Corte Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 27419/2009

Circolazione stradale - Artt. 142, 200 e 201 del Codice della Strada - Velocità - Ai fini della validità della contestazione, è irrilevante il fatto che il verbale sia stato compilato da un ...

5 Agosto 2010 - 11:08

Circolazione stradale – Artt. 142, 200 e 201 del Codice della Strada – Velocità – Ai fini della validità della contestazione, è irrilevante il fatto che il verbale sia stato compilato da un agente diverso da quello che aveva precedentemente proceduto al rilevamento dell'infrazione.

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che, con ricorso in data 6 settembre 2004, O. G. proponeva opposizione avverso il verbale di contestazione n. (OMISSIS) elevato a suo carico dalla Polizia municipale di (OMISSIS) in data 26 aprile 2004, e notificato il 9 luglio 2004, per violazione dell'art. 142 C.d.S., comma 9 che, nella resistenza del Comune, l'adito Giudice di pace di (OMISSIS), con sentenza pubblicata il 27 settembre 2005, ha rigettato l'opposizione, rilevando, per un verso, che la mancata contestazione immediata trovava la sua giustificazione, tra l'altro, nella circostanza che l'infrazione era stata rilevata da una apparecchiatura (Velomatic 512) che consente di accertare l'illecito soltanto successivamente a mezzo di fotografia, e, per l'altro verso, che l'opponente non aveva dimostrato il difetto di costruzione e di funzionamento di detta apparecchiatura;

che per la cassazione della sentenza del Giudice di pace l' O. ha proposto ricorso, con atto notificato il 18 settembre 2006, sulla base di cinque motivi;

che lintimato Comune di (OMISSIS) non ha resistito con controricorso.

Considerato che è manifestamente infondato il dubbio di legittimità costituzionale, sollevato con il primo motivo di ricorso in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., dell'art. 201 C.d.S., comma 1- bis, nella parte in cui prevede come non necessaria la contestazione immediata ove la violazione sia accertata per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento gestiti dagli organi di Polizia stradale e nella loro disponibilità che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo;

che, difatti, per un verso, non sussiste alcuna omogenità tra le situazioni dedotte come oggetto di diverso trattamento normativo, anche alla luce del fatto che la regola della contestazione immediata è stabilita dal codice della strada soltanto per il caso in cui essa sia possibile, con conseguente insussistenza della violazione dell'art. 3 Cost.; per l'altro, il diritto di difesa dell'interessato è adeguatamente salvaguardato dal fatto che, in caso di contestazione non immediata, vi è l'obbligo per l'autorità amministrativa di procedere alla notifica entro un breve termine;

che generica è la doglianza di vizio di motivazione articolata con lo stesso primo motivo di ricorso;

che il secondo motivo, con cui ci si duole che l'accertamento sia stato compiuto con un dispositivo solamente omologato e non debitamente tarato, è manifestamente infondato, perchè le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate, utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità stabiliti, come previsto dall'art. 142 C.d.S., non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla L. n. 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale di taratura; tale sistema di controlli, infatti, attiene alla materia cd. metrologica, diversa da quella della misurazione elettronica della velocità, ed è competenza di autorità amministrative diverse rispetto a quelle pertinenti al caso di specie (Cass., Sez. 2, 19 novembre 2007, n. 23978);

che il terzo motivo (erronea applicazione del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 142 e del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, art. 385 nonchè omessa motivazione) è, del pari, manifestamente infondato;

che, difatti, la censura sulla non esattezza del limite di velocità indicato nel verbale (che, secondo il ricorrente, sarebbe di 130 km/h anzichè di 80 Km/h) è meramente assertiva, non indicandosi quali risultanze probatorie comprovanti l'assunto del ricorrente sarebbero state male o insufficientemente valutate dal giudice del merito;

che, d'altra parte, il fatto che il verbale sia stato compilato da un agente diverso da quello che aveva precedentemente proceduto al rilevamento dell'infrazione, è irrilevante ai fini della validità della contestazione (Cass., Sez. 3, 18 maggio 2000, n. 6475; Cass., Sez. 1, 23 luglio 2002, n. 10786);

che il quarto e il quinto motivo, relativi alla dedotta illegittimità della sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente e della sospensione della patente di guida, sono inammissibili, perchè le censure veicolate si risolvono in una denuncia di omessa pronuncia ed il ricorrente non ha trascritto – come era suo onere, per il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione – l'atto di opposizione, si da mettere in condizione la Corte di verificare ex actis che dette censure (la cui deduzione non consta dalla sentenza impugnata) erano state fatte valere con l'atto introduttivo del giudizio dinanzi al Giudice di pace;

che, pertanto, il ricorso deve essere rigettato;

che nessuna statuizione sulle spese deve essere adottata, non avendo l'intimato svolto attività difensiva in questa sede.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

fonte – semaforoverde.it

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