Corte di Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 15958 del 07/07/2009

Circolazione stradale - Art. 186, 205, 220 e 224 del Codice della Strada - Misura cautelare della sospensione della patente di guida adottata dal Prefetto - Legittimazione passiva ...

11 Aprile 2010 - 12:04

Circolazione stradale – Art. 186, 205, 220 e 224 del Codice della Strada – Misura cautelare della sospensione della patente di guida adottata dal Prefetto – Legittimazione passiva all'opposizione al provvedimento – E' da identificarsi nello stesso Prefetto, trattandosi di un provvedimento autonomo rispetto al giudizio di merito in ordine all'infrazione adottata per impedire che, prima ancora che sia accertata la responsabilità penale, il conducente del veicolo nei cui confronti sussistano fondati elementi di responsabilità, continui a tenere una condotta che può arrecare pericolo ad altri soggetti.

FATTO E DIRITTO

Con ricorso depositato il (OMISSIS) dicembre 2003 O. V. R. M. proponeva opposizione al verbale di contestazione n. (OMISSIS) dell'infrazione dell'art. 186 C.d.S., comma 2 elevato dalla Polizia Stradale di Pesaro il (OMISSIS) e al provvedimento di sospensione della patente emesso dal Prefetto di Pesaro chiedendone l'annullamento perchè infondati.

Il giudice di pace di Pesaro con sentenza n. (OMISSIS)/04, depositata in data (OMISSIS) marzo 2004, dichiarava inammissibile l'opposizione al verbale di contestazione della violazione dell'art. 186 C.d.S., comma 2 perchè attinente a materia penale, e confermava il provvedimento cautelare di sospensione della patente di guida, ritenendo che il medesimo era stato legittimamente [adottato] dall'Autorità preposto allo scopo.

Per la cassazione della decisione ricorre la O. esponendo due motivi:
1) violazione e falsa applicazione dell'art. 204 bis C.d.S.;
2) omessa ed insufficiente motivazione.

Nessuna difesa è stata svolta dall'Organo di Autogoverno Locale.

Il ricorso attiene alla materia trattata nel Codice della Strada dall'art. 220 C.d.S. a art. 224 C.d.S., ivi inclusi.

L'art. 220 C.d.S. demanda al giudice penale l'accertamento e la cognizione dei reati previsti nello stesso codice, afferente l'obbligo dell'agente o dell'organo accertatore di informare immediatamente della notizia di reato il pubblico ministero, trasmettendogli, per iscritto, gli elementi essenziali del fatto e gli altri elementi raccolti, indicandone le fonti di prova e le attività compiute e allegandone la relativa documentazione, così come previsto dal codice di procedura penale (art. 347 e ss. c.p.p.) per qualsiasi altra notizia di reato per cui si procede di ufficio.

In via generale, qualora dalla violazione delle norme sulla circolazione stradale derivino danni alla persona, il giudice, sia esso il Tribunale in sede penale sia esso il giudice di pace, quale organo deputato a decidere sull'opposizione alla sanzione amministrativa di pagamento somma, è abilitato ad applicare anche la sanzione accessoria prevista per la violazione contestata ed accertata.

In ipotesi di violazione costituente reato che abbia comportato danni alla persona l'agente o l'organo accertatore della violazione entro dieci giorni dalla denunzia di reato al P.M. invia copia del rapporto e del verbale di contestazione dell'infrazione al Prefetto del luogo della commessa violazione, per l'applicazione della misura cautelare della sospensione della patente di guida e il Prefetto vi provvede,con autonomo provvedimento di valutazione degli elementi di carico per l'imputato.

Avverso tale provvedimento il trasgressore è abilitato a proporre ricorso al Ministro dell'Interno.

Nelle altre ipotesi di reato per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria di sospensione o revoca della patente di guida, l'applicazione della misura cautelare della sospensione della patente di guida è impugnabile a sensi dell'art. 205 C.d.S..

Orbene l'art. 205 C.d.S. opera una netta distinzione in ordine al giudice abilitato a pronunciarsi in proposito, a seconda che si tratti di opposizione alla sanzione amministrativa di pagamento di una somma di denaro ovvero di altre ipotesi per le quali non è previsto il rito speciale previsto dalla L. n. 689 del 1981, salvaguardando in tale seconda ipotesi la competenza del pretore, oggi il Tribunale civile in composizione monocratica, a seguito dell'istituzione del giudice unico, tanto ciò è vero che il legislatore nello stesso art. 205 C.d.S., u.c. si premura di specificare che la competenza del giudice di pace è limitata alle sole ipotesi di opposizione alla sanzione amministrativa di pagamento di una somma di denaro a sensi della L. n. 689 del 1981, artt. 22 e 23.

Alla luce di tale premesse, acquista valore pregiudiziale la questione della legittimazione passiva all'opposizione al provvedimento prefettizio della misura cautelare della sospensione della patente di guida, restando assorbita nella competenza del giudice penale ogni altra questione riguardante la validità del verbale di contestazione dell'infrazione all'art. 186 C.d.S., comma 2 e va dichiarato che legittimato a resistere alla stessa opposizione è solo il Prefetto che ha emesso il provvedimento cautelare, trattandosi di un provvedimento autonomo rispetto al giudizio di merito in ordine all'infrazione, che trova la sua giustificazione nella necessità di impedire che, nell'immediato, e prima ancora che sia accertata la responsabilità penale, il conducente del veicolo nei cui confronti sussistano fondati elementi di responsabilità continui a tenere una condotta che può arrecare pericolo ad altri soggetti.

Non sussistendo una consolidata interpretazione giurisprudenziale circa il giudice deputato a pronunciarsi avverso l'impugnazione del provvedimento cautelare prefettizio e, al tempo stesso, non risultando che la violazione dell'art. 186 C.d.S., comma 2 abbia comportato lesioni personali, perchè non ve ne è menzione nella sentenza impugnata nè il ricorrente si è premurato di trascrivere in ricorso il relativo verbale di contestazione, la proposta impugnazione va circoscritta alla motivazione adottata dal giudice di pace in ordine al rigetto dell'opposizione del provvedimento cautelare, rimanendo assorbita ogni altra questione attinente al verbale di contestazione dell'infrazione, e va rigettata perchè il giudice di pace ha bene esposto le ragioni che sorreggono la stessa pronuncia, rilevando che il risultato dell'esame etilico trovava conferma nella dichiarazione della stessa O. di aver ingerito bevande alcooliche prima di mettersi alla guida dell'autoveicolo.

L'assenza dell'intimato Organo di Autogoverno Locale esime dall'obbligo di statuizione sulle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

fonte – semaforoverde.it

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