Corte Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 1942/2010

Circolazione stradale - Artt. 203, 204-bis e 205 del Codice della Strada - Cartella esattoriale - Ricorso - L'amministrazione, dopo il rigetto dell'opposizione e pendente l'impugnazione per ...

5 Maggio 2010 - 04:05

Circolazione stradale – Artt. 203, 204-bis e 205 del Codice della Strada – Cartella esattoriale – Ricorso – L'amministrazione, dopo il rigetto dell'opposizione e pendente l'impugnazione per cassazione, può procedere esecutivamente emettendo il titolo esecutivo in quanto l'opposizione non sospende l'esecuzione del provvedimento (art. 22 della L. 689/1981).

FATTO E DIRITTO

Il giudice di pace di (OMISSIS) rigettava l'opposizione proposta da D. T. per l'annullamento della cartella esattoriale n. (OMISSIS), relativa al verbale di accertamento n. (OMISSIS) di infrazione al codice della strada.

Rilevava che il proprio ufficio con sentenza n. 1482/02 aveva rigettato l'opposizione al verbale, ditalchè la pretesa poteva essere azionata esecutivamente con la cartella notificata.

Il Tribunale di (OMISSIS), contumaci il Comune di (OMISSIS) e la G. L. spa, il 2 novembre 2007 respingeva l'appello proposto dalla D..

Rilevava che il ricorso originario era stato impropriamente qualificato come opposizione L. n. 689 del 1981, ex art. 23;
che la sentenza, decisa il 13 marzo 2006, era appellabile, in quanto soggetta al D.Lgs. n. 40 del 2006;
che l'istante aveva fatto valere un motivo di opposizione all'esecuzione;
che infondatamente l'opponente negava l'efficacia esecutiva del provvedimento sanzionatorio, il quale aveva la natura esecutiva sancita dalla L. n. 689 del 1981, art. 18, ed era stato confermato dalla sentenza del giudice di pace, la quale aveva travolto il provvedimento di sospensione temporaneamente adottato dal giudicante.

La D. ha proposto ricorso per cassazione, notificato il 9 e 22 aprile 2008.

Gli intimati non hanno svolto attività difensiva.

Il giudice relatore ha avviato la causa a decisione con il rito previsto per il procedimento in Camera di consiglio.

Con i due motivi di ricorso l'opponente denuncia rispettivamente violazione della L. n. 689 del 1981, artt. 18, 22 e 23, in relazione agli artt. 203 e 205 C.d.S., e violazione degli artt. 324 e 474 c.p.c..

Sostiene che l'esecutorietà del provvedimento, in quanto sospesa con decreto del giudice di pace, è interdetta fino al passaggio in giudicato della decisione sull'opposizione, ancora non avvenuto, a causa della pendenza di impugnazione avverso la sentenza di rigetto dell'opposizione emessa dal giudice di pace.

Il ricorso è infondato.

Il tribunale di (OMISSIS) ha fatto buon governo della normativa vigente, nel chiarire che secondo la L. n. 689 del 1981, art. 18, u.c. (ora settimo e non sesto) l'ordinanza-ingiunzione costituisce titolo esecutivo; altrettanto vale, si badi, in materia di violazioni del codice della strada, per il verbale non opposto, che, ai sensi dell'art. 203 C.d.S., u.c., costituisce parimenti titolo esecutivo. L'art. 22, u.c., ribadisce poi che l'opposizione non sospende l'esecuzione del provvedimento.

L'art. 18 chiaramente deroga alla regola generale con riguardo all'ordinanza di confisca, per la quale vige la regola della esecutività solo dopo il decorso del termine per proporre esecuzione o con il passaggio in giudicato della sentenza di rigetto (o inammissibilità) dell'eventuale opposizione. Questa previsione, proprio perchè limitata al caso dell'ordinanza che dispone la confisca, vale a confermare implicitamente l'infondatezza della pretesa del ricorrente. Nei casi di ordinanze che irrogano sanzioni pecuniarie senza disporre la confisca e che siano state impugnate, la sospensione del provvedimento può essere infatti disposta solo dal giudice procedente, concorrendo gravi motivi, come vuole l'ultimo inciso dell'art. 22.

La concessione di tale sospensione è però condizionata dall'esito del giudizio di primo grado: l'accoglimento dell'opposizione annulla il provvedimento sanzionatorio e ne esclude ogni esecuzione. Il rigetto comporta che la sospensione interinalmente disposta viene travolta, ditalchè viene meno ogni ostacolo alla esecuzione dell'atto amministrativo, confermato dal giudizio di merito (cfr. per analogo meccanismo con riferimento alla sospensione del decreto ingiuntivo, Cass 905/05; Cass 20925/08).

Il ricorso per cassazione o comunque il gravame proposto avverso la sentenza di rigetto dell'opposizione non vale infatti a togliere il valore di titolo esecutivo al provvedimento amministrativo, che ne è dotato, come si è visto, per forza di legge e che non trova più ostacolo in un valido provvedimento giurisdizionale.

Discende da quanto esposto la manifesta infondatezza del ricorso, atteso che l'amministrazione, dopo il rigetto dell'opposizione e pendente l'impugnazione per cassazione, poteva procedere esecutivamente emettendo la cartella qui impugnata.

Al rigetto del ricorso non segue la pronuncia sulla refusione delle spese di lite, in mancanza di attività difensiva delle parti rimaste intimate.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

fonte – semaforoverde.it

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