Corte Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 13724/2010

Circolazione stradale - Art. 204-bis del Codice della Strada - Illeciti amministrativi - Opposizioni - Legittimazione passiva - Comporta la nullità di tutti gli atti del giudizio e si riflette...

16 Luglio 2010 - 10:07

Circolazione stradale – Art. 204-bis del Codice della Strada – Illeciti amministrativi – Opposizioni – Legittimazione passiva – Comporta la nullità di tutti gli atti del giudizio e si riflette sulla sentenza di primo grado l'errore nell'identificazione del soggetto passivo che deve resistere in giudizio (art. 101 c.p.c) non rilevato dal giudice di pace.

FATTO

che il sig. S. P. propose opposizione a verbale di accertamento di violazione del codice della strada elevato dalla Polizia Municipale di (OMISSIS);

che l'adito Giudice di pace di (OMISSIS), instaurato il contraddittorio nei confronti del Prefetto di (OMISSIS), che eccepì il proprio difetto di legittimazione passiva, accolse l'opposizione con la sentenza indicata in epigrafe;

che il nominato Prefetto ha quindi proposto ricorso per cassazione per due motivi, cui non ha resistito l'intimato;

che, avviata la procedura camerale ai sensi dell'art. 375 c.p.c., il P.M. ha concluso per la manifesta fondatezza del ricorso.

DIRITTO

che va accolto, in quanto manifestamente fondato, il primo, assorbente motivo di ricorso, con cui il Prefetto deduce il proprio difetto di legittimazione passiva nel giudizio di merito;

che se è vero, infatti, che, in tema di sanzioni amministrative irrogate per violazione al codice della strada, può essere proposto ricorso giurisdizionale già avverso il verbale di accertamento, non è, tuttavia, men vero che, in tal caso, la legittimazione passiva va riconosciuta alle singole amministrazioni, locali, per i Corpi dalle stesse dipendenti, o centrali, per i Corpi statuali, cui appartengono i vari Corpi autorizzati alla contestazione, e in particolare: per la Polizia Municipale, il Comune in persona del Sindaco; per i Carabinieri, il Ministero della Difesa ed, in alternativa, il Ministero dell'Interno, al quale l'art. 11 C.d.S., attribuisce specifiche competenze in materia di circolazione stradale ed ha il compito di coordinamento dei servizi di vigilanza sulla circolazione stessa, in persona dei rispettivi Ministri; per la Polizia Stradale, il medesimo Ministero dell'Interno, ecc. (e pluribus, Cass. 1.4.04 n. 6364, 4.4.01 n. 4928, 3.12.01 n. 15245, 15.11.01 n. 14319, mentre erroneamente nella sentenza qui impugnata vengono richiamate Cass. 10797/2002 e 387/1999, le quali non affermano affatto la legittimazione passiva del prefetto nel giudizio di opposizione a verbale elevato dalla polizia municipale);

che pertanto nel caso in esame, relativo a verbale redatto dalla Polizia Municipale, doveva essere evocato in giudizio il Comune di (OMISSIS), in persona del Sindaco in carica, e non il Prefetto di (OMISSIS);

che l'errore nell'identificazione del soggetto passivo doveva essere rilevato d'ufficio dal giudice di primo grado, in sede d'ordinario dovuto controllo, in limine litis, della regolare costituzione del contraddittorio;

che la violazione dell'art. 101 c.p.c., comporta la nullità di tutti gli atti del giudizio e si riflette sull'impugnata sentenza;

che nella specie neppure ricorrono possibili ipotesi di sanatoria del vizio originario di costituzione del contraddittorio quali ravvisati dalle Sezioni Unite di questa Corte nella recente sentenza 14.2.06 n. 3117: il giudice a quo non ha, infatti, ravvisato l'irregolarità e non ha disposto la rinnovazione della notifica dell'atto introduttivo al legittimo contraddittore; nel giudizio di merito l'Amministrazione non si è costituita a mezzo dell'Avvocatura dello Stato, unica abilitata a difenderla ed a determinare la sanatoria dell'irregolarità omettendo di sollevare contestazioni al riguardo;

nella presente fase di legittimità, infine, l'Avvocatura, lungi dal superarla, ha espressamente sollevato la questione con il motivo di ricorso in esame;

che il giudizio di merito è, dunque, nullo, secondo la recente giurisprudenza delle stesse Sezioni Unite di questa Corte (sentenza 6.10.06 n. 21624), per mancata costituzione del contraddittorio, e ciò implica la nullità della sentenza impugnata ed il rinvio al giudice a quo, il quale dovrà procedere nuovamente agli incombenti di cui alla L. n. 689 del 1981, art. 23, ed, in particolare, disporre la notificazione del ricorso al competente Comune di Limone Piemonte, in persona del Sindaco in carica;

che il giudice di rinvio provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, dichiara assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, al Giudice di pace di (OMISSIS) in persona di altro giudicante.

fonte – semaforoverde.it

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