Costruttori auto, l'Europarlamento taglia le emissioni: tutti protestano

Secondo l'Acea, è un segnale preoccupante. Ma per Greenpeace, non è abbastanza

29 aprile 2013 - 8:00

In materia di emissioni inquinanti delle auto, è polemica come e più di prima, a livello europeo. Infatti, l'Europarlamento taglia le emissioni, scontentando un po' tutti i soggetti coinvolti, che protestano.

POSIZIONI DIFFERENTI – Nel testo di legge approvato dalla commissione ambiente dell'Europarlamento si fissano le emissioni di CO2 per le auto a 95 grammi per chilometro nel 2020, come proposto dalla Commissione Ue. Però attenzione, arriva il sistema dei supercrediti – pur se con limitazioni – per compensare la produzione di vetture inquinanti con quelle pulite. Dopodiché, dal 2025, si dovrà tagliare ancora, a 68-78 grammi, mentre possibilmente dal 2017 dovranno essere sostituiti gli attuali test (questione scottante, correlata a quella dei consumi, su cui ci siamo soffermati più volte) con altri più realistici per verificare la performance ambientale di un'auto.

È SCONTRO TOTALE – L'associazione dei produttori auto europei, l'Acea, non ci sta. Aveva invitato l'Aula a non fissare standard politici, ma a utilizzare metodi scientifici, e quindi giudica il testo di legge un ''segnale preoccupante per il futuro dell'industria in Europa''. All'opposto, Greenpeace è favorevole al tetto per le emissioni per il 2025, “ma non basta: è ancora troppo alto per spingere veramente gli investimenti nell'innovazione''.

SUPERCREDITI: CONTROVERSIA – Greenpeace giudica negativamente anche il sistema dei supercrediti, “una trappola dei produttori auto in cui sono caduti gli eurodeputati”. Il motivo? Il limite attuale di emissioni medie massime di CO2 è di 130 grammi per chilometro. Nel 2020 questi dovranno scendere a 95, bilanciando modelli che sporcano di più con altri più puliti. Le compensazioni, i supercrediti, ponderano in modo vantaggioso le auto pulite e, per Greenpeace, questo permette ai costruttori di raggiungere gli obiettivi fissati producendo meno auto pulite. Che peseranno nella bilancia dei costruttori l'equivalente di 3,5 auto nel 2013, per scendere a 1,5 nel 2016 e a 1 dal 2024. In ogni caso, al di là della posizione degli ambientalisti, va detto che gli europarlamentari hanno fissato limiti a questo sistema: divieto di trasferire i crediti inutilizzati dai costruttori da un anno all'altro, e tetto a 2,5 grammi all'aumento degli obiettivi di emissione per ogni costruttore legati al sistema dei supercrediti. Cosa non gradita all'Acea: “Fissando obiettivi irrealistici e politicamente motivati senza una base scientifica, gli europarlamentari hanno preso una scorciatoia pericolosa”.

1 commento

andrea
12:33, 29 aprile 2013

Che logica hanno i supercrediti?
Supponiamo che un costruttore produca auto tradizionali, a gas ed ibride ottenendo una media di 95 g/km.
Perchè il suo collega che produce anche auto elettriche dovrebbe essere trattato meglio, ottenendo non solo che ogni auto elettrica venga considerata come 0g/km nel calcolo della media, ma che valga addirittura tre volte tanto? In pratica, per ogni auto elettrica prodotta, ne potrebbe produrre 10 a benzina che emettono 128g/km di CO2 anziché 95 (oppure 3 che ne emettono 206 g/km).
Inoltre non sarebbe neanche giusto affermare “0g/km”, dato che la centrale elettrica inquina per produrre energia.

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