2, del decreto legislativo 30aprile 1992, n. 285 (cioè del Nuovo codice della strada), edell’articolo 8, comma 1, della legge 24 novembre 1981, n. 689(Modifiche al sistema penale). La storia, raccontata nell'ordinanza, ègustosa: come racconta il magistrato che si è rivolto alla Corte,l'auto del negozio di pasticceria è stata più volte pescata dai vigilia circolare nella zona vietata, effettuando “molteplici transiti lungouna stessa via” ma venendo a conoscenza del fatto solo alla primanotifica di una salata contravvenzione. Il titolare della pasticceria aquesto punto non sa quante violazioni ci siano state e a quantecontravvenzioni è esposto “ineluttabilmente” – l'avverbio è del giudicegenovese – ed è giustamente preoccupato delle relative conseguenze.Ebbene, secondo il giudice remittente il sistema sanzionatorio previstodall’articolo 198, comma 2, del Codice della strada, per il divieto diaccesso nelle zone a traffico limitato, secondo cui ad ogni violazionecorrisponde una sanzione, si porrebbe in contrasto con il principio diragionevolezza, anche perché nel sistema tributario si sono introdottii principi del concorso materiale delle violazioni e delle violazionicontinuate, secondo la formula dell’art. 81 del codice penale, con ilrisultato di mitigare l’applicazione del cumulo materiale. In altreparole si fa questa considerazione: è l'unico caso in cui le draconianesanzioni si sommano ineluttabilmente, senza tener conto che laviolazione probabilmente non verrà ripetuta e che, soprattutto, ilmalcapitato è esposto a una micidiale “applicazione del cumulomateriale”.
La Corte costituzionale ha risposto, in parole povere, che non si puòdecidere nulla in questa situazione e ha dichiarato “la manifestainammissibilità della questione per insufficiente descrizione dellafattispecie”. E che, sotto altro profilo, “la questione sollevata èmanifestamente inammissibile per essere la stessa astratta, ipotetica,o almeno prematura, dal momento che, alla stregua della descrizionefornita, risulta che il contravventore abbia ricevuto una solanotifica, relativa alla prima di quelle che ritiene essere una serie diviolazioni al divieto di accesso alla zona a traffico limitato, anchese allo stato «non è dato sapere il numero di violazioni al Codicestradale». Non solo: senza che vi siano elementi obiettivi per ritenereche il contravventore verrà sanzionato per una serie di ulterioriviolazioni, e con quale criterio. Per ora, dunque, tutto resta comeprima. Ma non è escluso che in futuro non si riparli della questione.(16 febbraio 2009)  ORDINANZA della Corte costituzionale N. 39 dell’ANNO 2009

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai Signori:

– Giovanni Maria FLICK Presidente

– Francesco AMIRANTE Giudice

– Ugo DE SIERVO “

– Paolo MADDALENA “

– Alfio FINOCCHIARO “

– Alfonso QUARANTA “

– Franco GALLO “

– Luigi MAZZELLA “

– Gaetano SILVESTRI “

– Sabino CASSESE “

– Maria Rita SAULLE “

– Giuseppe TESAURO “

– Paolo Maria NAPOLITANO “

– Giuseppe FRIGO “

– Alessandro CRISCUOLO “

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

nelgiudizio di legittimità costituzionale dell’art. 198, comma 2, deld.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), e dell’art.8, comma 1, della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistemapenale), promosso con ordinanza del 12 novembre 2007 dal Giudice dipace di Genova nel procedimento civile vertente tra Forniture perpasticceria di Barbieri Rosanna & C. s.a.s. e il Comune di Genova,iscritta al n. 205 del registro ordinanze 2008 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 28, prima serie speciale, dell’anno 2008.

Visto

l’atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;

udito

nella camera di consiglio del 17 dicembre 2008 il Giudice relatore Alfio Finocchiaro;

Ritenuto

cheil Giudice di Pace di Genova, con ordinanza emessa il 12 novembre 2007,nel corso di giudizio promosso da Forniture per pasticceria di BarbieriRossana & C. s.a.s. contro il Comune di Genova, ha sollevatoquestione di legittimità costituzionale dell’art. 198, comma 2, deld.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), perviolazione degli artt. 2 e 3 della Costituzione, e dell’art. 8, comma1, della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale),in riferimento ai medesimi parametri;

che, secondo il giudice a quo,la questione di legittimità costituzionale è rilevante pur se gliilleciti configurati dalla norma non siano ancora, o non ancorainteramente, posti a conoscenza del destinatario, e non èmanifestamente infondata, nell’impossibilità di adottareun’interpretazione adeguatrice;

che il rimettente rileva che la società ricorrenteè stata «contravvenuta» più di una volta per la violazione del divietodi circolazione in zona a traffico limitato, e che la stessa haeffettuato molteplici transiti lungo una stessa via, «venendo aconoscenza dell’elevata contravvenzione, solo, all’esito dellanotificazione, per la prima volta, del relativo verbale diconstatazione di violazione»;

che,in relazione ai fatti di causa, «allo stato non è dato sapere il numerodi violazioni al Codice stradale, di cui è, ineluttabilmente,destinatario l’amministrato, esposto, com’è prevedibile, all’incombentedi far fronte alle relative conseguenze, con aggravio e maggiore spesa»;

cheil sistema sanzionatorio previsto dall’art. 198, comma 2, del d.lgs. n.285 del 1992, per il divieto di accesso nelle zone a traffico limitato,secondo cui ad ogni violazione corrisponde una sanzione, si porrebbe incontrasto con il principio di ragionevolezza, anche perché nel sistematributario si sono introdotti i principi del concorso materiale delleviolazioni e delle violazioni continuate, secondo la formula dell’art.81 del codice penale, con il risultato di mitigare l’applicazione delcumulo materiale;

chel’art. 2 Cost., raccordato all’art. 3, secondo comma, Cost., mira alsuperamento di sperequazioni suscettibili di ostacolare il pienosviluppo della personalità, mentre la norma denunciata «arreca unnocumento al corpus della persona, costituzionalmente protetto»;

che l’art. 3 Cost. non giustifica disparità di trattamento in assenza di peculiarità della fattispecie;

chel’art. 8 della legge n. 689 del 1981 accoglie il criterio del concorsomateriale e della continuazione in tema di violazioni di previdenza eassistenza obbligatorie, mitigando la pena in ossequio ai principi diafflittività, dissuasione, retribuzione, con la conseguenza che non visarebbero ragioni per non applicare gli stessi principi alle violazionial Codice stradale, incorrendosi, in caso contrario, in una violazionedell’art. 2 Cost., che in quanto “norma aperta”, richiederebbe il”riempimento”, e non l’esclusione dei diritti; nonché dell’art. 3Cost., per il trattamento differenziato di situazioni analoghe;

chenel giudizio è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri,rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, che haconcluso per la declaratoria di manifesta infondatezza della questionesollevata.

Considerato

cheil Giudice di pace di Genova dubita della legittimità costituzionaledell’art. 198, comma 2, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codicedella strada), nella parte in cui prevede che, nell’ambito delle areepedonali urbane e nelle zone a traffico limitato, il trasgressore aidivieti di accesso e agli altri singoli obblighi e divieti olimitazioni soggiace alle sanzioni previste per ogni singolaviolazione, per contrasto con gli artt. 2 e 3, secondo comma, dellaCostituzione, così determinando irragionevole sperequazione e arrecandonocumento alla personalità; nonché dell’art. 8, primo comma, dellalegge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), là dovenon prevede che gli autori di più violazioni, anche in tempi diversi,al Codice della strada, in attuazione del medesimo disegno criminoso,soggiacciano alla sanzione prevista per la violazione più grave,aumentata fino al triplo, per violazione degli artt. 2 e 3 Cost.,conseguente alla mancata applicazione in favore del cittadino di unanorma di protezione ed alla irragionevole differenziazione disituazioni analoghe;

chedall’esame dell’ordinanza di rimessione non emergono gli esatti terminidegli illeciti amministrativi di cui si tratta, con particolareriguardo al numero e ai tempi, malgrado la rilevanza di talicircostanze, ove si tenga conto, anche alla luce dell’ordinanza diquesta Corte n. 14 del 2007, della necessità di accertare se nellaspecie siano effettivamente configurabili più violazioni, o, viceversa,una sola violazione pur se oggetto di più di un accertamento;

checiò determina la manifesta inammissibilità della questione perinsufficiente descrizione della fattispecie (ordinanze n. 398 e n. 49del 2008, n. 421 del 2007);

che,sotto altro profilo, la questione sollevata è manifestamenteinammissibile per essere la stessa astratta, ipotetica, o almenoprematura, dal momento che, alla stregua della descrizione fornita,risulta che il contravventore abbia ricevuto una sola notifica,relativa alla prima di quelle che ritiene essere una serie diviolazioni al divieto di accesso alla zona a traffico limitato, anchese allo stato «non è dato sapere il numero di violazioni al Codicestradale», senza che vi siano elementi obiettivi per ritenere che ilcontravventore verrà sanzionato per una serie di ulteriori violazioni,e con quale criterio (sentenza n. 66 del 2005; ordinanze n. 398 del2008, nn. 311 e 56 del 2007).

Visti

gliartt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Cortecostituzionale.

PER QUESTI MOTIVI

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara

lamanifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionaledell’art. 198, comma 2, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codicedella strada), e dell’art. 8, comma 1, della legge 24 novembre 1981, n.689 (Modifiche al sistema penale), sollevata, in riferimento agliarticoli 2 e 3 della Costituzione, dal Giudice di pace di Genova conl’ordinanza in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 febbraio 2009.

F.to:

Giovanni Maria FLICK, Presidente

Alfio FINOCCHIARO, Redattore

Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 13 febbraio 2009.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: DI PAOLA

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