Corte Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 14176/2010

Corte Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 14176/2010 Circolazione stradale - Art. 205 del Codice della Strada - Ordinanza-ingiunzione - Procedure e trermini - In tema di opposizione ad ordinanza-ingiunzione

Circolazione stradale - Art. 205 del Codice della Strada - Ordinanza-ingiunzione - Procedure e trermini - In tema di opposizione ad ordinanza-ingiunzione, tra il giorno della notificazione del ...

21 Settembre 2010 - 11:09

Circolazione stradale – Art. 205 del Codice della Strada – Ordinanza-ingiunzione – Procedure e trermini – In tema di opposizione ad ordinanza-ingiunzione, tra il giorno della notificazione del decreto di fissazione dell'udienza e quest'ultima deve intercorrere un termine non inferiore a sessanta giorni.

FATTO E DIRITTO

1. – I. A. impugna la sentenza n. 209 del 2006 del Giudice di Pace di (OMISSIS) del 18 gennaio 2006 e pubblicata il 14 febbraio 2006, non comunicata nè notificata, che dichiarava inammissibile il suo ricorso avverso la cartella esattoriale n. (OMISSIS) relativa alla sanzione amministrativa conseguente all'infrazione al Codice della Strada elevata nell'anno 2002 dalla Polizia municipale di (OMISSIS).

2. – Lamenta il ricorrente la violazione e falsa applicazione del combinato disposto dell'art. 163 bis c.p.c. e della L. n. 689 del 1981, art. 23 non essendo intercorsi i termini di cui all'art. 163 bis c.p.c. tra la notifica del decreto di fissazione dell'udienza (14 gennaio 2006) e l'udienza (18 gennaio 2006).

3. – Nessuna attività in questa sede hanno svolto gli intimati.

4. – Attivatasi procedura ex art. 375 c.p.c. il Procuratore Generale invia requisitoria scritta nella quale, concordando con il parere espresso nella nota di trasmissione, conclude con richiesta di accoglimento del ricorso per la sua manifesta fondatezza.

5. – Il ricorso è infondato e va respinto.

Questa Corte di recente ha avuto occasione di affermare che “In tema di opposizione ad ordinanza-ingiunzione, ai sensi della L. n. 689 del 1981, art. 23, comma 3, così come modificato dal D.Lgs. n. 507 del 1999, tra il giorno della notificazione del decreto di fissazione dell'udienza e quest'ultima deve intercorrere (nella disciplina anteriore alla L. n. 263 del 2005, applicabile nella specie “ratione temporis”) un termine non inferiore a sessanta giorni. Tale termine, tuttavia, è inderogabile, a pena di nullità della sentenza, esclusivamente a beneficio dell'autorità convenuta che ha emesso il provvedimento impugnato, atteso che soltanto per essa la notifica del ricorso ha il valore di “vocatio in ius”, e non anche a favore dell'opponente, per il quale, invece, la notifica è prevista solo in funzione di conoscenza della data dell'udienza alfine di consentirgli la presenza a quest'ultima, posto che egli già conosce gli atti di causa ed il ricorso che ha lui stesso introdotto” (Cass. 2009 n. 23662 rv 610587).
Tale principio appare condivisibile.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

Nulla per le spese.

 

fonte – semaforoverde.it

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