Corte di Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 26190 del 14/12/2009

Circolazione stradale - Art. 204-bis del Codice della Strada - Ricorso al Giudice di Pace per l'opposizione alla decisione del Prefetto - Competenza territoriale - Ai sensi della L. n. 689 del ...

13 Aprile 2010 - 11:04

Circolazione stradale – Art. 204-bis del Codice della Strada – Ricorso al Giudice di Pace per l'opposizione alla decisione del Prefetto – Competenza territoriale – Ai sensi della L. n. 689 del 1981, art. 22, la competenza in ordine all'opposizione ad ingiunzione irrogativa di sanzioni pecuniarie amministrative appartiene inderogabilmente al giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione.

FATTO E DIRITTO

Il Comune di (OMISSIS) ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza indicata in epigrafe con cui il Giudice di Pace di (OMISSIS) aveva accolto l'opposizione proposta dalla s.r.l. C. & figli avverso il verbale di contravvenzione per violazione del codice della strada accertata in (OMISSIS).

Non ha svolto attività difensiva l'intimata.

Attivatasi procedura ex art. 375 cod. proc. civ. il Procuratore Generale ha inviato richiesta scritta di rigetto del ricorso per manifesta infondatezza.

Tale richiesta va disattesa, essendo il ricorso manifestamente fondato.

Al riguardo occorre considerare che in tema di giudizio di cassazione, l'inammissibilità della pronunzia in camera di consiglio è ravvisabile solo ove la Suprema Corte ritenga che non ricorrano le ipotesi di cui all'art. 375 cod. proc. civ., comma 4 ovvero che emergano condizioni incompatibili con una trattazione abbreviata, nel qual caso la causa deve essere rinviata alla pubblica udienza. Ove, per contro, la Corte ritenga che la decisione del ricorso presenti aspetti d'evidenza compatibili con l'immediata decisione, ben può pronunziarsi per la manifesta fondatezza dell'impugnazione, anche nel caso in cui le conclusioni del P.G. siano state all'opposto, per la manifesta infondatezza, e viceversa (Cass. 13748/20007).

Il ricorso è manifestamente fondato.

Deve, infatti, accogliersi l'unico motivo con cui il ricorrente,lamentando la violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 22 nonchè dell'art. 204 bis C.d.S., denuncia che il Giudice di Pace non si era dichiarato incompetente atteso che la violazione era stata commessa nel territorio del Comune di (OMISSIS): l'eccezione di incompetenza per territorio era stata tempestivamente sollevata dal Comune.

Il Giudice di Pace ha omesso di pronunciarsi sull'eccezione di incompetenza territoriale ritualmente sollevata dal Comune che si era costituito attraverso memoria spedita per posta con nota del 24-1- 2006.

Al riguardo deve ritenersi valida la costituzione in giudizio dell'Amministrazione, autorizzata ex lege alla difesa personale a mezzo funzionario, attraverso la trasmissione della comparsa di costituzione a mezzo del servizio postale alla luce della sentenza del Corte Costituzionale 13 marzo 2004 n. 98 del 2004 secondo cui – in conformità all'indirizzo già introdotto con la sentenza 16-12-202 n. 520 dichiarativa dell'illegittimità costituzionele del D.Lgs. n. 546, art. 22, commi 1 e 2 – è costituzionalmente illegittimo, per contrasto con gli artt. 3 e 24 Cost., la L. n. 689 del 1981, art. 22 nella parte in cui non consente l'utilizzo del servizio postale per la proposizione dell'opposizione ad ordinanza – ingiunzione, id est, in senso generale, nella parte in cui non consente, per il deposito di qualsiasi atto ai fini della costituzione in giudizio, l'utilizzo del servizio postale.

Ai sensi della L. n. 689 del 1981, art. 22 la competenza in ordine all'opposizione ad ingiunzione irrogativa di sanzioni pecuniarie amministrative appartiene inderogabilmente al giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione: nella specie l'infrazione era avvenuta nel territorio del Comune di (OMISSIS), sicchè Giudice di Pace competente era quello di C..

La sentenza va cassata: ai sensi dell'art. 382 cod. proc. civ. va dichiarata la competenza per territorio del Giudice di Pace di C. davanti al quale la causa dovrà essere riassunta nel termine di giorni novanta dalla comunicazione della presente decisione.

Le spese della presente fase vanno poste a carico dell'intimata risulta soccombente.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso cassa la sentenza impugnata e dichiara la competenza per territorio del Giudice di Pace di C. davanti al quale la causa dovrà essere riassunta nel termine di giorni novanta dalla comunicazione della presente decisione.

Condanna l'intimata al pagamento in favore del ricorrente delle spese relative alla presente fase che liquida in Euro 400,00 per onorari oltre le spese prenotate a debito ed agli accessori di legge.

fonte – semaforoverde.it

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