Contro crisi dell'auto, piano d'azione dell'Unione europea

Il vicepresidente dell'esecutivo comunitario Antonio Tajani intende predisporre un piano d'azione per aiutare il settore dell'auto, in forte crisi

12 marzo 2012 - 8:00

Le parole del vicepresidente dell'esecutivo comunitario Antonio Tajani sono chiare: “Stiamo moltiplicando gli sforzi per rafforzare gli strumenti già in campo. Non possiamo abbandonare la nostra base industriale in settori chiave quali l'auto“. Ecco perché, nelle prossime settimane, la Commissione europea predisporrà un piano d'azione condiviso con i protagonisti dell'automotive.

SETTORE STRATEGICO – Lo stesso Tajani ha ricordato che Bruxelles continuerà a sostenere il settore dell'auto che resta strategico per la competitività: “In questi ultimi giorni, l'intervento dell'Ue è stato sollecitato da diversi gruppi automobilistici. In particolare, Sergio Marchionne, attuale presidente dell'associazione dei costruttori europei Acea, ha evidenziato la necessità che l'Unione metta in campo azioni che possano tra l'altro contenere l'impatto socio-economico di quella che sembra un'esigenza ineludibile, ovvero la riduzione di una sovraccapacità produttiva stimata, per gli impianti europei, in circa il 20%”. Una soluzione potrebbe essere una moratoria regolamentare per evitare nuovi costi e limitare le delocalizzazione.

AUTO VERDE – “Sono anche convinto – ha spiegato ancora Tajani – della necessità di rafforzare il sostegno del processo d'innovazione verso auto più efficienti e sostenibili con un rilancio della Green Car Initiative, un argomento che sarà all'ordine del giorno del mio prossimo incontro col presidente della Banca europea degli investimenti il 29 marzo”.

OLTRE 2,3 MILIONI DI ADDETTI – Per sostenere un settore che oggi dà lavoro in Europa a 2,3 milioni di persone, Tajani intende continuare il lavoro già intrapreso con la missione in Brasile per sostenere l'internazionalizzazione del settore: “Ho invitato Marchionnne, nella sua veste di presidente dell'Acea, a partecipare ai prossimi viaggi per la promozione dell'industria europea in Messico, Usa e Colombia. Altrettanto forte sarà il mio impegno per difendere le migliaia di aziende legate al settore”.

ITALIA IN BASSO – Intanto, per quanto riguarda l'Italiam, le previsioni che l'Unrae (Case estere) ha presentato al Salone di Ginevra proiettano un mercato nel mese di marzo da 150.000 targhe (-20%) e un trimestre da 418.000 immatricolazioni (-19%). Si conferma, pertanto, la proiezione a fine anno di un minore introito per le casse dello Stato di 2,3 miliardi di euro e, soprattutto, di un impatto sulla occupazione del settore auto da 10.000 persone in meno nella sola filiera commerciale. Le Reti ufficiali di vendita perderanno nel corso del 2012 circa 350 mandati e con essi circa 7.000 addetti di concessionari, in gran parte personale altamente specializzato: l'Unrae stima un totale di 10.000 persone che perderanno il lavoro, senza accesso agli ammortizzatori sociali. Per le famiglie e per i giovani, le Case estere chiedono agevolazioni attraverso un piano strutturale, articolato in tre anni, orientato a stimolare il rinnovo del parco circolante. È inoltre necessario, secondo l'Unrae, che le banche recepiscano le raccomandazioni di Banca d'Italia e Bce nell'utilizzo dei 131 miliardi che gli sono stati assegnati al tasso dell'1%, liberando risorse per il credito e aumentando la fiducia verso l'affidabilità degli imprenditori virtuosi.

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