CRO – Cinture posteriori sempre allacciate? 600 morti di meno

Seicento morti e 300 mila feriti di meno. Ogni anno. Chi non sarebbe disposto a fare qualcosa per ottenere un risultato del genere? Eppure solo il cinque per cento degli italiani è d'accordo e ...

26 febbraio 2010 - 16:41

Seicento morti e 300 mila feriti di meno. Ogni anno. Chi non sarebbe disposto a fare qualcosa per ottenere un risultato del genere? Eppure solo il cinque per cento degli italiani è d'accordo e allaccia, salendo in auto nei sedili posteriori, le cinture di sicurezza. Un semplice obbligo la cui mancata osservanza è punita (quasi mai…) con 74 euro di multa e la decurtazione di cinque punti sulla patente. Ma quello che è più grave, il mancato allaccio delle cinture espone i passeggeri, in caso di incidente, a conseguenze gravi.

Non solo per i passeggeri dei sedili posteriori, ma soprattutto per il guidatore e per chi gli sta a fianco. In caso d'urto, infatti, un trasportato posteriore si trasforma in una specie di proiettile, che va a sbattere normalmente contro la testa del conducente o del passeggero anteriore, procurandogli spesso un trauma cranico grave, spesso mortale. Così chi viaggia davanti, pur indossando la cintura, se dietro trasporta una persona che non si è allacciata la cintura, corre pericoli gravissimi.

L'Asaps, l'Associazione amici Polizia stradale, ha lanciato la campagna “Stringiamoci alla vita”, un iniziativa che, come ha spiegato il presidente Giordano Biserni, “serve a sottolineare più in generale l'importanza delle cinture visto che in Italia tre italiani su dieci non comprendono come l'uso delle cinture, prima ancora di essere osservanza della legge, debba essere considerato un dovere verso se stessi e verso i propri cari. Tutti gli studi svolti, infatti, indicano che le cinture possono concretamente aiutarci a mantenerci in salute nel malaugurato caso si sia coinvolti in un incidente, anche a bassa velocità. Insomma un semplice click moltiplica per dieci le vostre probabilità di sopravvivenza”.

C'è da dire che in Italia esiste una notevole differenza: fuori dei centri abitati le usa quasi l'80 per cento di conducenti e passeggeri anteriori; in città, la media di utilizzo è del 70 per cento (80 al Nord, 65 al Centro, 55 al Sud), ma solo per quanto riguarda, sempre, i posti anteriori. Insomma tutti pensano che le cinture servano solo in autostrada e sulle strade extraurbane, ma questo è un errore imperdonabile perché in realtà le cinture sviluppano il massimo della loro efficacia fra i 30 e i 110 km/h. Con la punta massima di differenza nei dati della mortalità fra i 40 e i 70 km/h. Stesso discorso per i seggiolini dei bambini. Le cinture sono uno dei dispositivi di sicurezza più efficaci in un veicolo a motore perché, in caso di collisione, un corpo non assicurato viene proiettato attraverso il parabrezza o attraverso il veicolo con una potenza impossibile da trattenere con la forza delle braccia, nemmeno a bassa velocità. Le persone allacciate hanno inoltre molte più probabilità di rimanere coscienti e poter abbandonare rapidamente il veicolo in caso di necessità.

In una collisione a 30 km/h i passeggeri sono proiettati in avanti con una forza che può essere anche pari a 20 volte il loro peso! In questo caso, un uomo di 70 kg è proiettato con una forza di circa 1.400 kg. Un bambino di 15 kg viene proiettato con una forza di circa 300 kg. La nostra capacità di trattenuta è di circa 25 kg. Sbattere contro il volante o il parabrezza può causare ferite gravi o mortali. Sui sedili posteriori i passeggeri non allacciati corrono un rischio due volte maggiore di subire ferite gravi rispetto ai passeggeri allacciati. In caso di collisione frontale a 50 km/h si trasformano in un proiettile di tre tonnellate che mette in grave pericolo anche gli altri occupanti.

Utilizzati contemporaneamente, airbag e cinture di sicurezza offrono una protezione contro ferite gravi o mortali pari al 75 per cento. Da solo l'airbag previene le ferite gravi solamente nel 14 per cento dei casi. Considerata la velocità di esplosione (200 km/h), in taluni casi può addirittura essere pericoloso.

fonte – ilvelino.it

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