Corte Cassazione Penale, sezione quarta – Sentenza n. 41870/2009

Circolazione stradale - Artt. 186 e 213 del Codice della Strada - Confisca del veicolo in regime di comunione legale con l'autore della violazione - E' ammissibile la confisca parziale di ...

29 Aprile 2010 - 05:04

Circolazione stradale – Artt. 186 e 213 del Codice della Strada – Confisca del veicolo in regime di comunione legale con l'autore della violazione – E' ammissibile la confisca parziale di un compendio sequestrato allorchè una sola parte di esso sia di proprietà del condannato e la confisca dell'intero verrebbe a sacrificare i diritti di terzi estranei al reato, alla luce del fatto che l'appartenenza del bene a soggetto non indagato non è causa di esclusione della misura cautelare reale, una volta che sia accertata la disponibilità del bene stesso da parte dell'indagato e la sua necessaria strumentalità rispetto al reato per cui si procede.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

In data 25/11/2008 il Tribunale di (OMISSIS) ha rigettato l'appello proposto nell'interesse di B. G. avverso il provvedimento del G.I.P. del 23/10/2008 con il quale era stata respinta la richiesta di dissequestro e restituzione della vettura (OMISSIS) tg (OMISSIS) sottoposta a sequestro preventivo il (OMISSIS) dalla Polizia Locale di (OMISSIS) per il reato di cui all'art. 186 C.d.S., comma 2, lett. c) nei confronti del conducente M. S. G., cui aveva fatto seguito decreto del G.I.P. in data 20/9/2008 di convalida del detto sequestro e di contestuale sequestro preventivo del mezzo.

Ha proposto ricorso per cassazione, per mezzo del proprio difensore, la B. rilevando che il Tribunale di (OMISSIS) non doveva sindacare la legittimità o meno di per sè del sequestro ma solo valutare se la vettura dovesse essere restituita a chi ne era ed è legittimo proprietario.

Ha poi dedotto che, stante il regime patrimoniale di comunione dei beni esistente tra lei ed il marito, M. S. G., l'auto (OMISSIS), pur essendo formalmente intestata a costui, apparteneva ex lege anche alla moglie e, quindi, non poteva essere oggetto della confisca obbligatoria prevista dall'art. 186 C.d.S., comma 2, lett. c).

Il mezzo, pertanto, non poteva rimanere oggetto di sequestro preventivo.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il gravame è infondato e va rigettato.

Quanto alla prima doglianza, va rilevato che l'esame da parte del Tribunale della fondatezza o meno del rigetto della richiesta avanzata dalla B. di dissequestro e di restituzione dell'autovettura sottoposta a sequestro preventivo necessariamente implicava la valutazione della legittimità del disposto sequestro.

Tale legittimità è stata dal collegio considerata anche con riguardo all'assunto della ricorrente che, diversamente da quanto evidenziato dal G.I.P. nel rigetto dell'istanza di dissequestro e di restituzione, il mezzo non era di esclusiva proprietà del M., essendo ella comproprietaria in ragione del regime di comunione legale con il coniuge.

Correttamente, il Tribunale ha rilevato che i diritti dell'istante, estranea al reato, sarebbero stati tutelati in caso di condanna del M. e di statuizione sulla confisca del mezzo, con la limitazione della misura patrimoniale alla sola quota del bene appartenente al predetto.

Peraltro, questa corte di legittimità ha affermato che è ammissibile la confisca parziale di un compendio sequestrato allorchè una sola parte di esso sia di proprietà del condannato e la confisca dell'intero verrebbe a sacrificare i diritti di terzi estranei al reato.

Al riguardo, è stato precisato che l'applicabilità della misura di sicurezza non andava confusa con le modalità di esecuzione della stessa in presenza di un compendio indivisibile (Sez. 3^, Sent. 1650 del 17/101984 Cc, Rv 167059, Salvi). La corte di legittimità ha pure stabilito che, in tema di sequestro preventivo, l'appartenenza del bene a soggetto non indagato non è causa di esclusione della misura cautelare reale, una volta che sia accertata la disponibilità del bene stesso da parte dell'indagato e la sua necessaria strumentalità rispetto al reato per cui si procede, come appunto nella specie (Sez. 3^, Sent. 2887 del 6/12/2007 Cc, Rv 238592, Sartori).

Al rigetto del ricorso consegue la condanna della B. al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali.

fonte – semaforoverde.it

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