Corte Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 28099/2009

Circolazione stradale - Art. 204-bis del Codice della Strada - Legittimazione passiva - Il giudizio di opposizione avverso un verbale di accertamento di violazione del Codice della strada deve ...

26 Luglio 2010 - 10:07

Circolazione stradale – Art. 204-bis del Codice della Strada – Legittimazione passiva – Il giudizio di opposizione avverso un verbale di accertamento di violazione del Codice della strada deve essere instaurato nei confronti dell'amministrazione di appartenenza, o dipendenza funzionale, dell'organo di polizia da cui dipendono gli accertatori.

FATTO E DIRITTO

G. F. ricorre contro la sentenza del 18729.3.05 del Giudice di Pace di (OMISSIS), con la quale è stata respinta la sua opposizione, proposta ex art. 204 bis C.d.S in rel. L. n. 689 del 1981, art. 22, avverso un verbale contestante la violazione amministrativa di cui all'art. 142 C.d.S., comma 8, elevatogli il (OMISSIS) da agenti della sezione di polizia stradale della Polizia di Stato di (OMISSIS).

Il ricorrente si duole, nell'unico motivo, dell'omesso esame del motivo oppositivo relativo alla decurtazione ex art. 126 bis C.d.S., del punteggio della patente di guida, in violazione degli art. 112 c.p.c., art. 132 disp. att. c.p.c., n. 4, art. 118 disp. att. c.p.c., in relazione alla sentenza della Corte Costituzionale n. 27 del 2005.

L'intimata Prefettura di quest'ultima Provincia, nei confronti della quale risulta pronunziata la suddetta sentenza, già non costituita in sede di merito, neppure nella presente ha svolto attività difensiva, così come il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Sezione di Polizia Stradale ed il Ministero dell'Interno (non evocati in sede di opposizione), ai quali anche è stato notificato il ricorso di legittimità.

Questa Corte deve, in via pregiudiziale ed assorbente rispetto al dedotto motivo di ricorso, rilevare di ufficio, in ragione dell'attinenza ad un presupposto processuale, costituito dalla legittimazione a contraddire, che il procedimento di merito, avente ad oggetto non l'opposizione ad un provvedimento sanzionatorio o cautelare amministrativo emesso dalla suddetta Prefettura, bensì la diretta impugnazione di un processo verbale di accertamento di infrazione stradale, avrebbe dovuto svolgersi nei confronti dell'amministrazione di appartenenza, o dipendenza funzionale, del comando di cui facevano parte gli accertatori (in tal senso v., tra le altre, Cass. 1^ n. 14319/01, n. 6394/04, n. 18725/04, n, 19541/04); nella specie tale amministrazione, non evocata nel giudizio a quo (ma solo, tardivamente, in quello presente, con inammissibile privazione di un grado del processo) è il Ministero dell'Interno, da cui dipendono i vari uffici territoriali della Polizia di Stato, ivi compresa quelli addetti ai servizi di polizia stradale.

D'altra parte, non essendosi verificata alcuna delle ipotesi, in cospetto delle quali, secondo la sentenza delle Sezioni Unite n. 3117/06, il vizio originario di costituzione del contraddittorio può ritenersi sanato (rinnovazione della notifica al legittimo contraddittore, costituzione, con accettazione del contraddittorio in merito all'opposizione, da parte dell'amministrazione a mezzo dell'Avvocatura dello Stato, unica abilitata a difenderla, o costituzione della stessa nella presente fase di legittimità), la sentenza impugnata deve essere cassata.

In conformità, tuttavia, ad una seconda pronunzia delle Sezioni Unite (sent. 27/4 – 6.10.2006 n. 21624), intervenuta per risolvere un contrasto di giurisprudenza, con convincenti argomentazioni dalle quali questo collegio non ravvisa motivi per doversi discostare, la cassazione della sentenza impugnata va pronunziata con rinvio, che nella specie va disposto al Giudice di Pace di (OMISSIS).

Si impone, infatti, il rinnovo del giudizio invalidamente svoltosi, non potendosi far carico all'opponente dell'impropria instaurazione del contraddittorio in un procedimento impugnatorio, quello regolato dalla L. n. 689 del 1981, artt. 22 e segg., caratterizzato da un marcato carattere di ufficialità, nell'ambito del quale l'individuazione del legittimato passivo (l'autorità che ha emesso il provvedimento impugnato) e la conseguente notificazione dell'atto introduttivo con l'avviso di fissazione dell'udienza di comparizione rientrano, cit. L., ex art. 23, comma 2, nei compiti istituzionali della cancelleria del giudice udito, con conseguente non applicabilità alla vocatio in ius delle perentorie prescrizioni di cui all'art. 163 c.p.c..

Tenuto conto, infine, delle ragioni che hanno determinato la cassazione della sentenza, le spese del presente giudizio vanno interamente compensate.

P.Q.M.

LA Corte, pronunziando sul ricorso, cassa la sentenza impugnata con rinvio al Giudice di Pace di (OMISSIS); dichiara interamente compensate le spese del presente giudizio.

fonte – semaforoverde.it

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