Crisi: un italiano su cinque usa meno l'auto

La crisi spinge un italiano su cinque a utilizzare di meno l'auto. Lo dice il XIX Rapporto Aci-Censis «Automobile 2011»

15 dicembre 2011 - 8:00

La recessione incide negativamente non solo sul mercato del'auto, ma anche sull'utilizzo quotidiano della macchina. Secondo il XIX Rapporto Aci-Censis «Automobile 2011», presentato dal presidente dell'Aci, Enrico Gelpi, e dal presidente della Fondazione Censis, Giuseppe De Rita, un italiano su cinque utilizza di meno la propria vettura, preferendo sempre più spesso i mezzi di trasporto pubblici.

BATTUTA D'ARRESTO – La crisi si ripercuote sulla mobilità a quattro ruote: nel 2011, 20,6 titolari di patente di guida su 100 hanno ridotto l'uso dell'auto. Chi lo ha incrementato (8,3%) lo ha fatto per necessità (68,6%). Per esempio, per colpa dei mezzi pubblici inadeguati (11,9%) o per la lontananza dei luoghi frequentati abitualmente (10,2%). Cala il numero medio di giorni d'uso della macchina (4,6 rispetto ai 5,1 del 2010), così come il numero medio di spostamenti quotidiani nei giorni feriali (3,2 rispetto ai 4,1 del 2010) e nei festivi (1,8 rispetto a 2,1). In ogni caso, l'auto si conferma il mezzo preferito dagli italiani per l'83,9% degli spostamenti. I mezzi pubblici riscuoterebbero più successo se le corse fossero più frequenti, con orari in linea con le esigenze della domanda, e se ci fossero contributi economici per biglietti e abbonamenti. Diminuisce l'ostilità dell'utenza maschile verso il trasporto pubblico: la percentuale di uomini che non si sarebbero mai lasciati convincere a salire su un autobus scende, infatti, dal 49,8 al 43,5%. Crollano (il 23,5% nel 2010, solo 11% oggi) i giudizi di «non economicità dell'alternativa» tra le ragioni che spingono a non servirsi di bus, tram e metrò.

COSTI INSOSTENIBILI – Il problema è che l'auto costa sempre di più: 3.278 euro la media del 2011 contro i 3.191 del 2010 (+2,7%). A picchiare duro sulle tasche degliitaliani sono il carburante (1.530 euro, +2,3%), le polizze RC auto (715 euro, +2,9%) e il parcheggio (218 euro, +5,3%). Sul fronte carburante, tre anni fa 21 automobilisti su 100 sceglievano di ridurre l'uso dell'auto per risparmiare sul pieno, quest'anno quasi 30 patentati hanno preso la stessa decisione. In forte aumento anche gli esborsi per le multe (+18%), frutto di maggiori controlli su strada, con i Comuni che, da soli, incassano oltre un miliardo di euro l'anno in verbali. E se la crisi porta a ridurre le spese per la manutenzione ordinaria della vettura (-15,2%), cresce quella straordinaria (+8,5%). In pratica, è come dire che si cerca di diradare le soste in officina per il tagliando, ma poi la vettura si “vendica” guastandosi. Ed è importante constatare che non sottoporre l'auto alla corretta manutenzione influisce negativamente anche sulla sicurezza stradale: più “carrette” maltenute ci sono sulle strade, più si rischia.

LE SPESE «INGIUSTE» – Quali spese sono superiori al “giusto”? La risposta istintiva sarebbe: tutte. Ma gli esborsi che vengono reputati più iniqui dai cittadini sono queli per la benzina (84% delle risposte), considerata ormai un bene di lusso, e la RC auto (67,6% del campione). Il 40% degli interpellati imputa l'elevato costo della Rca alle truffe assicurative, che sono in aumento. Come dire, gli italiani che danneggiano i connazionali. Ma è in aumento anche il ricorso alle polizze false, un espediente con il quale molti cercano di combattere il caro-polizza, ma a spese della collettività.

UN'OCCASIONE – Il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Enrico Gelpi, parla di sfida: «La crisi che stiamo vivendo comporta serie difficoltà. Ma è un'occasione per affrontare con determinazione sfide che in altri momenti verrebbero rimandate. I costi a carico degli automobilisti sono ormai al limite della sopportabilità: oltre 165 miliardi di euro, di cui 58 miliardi come prelievo fiscale». Risultato? «Sempre di più si fa strada l'irritazione – spiega Gelpi – perché il ridotto utilizzo dell'auto non comporta risparmio per le famiglie. Quest'anno si contano cinque interventi sulle accise e da gennaio scatterà l'aumento deciso con la Legge di stabilità». Le misure utili, sottolinea Gelpi, sarebbero «un indirizzo uniforme delle politiche dei trasporti, ripensando il rapporto tra urbanistica e mobilità, con interventi specifici per la sicurezza stradale e la formazione dei giovani».

CAR SHARING – Il caro-auto favorisce l'interesse verso il car sharing, un servizio che permette di utilizzare un veicolo su prenotazione, prelevandolo e riconsegnandolo in un parcheggio dedicato. Nel 2011, i numeri del car sharing parlano di una media di 30 mila utenti al mese (+66% in tre anni). Ne beneficia anche l'ambiente: in giro ci sono poche vetture a basso impatto ecologico, anziché numerose macchine in circolazione. Da migliorare, stando al Rapporto Aci-Censis, la promozione del car sharing verso i cittadini, le modalità di riconsegna dell'auto e l'incentivazione all'utilizzo per periodi prolungati. SicurAUTO aggiunge anche che sta crescendo il favore anche nei confronti del car pooling, cioè l'offerta-richiesta di condivisione di auto private.

VEICOLI VECCHI – Nel 2010 le prime iscrizioni al Pra di vetture nuove erano state 200 mila in meno (-9,4%) rispetto al 2009. Nei primi 10 mesi del 2011 il calo è salito a -10,8% sul periodo corrispondente del 2010, ma, se si fa il confronto con il periodo degli incentivi 2009, le perdite sono ancora più significative: il dato è -17%. Lo studio Aci-Censis fotografa pure il parco circolante dell'auto, che mostra segni d'invecchiamento (9,3 anni la media, che era di 8,8). E per il futuro? Il 7,4% degli italiani è disposto ad acquistare un'auto nuova nel 2012, soprattutto se calerà il prezzo dei carburanti e delle polizze assicurative, e si introdurranno incentivi. Insomma, molti “se”, i quali indicano che se tali condizioni non si verificheranno, il mercato dell'auto nuova continuerà a languire.

CONFESSO: HO VIOLATO IL CODICE – Salgono le infrazioni al Codice della Strada «confessate» dagli automobilisti: i divieti di sosta auentano del 9%, le invasioni delle corsie dei mezzi pubblici del 5%, le intrusioni nelle Ztl  del 3%. Ma crescono anche i sorpassi a destra (+5%), i superamenti dei limiti di velocità (+15%) e la guida col cellulare in mano (+25%). Cresce anche la percentuale dei sanzionati, soprattutto per il passaggio col semaforo rosso (+8%), per aver infranto il limite di velocità e per il mancato rispetto della precedenza (+3%). Scendono invece del 4% le multe per guida col telefonino in mano. Autovelox e Tutor non spaventano i conducenti: il 56% si dichiara indifferente, mentre il 29% li individua grazie a navigatori satellitari o alle app per smartphone.

SI TEME LA PIRATERIA – Il fenomeno della pirateria stradale (cioè degli automobilisti che scappano dopo aver causato un incidente) fa sempre più paura: a tutela della sicurezza stradale, il 44% degli italiani si dichiara favorevole all'inasprimento delle pene per i pirati. Ma anche per chi guida ubriaco.

RISARCIMENTO DANNI – Cresce il ricorso all'indennizzo diretto: nel 2010 l'81,5% dei sinistri ('85,3% nel settore auto) sono stati liquidati con il sistema Card (Convenzione assicuratori risarcimento diretto). La percentuale di sinistri saldata nel primo anno di denuncia sale dal 68,9% al 70,3%, e accelerano i tempi di liquidazione (dal 73,2% rispetto al 74,8% del 2010) con l'indennizzo diretto.

INCIVILTÀ DIFFUSA – Il rispetto per i parcheggi riservati ai portatori di handicap è dichiarato, senza subordinazioni da altri fattori, solo dal 90,5% degli intervistati. Questa percentuale lascia esterrefatti: in pratica, quasi un intervistato su 10 è un incivile che occupa abusivamente gli stalli per gli invalidi. Evidentemente è un obbligo non percepito come tale e ciò testimonisa sia del fatto che gli indicatori delle regole della convivenza civile vedono abbassarsi l'asticella, sia del fatto che il problema della mancanza di parcheggi è una vera afflizione per molti automobilisti.

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