Corte Cassazione Penale, sezione quarta – Sentenza n. 23943/2010

Circolazione stradale - Art. 186 del Codice della Strada - Guida in stato di ebbrezza recidiva nel biennio - Interpretazione - Revoca della patente di guida - La condizione legittimante la ...

1 Settembre 2010 - 01:09

Circolazione stradale – Art. 186 del Codice della Strada – Guida in stato di ebbrezza recidiva nel biennio – Interpretazione – Revoca della patente di guida – La condizione legittimante la revoca della patente di guida (violazione nel biennio) è da intendersi il momento cronologico di detto fatto rispetto al tempus commissi delicti per il fatto per cui si procede, e non il passaggio in giudicato di condanna per analogo fatto.

FATTO E DIRITTO

C. C. ricorre avverso la sentenza ex art. 444 c.p.p. con la quale è stato giudicato per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica ex art. 186 C.d.S., comma 2, (fatto commesso in data (OMISSIS)) e gli è stata applicata, oltre la pena ivi indicata, la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida sul rilievo della ritenuta sussistenza della recidiva nel biennio ex art. art. 186 C.d.S., comma 7.

Con un unico motivo il ricorrente lamenta l'erronea applicazione della legge penale con riferimento all'applicazione della sanzione amministrativa accessoria, sostenendo che per “violazione nel biennio” debba intendersi il compimento di più violazioni nel corso del biennio e non la reiterazione del reato rispetto al passaggio in giudicato della sentenza afferente la prima violazione.

Il ricorso è fondato.

L'art. 186 C.d.S., comma 7, come modificato dal D.L. 3 agosto 2007, n. 117, convertito dalla L. 2 ottobre 2007, n. 160, applicabile alla fattispecie in esame ratione temporis, enuncia che “quando lo stesso soggetto compie più violazioni nel corso di un biennio”, è sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida.

Come già affermato da questa Corte (v. Sez. 6^, 11 giugno 2009, B., rv. 244420) la condizione legittimante la revoca della patente di guida è da intendersi, contrariamente a quanto sostenuto dal giudicante, non il passaggio in giudicato di condanna per analogo fatto, ma il momento cronologico di detto fatto rispetto al tempus commissi delicti per il fatto per cui si procede.

Tale interpretazione è fondata, oltre che sul chiaro tenore letterale della norma, sulla considerazione che la disposizione di cui alla L. n. 251 del 2005, art. 4, (che ha modificato l'istituto della recidiva disponendo l'aumento di un terzo della pena solo nel caso in cui un soggetto, dopo essere stato condannato per un delitto non colposo, commetta un altro delitto non colposo) ha eliminato la possibilità di applicare la recidiva con riferimento alle contravvenzioni ed ai delitti colposi.

Poichè dagli atti (la cui lettura è consentita in ragione della natura della censura) emerge che la prima violazione ex art. 186 C.d.S., comma 2 era stata commessa dal C. il (OMISSIS) (il relativo decreto penale di condanna diveniva irrevocabile il 24.1.2006) e la seconda violazione, in data 1.11.2007, quando erano trascorsi ormai oltre due anni dalla prima, l'impugnata sentenza, stante l'accertata violazione di legge, va annullata senza rinvio limitatamente alla revoca della patente di guida, disposta illegittimamente.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla sanzione della revoca della patente di guida, che elimina.

fonte – semaforoverde.it

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