Corre in auto per salvare cane, multata lo stesso

BORGOTARO (Parma) - Dice la legge: è prevista la «non punibilità» di chi commette un'infrazione al Codice della Strada «per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sè od altri dal...

28 febbraio 2004 - 10:08

BORGOTARO (Parma) – Dice la legge: è prevista la «non punibilità» di chi commette un'infrazione al Codice della Strada «per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sè od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona». Alla persona, appunto. Se invece l'infrazione si commette per salvare un animale nessuna sospensione: è garantita la contravvenzione e, se è il caso, anche la decurtazione dei punti dalla patente.

IL CASO – E' un caso tutt'altro che astratto e lo sa bene Annalisa De Bei, guardia zoofila della sezione Enpa di Borgotaro. Lo scorso 28 agosto Annalisa ha soccorso un ferito grave, che poi si è salvato grazie alla sua guida trafelata verso il pronto soccorso. Solo che il ferito non era un uomo ma un cane e la guardia zoofila si è vista notificare una multa per eccesso di velocità e la perdita di due punti sulla patente. Ha provato a spiegare i motivi di quei 72 chilometri orari contestati ma il ricorso in Prefettura è andato male: per un animale, le è stato spiegato, non si può applicare lo stato di necessità.

L'ENPA – Paolo Manzi, presidente Enpa, commenta: «La Prefettura ha applicato correttamente un principio sbagliato». E l'Ente per la protezione degli animali ha portato davanti al giudice di pace la vicenda. «E' un principio che va cambiato – dice Manzi -. Deve essere chiaro che la vita di un animale deve essere tutelata come ogni altra vita e che tutti gli animali hanno il diritto di essere protetti. In questa faccenda vogliamo andare avanti fino in fondo».

LA STORIA – Que giorno d'agosto Annalisa aveva notato per strada un cane gravemente ferito, si è fermata e – data anche la sua dimestichezza con gli animali in difficoltà – ha capito subito che le lesioni erano gravi e che all'animale rimanevano pochi minuti di vita. L'ha caricato sulla sua auto e ha imboccato la strada per il più vicino pronto soccorso veterinario.

Il veterinario ha confermato: si trattava di una gravissima emorragia interna. Se fossero passati ancora pochi minuti, molto probabilmente il cane sarebbe morto. Fin qui la vicenda in sé. Dopo qualche mese, però, è arrivata la multa per eccesso di velocità, cui era allegata la fotografia dell'Autovelox. L'Enpa ha fatto ricorso alla Prefettura, ma il ricorso è stato respinto: lo stato di necessità – così l'Ufficio territoriale del Governo di Parma ha motivato il rigetto dell'istanza – si applica solo agli esseri umani e non agli animali.

Fonte: Corriere della Sera

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