Corte di Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 13741 del 12/06/2009

Circolazione stradale - Art. 22 del Codice della Strada - Mantenenimento di un accesso preesistente senza la necessaria autorizzazione - Il comma 11 dell'art. 22 del C.d.S., contempla, tra i ...

6 Aprile 2010 - 11:04

Circolazione stradale – Art. 22 del Codice della Strada – Mantenenimento di un accesso preesistente senza la necessaria autorizzazione – Il comma 11 dell'art. 22 del C.d.S., contempla, tra i fatti assoggettabili alla sanzione amministrativa, anche il mantenimento di accessi preesistenti, senza che sia stata richiesta l'autorizzazione all'ente proprietario. Ne consegue che, nella fattispecie, l'illecito contestato consiste non già nella realizzazione dell'accesso, ma nella mancata regolarizzazione dello stesso dopo l'entrata in vigore della norma.

FATTO E DIRITTO

L'ANAS s.p.a. ricorre per Cassazione avverso la sentenza del giudice di pace di Isernia depositata il (OMISSIS) novembre 2003 che, accogliendo l'opposizione di C. A., ha annullato il verbale di contestazione n. (OMISSIS), compartimento di Campobasso, elevato per violazione dell'art. 22 C.d.S. perchè manteneva un accesso preesistente senza la necessaria autorizzazione.

Non svolge difese il C..

La sentenza impugnata deduce che la normativa vigente mira principalmente alla regolamentazione degli accessi sulla pubblica strada mediante autorizzazione amministrativa, con la conseguenza che, solo qualora non sia possibile pervenire a detta regolarizzazione, l'autorità competente, deve intimare il ripristino dei luoghi.

Col primo motivo la ricorrente denunzia violazione e falsa applicazione dell'art. 112 c.p.c. perchè il GP non ha preso in considerazione i motivi di opposizione, avendo l'opponente solo dedotto che l'esecuzione, imponendo la muratura del portone, violava il suo diritto di proprietà, senza contestare il potere dell'ANAS ex art. 22 C.d.S.; col secondo motivo lamenta violazione dell'art. 22 C.d.S. ed insufficiente motivazione su un punto decisivo in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5 e col terzo dell'art. 22 C.d.S., comma 11 ed insufficiente motivazione.

Le censure meritano accoglimento.

La sentenza impugnata riferisce che il ricorrente aveva dedotto l'illegittimità della contestazione, richiamando l'art. 44 reg. esec. C.d.S. ed aveva solo aggiunto che la sanzione accessoria, ipotizzando di murare il portone, violava il suo diritto di proprietà.

L'art. 22 C.d.S., comma 11, espressamente contempla tra i fatti assoggettabili alla sanzione amministrativa anche il mantenimento di accessi preesistenti, senza che sia stata richiesta l'autorizzazione all'ente proprietario.

Ne consegue che le argomentazioni del giudice di pace, che pur riferisce di detta ipotesi, sono inconferenti, perchè l'illecito contestato consiste non già nella realizzazione dell'accesso, ma nella mancata regolarizzazione dello stesso dopo l'entrata in vigore della norma.

Gli elementi costitutivi dell'illecito presi in considerazione dall'art. 22 del nuovo C.d.S. sono il fatto che colui il quale ha la disponibilità dell'accesso lo abbia mantenuto in esercizio dopo l'entrata in vigore della nuova normativa ed il fatto che non si sia attivato onde ottenere la necessaria autorizzazione.

La preesistenza dell'accesso non esonera affatto colui che lo mantiene dall'obbligo di chiedere l'autorizzazione e la sanatoria.

La norma prevede la sanzione accessoria del ripristino che non si applica solo se le opere possono essere regolarizzate da autorizzazione successiva che, nella specie, non risulta richiesta, donde l'accoglimento del ricorso.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, respinge l'opposizione e condanna l'intimato alle spese in Euro 400,00 per compensi, oltre le spese prenotate a debito.

fonte – semaforoverde.it

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