Cronotachigrafi taroccati, sei arresti al Nord

Cronotachigrafi manomessi: sei ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dai carabinieri a Milano

4 giugno 2014 - 10:00

Pagavano mazzette per evitare maxi-multe agli autotrasportatori: è successo a Milano. Sei ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dai carabinieri a Milano nei confronti di tre ispettori del lavoro, un appuntato dei carabinieri e due imprenditori nel settore dell'autotrasporto. Le accuse? Truffa ai danni dello Stato, corruzione, ma anche concussione, fino al falso materiale. Il gruppo di ispettori offriva agli imprenditori la possibilità di truccare i cronotachigrafi dei Tir: l'apparecchio che registra le ore di guida di mezzi pesanti e autobus per controllare che gli autisti non guidino per più di otto ore giornaliere. Insomma, una specie di scatola nera del mezzo che registra velocità, distanze percorse e altri parametri. Così, col trucco, si evitavano le sanzioni in caso di violazioni in cambio di una mazzetta.

UN BEL GIRO DI SOLDI – Tra le sei ordinanze di custodia firmate dal gip Giuseppe Gennari, eseguite ieri su richiesta del pm Giovanni Polizzi, quattro sono ai domiciliari e due in carcere: il carabiniere, che prestava servizio nell'hinterland di Milano (che aveva un ruolo di consulente) e un ispettore (accusato anche di aver effettuato controlli fuori dall'orario di lavoro e di aver comunque incassato l'indennità di servizio). La percentuale era del dieci per cento per multe che potevano superare anche i 30.000 euro o, ancora peggio, costare la patente agli autotrasportatori. In sei mesi, sono 30 gli episodi accertati dai militari del Nucleo tutela del lavoro, che hanno indagato in stretta connessione con l'ispettorato. L'inchiesta, fra l'altro, nasce come costola di un'altra indagine avviata la scorsa estate, quando a finire in manette furono un'ispettrice e l'ideatore di un software utilizzato nella truffa.

QUESTIONE GRAVISSIMA – Non è certo il primo episodio simile. Le “astuzie” utilizzate dagli autotrasportatori per stare alla guida di quanto previsto dal Codice della strada sono in continua evoluzione: i controlli che vengono svolti dalle pattuglie della Polizia stradale sono improntati a debellare questo fenomeno (con operazioni di verifica molto laboriose). Nel mirino c'è il colpo di sonno, nemico subdolo e terribile. Gli incidenti causati da Morfeo hanno spesso esiti gravissimi, ma se al posto di un'auto c'è un mezzo pesante, le conseguenze hanno effetti devastanti. Ricordiamo che esiste il cronotachigrafo VDO con la “regola del minuto”. È prevista dalla normativa europea (Regolamento CE 1266/2009 in vigore dal 1° ottobre 2011), e prescrive che sia l'attività più lunga eseguita durante l'arco di un dato minuto a essere registrata dal tachigrafo per l'intero minuto. Ciò assume particolare rilevanza ai fini della registrazione dei tempi di guida. Infatti, in base alla vecchia normativa tecnica, i tachigrafi digitali compivano un arrotondamento al minuto: ogni attività di guida che durava più di 5 secondi e meno di 60 veniva conteggiata 60 secondi pieni, anche se in realtà era durata di meno. Con la nuova normativa, in vigore dal 1° ottobre 2011, il tachigrafo registra invece l'attività di guida della durata di un minuto solo se questa è stata l'attività più lunga svolta nel minuto stesso. Per esempio, se un autista in coda per scaricare il mezzo o per imbarcarsi su un traghetto deve compiere solo pochi metri al minuto e tale manovra comporta solo 6 secondi di guida per volta, il tachigrafo di vecchia generazione registrava un minuto per ogni avanzamento effettuato. Viceversa, con il tachigrafo di nuova generazione non viene registrata alcuna attività di guida, con un notevole risparmio di tempo.

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