Contro l'immunità della patente estera armi ancora deboli

In tema di notifiche, nella legge di riforma del codice della strada (la 120/10) c'è un altro articolo (il 24) che è intervenuto con una modifica che dovrebbe avere effetti importanti per la ...

9 agosto 2010 - 11:27

In tema di notifiche, nella legge di riforma del codice della strada (la 120/10) c'è un altro articolo (il 24) che è intervenuto con una modifica che dovrebbe avere effetti importanti per la sicurezza stradale. Tuttavia – per come è stata congegnata e per il sistema nel quale si innesta – sarà pressoché inefficace. Si tratta di una modifica al procedimento d'inibizione alla guida nei confronti dei conducenti stranieri, procedimento che prevede la notificazione di un provvedimento di inibizione che andrà a punire i conducenti stranieri una volta “collezionate” 20 decurtazioni; in particolare il comma 2 dell'articolo 24 modifica l'articolo 6-ter del Dl 151/03 (convertito nella legge 214/03) in materia di sanzioni per i titolari di patenti di guida rilasciate da uno Stato estero.

Prima della modifica, l'articolo 6-ter prevedeva l'istituzione di una banca dati contenente i dati dei conducenti stranieri che avessero commesso infrazioni in Italia, così da tenere una “contabilità” dei “tagli” totalizzati da questi soggetti, al fine di emettere un provvedimento di inibizione alla guida in Italia al raggiungimento di 20 punti. Questo però valeva solo per i paesi stranieri nei quali non esisteva il sistema a punti; negli altri invece si sarebbe dovuta inviare – a cura dell'organo di polizia stradale procedente – la segnalazione per la decurtazione all'autorità straniera, in modo analogo a come questa è effettuata verso il nostro dipartimento Trasporti terrestri per un italiano.
Il sistema però non aveva funzionato. Oltre che discriminatorio nei confronti dei conducenti stranieri provenienti da paesi senza sistema a punti rispetto agli altri, le difficoltà di notificazione del provvedimento di inibizione all'estero (per questa categoria di conducenti) e la mancanza di accordi di reciprocità con le varie autorità competenti in materia di patenti (per l'altra categoria di conducenti, quelli dei paesi con un sistema a punti) avevano condotto a un vicolo cieco. Senza contare, a monte, le difficoltà di ottenere i dati per la redazione del verbale e di avere la debita assistenza delle autorità estere per la notificazione.

In pratica i conducenti stranieri che circolavano e circolano sulle strade italiane, risultano pressoché immuni dal sistema della patente a punti italiano, oltre che da molti verbali del codice della strada; altrettanto immuni i proprietari dei veicoli, se stranieri.
Ora le modifiche dell'articolo 24 – dopo aver cassato dalla norma del comma 1 dell'articolo 6ter la dizione «nel quale non vige il sistema della patente a punti» in modo da equiparare tutti i conducenti stranieri – aggiungono un comma 2bis. Qui si prevede che il provvedimento di inibizione alla guida sia «emesso dal prefetto competente rispetto al luogo in cui è stata commessa l'ultima violazione che ha comportato la decurtazione di punteggio» e che (giustamente sotto il profilo del diritto amministrativo) il provvedimento debba essere «notificato all'interessato nelle forme previste dall'articolo 201» del codice della strada.
A questo punto però, anziché ottenere l'equiparazione delle sanzioni e delle decurtazioni fra italiani e stranieri, si otterrà che l'immunità per i conducenti stranieri risulti ancor più diffusa di prima. Infatti la maggioranza degli organi di polizia stradale non notifica i verbali all'estero (quando il conducente o il proprietario sia straniero), complice la mancanza di una cogente direttiva europea capace di imporre, almeno agli stati Ue, un'efficace assistenza nella ricerca dei dati del proprietario del veicolo (necessaria per redigere il verbale in capo all'obbligato in solido) e una assistenza nella notificazione dei verbali (necessaria per consegnare il verbale nelle forme di legge).
Al momento la collaborazione internazionale in questo campo è a macchia di leopardo (si veda la tabella sotto). Mentre alcuni stati forniscono i dati richiesti e procedono alla notificazione dei verbali italiani (e dunque procederanno anche alla notificazione del provvedimento di inibizione), altri non forniscono i dati, né collaborano nelle notificazioni, ammettendo tutt'al più la raccomandata internazionale come sistema di notificazione.

Pertanto la modifica normativa equiparerà sicuramente i conducenti esteri riguardo ai provvedimenti di inibizione alla guida, ma nel senso di renderli pressoché tutti immuni dai provvedimenti stessi, complice la mancanza di un sistema internazionale, o almeno europeo, di collaborazione nell'ambito dei procedimenti sanzionatori inerenti il codice della strada.
Comandante polizia municipale Cortona

fonte – ilsole24ore.com

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