Corte Cassazione Penale, sezione quarta – Sentenza n. 41587/2010

Corte Cassazione Penale, sezione quarta – Sentenza n. 41587/2010 La mancata comparizione del querelante nel processo non da luogo ad un caso di rimessione tacita.

La mancata comparizione del querelante nel processo non da luogo ad un caso di rimessione tacita.

31 Gennaio 2011 - 08:01

Circolazione stradale – Art. 189 Codice della Strada – Incidente stradale – Remissione tacita della querela – Esclusione – Fuori dalle ipotesi specificamente disciplinate dalla normativa sulla competenza penale del giudice di pace, la mancata comparizione del querelante nel processo non da luogo ad un caso di rimessione tacita, anche quando il giudice ne abbia sollecitato la presenza prefigurando la mancata comparizione come remissione tacita della querela.

FATTO E DIRITTO

 

Ricorre per Cassazione il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di (OMISSIS) avverso la sentenza in data 4.11.2009 del Giudice di Pace di (OMISSIS) che dichiarava non doversi procedere nei confronti di S. A. in ordine al reato di cui all'art. 590 c.p. (lesioni personali colpose aggravate dalla violazione delle norme sulla circolazione stradale) in danno di S. I. S. (con la contestata violazione amministrativa di cui all'art. 148 C.d.S., comma 3), perchè estinto per remissione tacita di querela.

Deduce la inosservanza ed erronea applicazione della legge penale in relazione all'art. 152 c.p. assumendo che la remissione tacita di querela non può inferirsi, come ritenuto dal giudice a quo, dalla mancata comparizione della persona offesa, “nonostante l'avvertimento contenuto nel verbale di udienza del 26.6.2009 regolarmente notificato”.

Il ricorso è fondato e merita accoglimento.

Sull'argomento si sono recentemente pronunciate le Sezioni Unite (n. 46088 del 30.10.2008 – dep. il 15.12.2008 Rv 241357) che hanno affermato il principio di diritto secondo cui, fuori dalle ipotesi specificamente disciplinate dalla normativa sulla competenza penale del giudice di pace, la mancata comparizione del querelante nel processo, pur quando il giudice ne abbia sollecitato la presenza prefigurando la mancata comparizione come remissione tacita della querela, non da luogo ad un caso di rimessione tacita.
Invero, per aversi remissione tacita di querela, la mancata comparizione, anche ripetuta, del querelante all'udienza non costituisce un comportamento univoco incompatibile con la volontà di persistere nella querela, potendo essa dipendere anche da una causa indipendente dalla volontà dell'offeso e comunque da ragioni che nulla hanno a che vedere con la rinuncia alla punizione del querelato e può persino corrispondere all'intento della parte offesa di non esporsi nuovamente e oltre misura, riponendo questa comunque affidamento sull'ulteriore corso della giustizia.

Inoltre, si è detto che la mancata comparizione non possiede il carattere della necessaria contraddizione logica alla volontà di ottenere la punizione dell'imputato manifestata con la querela, trattandosi di comportamento omissivo, improduttivo di qualsiasi effetto sulla procedibilità dell'azione penale. A tal riguardo le Sezioni Unite nella sentenza sopra richiamata hanno, anzi, rilevato che “l'art. 152 c.p., comma 2, dopo aver premesso che “la remissione è processuale o extraprocessuale”, dispone che “la remissione extraprocessuale è espressa o tacita” e che “vi è remissione tacita quando il querelante ha compiuto fatti incompatibili con la volontà di persistere nella querela”.

Deve, dunque, trattarsi di fatti, cioè di comportamenti che rilevano nel mondo esterno che non rimangano confinati nel limbo di eventuali stati d'animo, di meri orientamenti eventualmente internamente programmati”. Anche di recente, sulla scia della sopra menzionata pronunzia delle Sezioni Unite, è stato ribadito che la mancata comparizione del querelante in udienza, al di fuori dell'ipotesi prevista dal D.Lgs. n. 274 del 2000, artt. 21, 28 e 30, non da luogo a remissione tacita della querela, nonostante la sollecitazione a comparire espressamente rivoltagli dal giudice (Sez. 6, 25.2.2010, n. 11142, Rv. 247014): nel caso di specie non è ravvisabile alcuna delle ipotesi suddette, come si desume anche dal fatto che la sollecitazione a comparire è stata inserita in un pregresso verbale d'udienza notificato alla persona offesa, laddove, secondo il D.Lgs. n. 274 del 2000, art. 30, la mancata comparizione all'udienza del ricorrente persona offesa comporta non già l'estinzione del giudizio per remissione tacita della querela (quale pronunciata nel caso in esame), bensì l'improcedibilità del ricorso. Consegue l'annullamento della sentenza impugnata, con rinvio al Giudice di Pace di (OMISSIS).

P.Q.M.

[La Corte] Annulla la sentenza impugnata con rinvio al Giudice di Pace di (OMISSIS).

Fonte – semaforoverde.it

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