Corte Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 4712/2010

Circolazione stradale - Artt. 196 e 218 del Codice della Strada - Principio di solidarietà - Tale principio, secondo il quale obbligato in solido con l'autore materiale della violazione del...

1 Agosto 2010 - 11:08

Circolazione stradale – Artt. 196 e 218 del Codice della Strada – Principio di solidarietà – Tale principio, secondo il quale obbligato in solido con l'autore materiale della violazione del Codice della strada è il proprietario del veicolo utilizzato per commettere la violazione (salvo che dimostri che la cosa è stata utilizzata contro la sua volontà), non trova applicazione con riguardo alla sanzione della sospensione della patente di guida che ha carattere strettamente personale, incidendo sull'atto amministrativo di abilitazione alla guida.

RITENUTO IN FATTO

che, con sentenza depositata il 13 gennaio 2006, il Giudice di pace di (OMISSIS), decidendo sul ricorso proposto da J. L., ha rigettato l'opposizione al verbale n. (OMISSIS), elevato dalla Polizia municipale di (OMISSIS);

che l'adito Giudice di pace ha rilevato che l'Amministrazione “ha sufficientemente provato sia la fondatezza dell'addebitata violazione di divieto di sorpasso che la ritualità della notifica differita della stessa”;

che, inoltre, il giudice a quo ha sottolineato l'”indubbia gravità e pericolosità” dell'infrazione, “in relazione all'accertata manovra di sorpasso di altro veicolo effettuata in condizioni di traffico intenso nell'area di intersezione stradale”;

che, pertanto, il primo giudice ha confermato la validità dell'impugnata verbalizzazione, “anche per quanto riguarda la sanzione accessoria”;

che per la cassazione della sentenza del Giudice di pace lo J. ha proposto ricorso, sulla base di due motivi;

che l'intimato Comune non ha svolto attività difensiva in questa sede.

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il primo mezzo denuncia “violazione di legge con riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale n. 27 del 2005; illegittima conferma della sanzione accessoria della decurtazione di dieci punti e della sospensione della patente”;

che il motivo è manifestamente fondato, giacchè il Giudice di pace ha apoditticamente confermato la sanzione accessoria senza neppure chiarire se la violazione del codice della strada fosse stata contestata all'opponente nella veste di conducente o di proprietario dell'autoveicolo;

che la sentenza impugnata non tiene conto della circostanza che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 27 del 2005, ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 126 bis C.d.S., nella parte in cui dispone che, nel caso di mancata tempestiva identificazione dell'autore della violazione a norme del codice della strada, la decurtazione dei punti avvenga a carico del proprietario del veicolo che ometta di segnalare le generalità del conducente (cfr. Cass., Sez. 2^, 19 dicembre 2005, n. 27958);

che, d'altra parte, in tema di irrogazione di sanzioni pecuniarie per la commissione di illeciti amministrativi, il principio di solidarietà espresso dalla L. n. 689 del 1981, art. 6, e, in materia di violazioni del codice della strada, dall'art. 196 di C.d.S., secondo il quale obbligato in solido con l'autore materiale dell'illecito è il proprietario della cosa che servi a commettere la violazione, salvo che dimostri che la cosa sia stata utilizzata contro la sua volontà, non trova applicazione con riguardo alla sanzione della sospensione della patente di guida, che, come affermato anche dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 27 del 2005, ha carattere strettamente personale, incidendo sull'atto amministrativo di abilitazione alla guida (Cass., Sez. 1^, 28 marzo 2006, n. 7008);

che il secondo motivo censura violazione degli artt. 200 e 201 del C.d.S., della L. n. 168 del 2002, art. 4 e della L. n. 241 del 1990, art. 3, nonchè omessa motivazione circa un punto decisivo della controversia, ex art. 360 cod. proc. civ., n. 5;

che il mezzo è manifestamente fondato, sotto il profilo del vizio di motivazione, giacchè la sentenza impugnata ha respinto l'opposizione sulla base di argomentazioni assolutamente di stile e generiche, senza darsi carico di rispondere alle specifiche contestazioni mosse con il ricorso introduttivo dall'opponente sotto il profilo della mancata contestazione immediata della violazione accertata;

che, pertanto, il ricorso deve essere accolto;

che la causa deve essere rinviata al Giudice di pace di (OMISSIS), che la deciderà in persona di diverso giudicante;

che il giudice del rinvio provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa, la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese del giudizio di cassazione, al Giudice di pace di (OMISSIS), in persona di diverso giudicante.

fonte – semaforoverde.it

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