Contachilometri scalati: in Europa una truffa da 9,6 miliardi di euro

Per impedire le truffe delle auto usate con i chilometri scalati la soluzione è semplice. Lo spiega la Federazione Internazionale dell'Automobile

13 maggio 2014 - 9:00

La truffa delle auto usate vendute come “nuove” è un fenomeno allarmante che permette ancora a molti impuniti di beffare ignari clienti appioppandogli vetture con il contachilometri taroccato. La pratica illegale di alleggerire i chilometri, infatti, è diventata un'arte remunerativa alla portata di chiunque possa acquistare per pochi euro l'attrezzatura necessaria su internet. La truffa economica ai danni di chi compra prefigura un problema ben più grave per la sicurezza di chi si sale su un'auto sopravvalutata nell'affidabilità. Ecco perché la FIA chiede all'Europa di mettere a fuoco il problema dei contachilometri taroccati e seguire l'esempio del Belgio, dove un'auto usata può essere venduta solo con il Car-Pass.

IL 40% DELLE AUTO USATE E' STATO “RINGIOVANITO” – Chi viene raramente beccato in Italia a taroccare i contachilometri delle auto vendute, grazie all'intervento delle Associazioni dei consumatori, paga una multa (a volte cara) e tutto finisce lì. Poco, anzi niente, rispetto al giro d'affari che produce la vendita di auto con i chilometri scalati. Le stime parlano di un danno economico che raggiunge 9,6 miliardi di euro in tutta Europa. Eppure basterebbe un semplice database europeo che raccolga i chilometri che officine, centri di revisione e compagnie assicurative leggono continuamente sul contachilometri. E' questa la richiesta che la FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile) ha avanzato ai legislatori e alle Case auto rivolgendosi alla Commissione europea. E' indispensabile che i chilometri di un'auto siano rintracciabili attraverso un database comunitario e che le Case auto s'impegnino a rendere inviolabili i contachilometri dei veicoli. Secondo l'analisi della FIA oggi è sufficiente uno strumento che si collega alla porta OBD del veicolo, che costa in media 150 euro, per tirare su profitti a palate in modo illegale sulla pelle di chi va in vacanza con un'auto che mostra la metà dei chilometri reali ma è quasi alla frutta. I rischi di girare in una trappola mortale su quattro ruote sono chiaramente spiegati nel video che potete vedere sotto.

SERVE UNA PENA SEVERA PER UN REATO PENALE – La soluzione sembrerebbe già alla portata di tutti ma manca il modo per sfruttarla al meglio nel rispetto della privacy degli automobilisti. Secondo Guy Verhofstadt, candidato alla Presidenza della Commissione europea: “Manipolare contachilometri aumenta il rischio di incidenti e danneggia il mercato dell'auto usata. Il chilometraggio dei veicoli viene continuamente registrato da concessionari, riparatori, centri di revisione, ecc. ma manca una banca dati centrale che raccolga queste informazioni.” “Lo scambio di informazioni sulle letture del contachilometri attraverso una rete informatizzata è fondamentale per ridurre le frodi dei contachilometri, soprattutto sulle auto importate e ritargate” spiega Verhofstadt. Sulle auto estere infatti risulta ancora più difficile reperire informazioni rintracciando il precedente proprietario e il nuovo acquirente scopre di essere stato bidonato solo presso la rete ufficiale delle Casa costruttrice. Poiché, anche se i contachilometri sono ormai molto semplici da “alleggerire”, le auto più prestigiose e tecnologiche memorizzano i dati sensibili su altri supporti, come ad esempio le chiavi di avviamento elettroniche da cui è difficile cancellare il passato. E a quel punto non resta da fare altro che tentare le vie legali per recuperare qualche soldo, poiché in Italia un'auto con un contachilometri truccato non ha diritto a un risarcimento ma solo a una riduzione del prezzo.

IN BELGIO NON SI RESTA TRUFFATI – Per prevenire le frodi il Belgio ha istituito un sistema anticontraffazione dei chilometri chiamato Car-Pass. Il certificato, rilasciato dopo un'ispezione tecnica, non più vecchio di 2 mesi è indispensabile per chi ha intenzione di vendere un veicolo usato e costa appena 7 euro (iva inclusa), meno della visura di una targa che chiunque può richiedere presso qualsiasi punto ACI in Italia. La domanda a questo punto sorge spontanea: perché se chiunque può sapere vita, morte e miracoli di targa, non può sapere anche i chilometri, che ogni centro di revisione legge ogni 2 anni e potrebbe trasmettere alla Motorizzazione? La spiegazione ce la risparmiamo, visto che funzionerebbe solo sulle auto taroccate più vecchie. Le auto usate e rivendute con i chilometri scalati non hanno quasi mai più di 4 anni, l'età che fa scattare la prima revisione periodica del veicolo. Ecco perché il controllo dei chilometri e la tracciabilità dello storico di qualsiasi veicolo attraverso un database comunitario, secondo la FIA, dovrebbe essere fatto molto prima, partendo da ogni cambio di pneumatici, ogni tagliando o riparazione di carrozzeria. Intanto, mentre guardiamo con ammirazione la best practice del Belgio per frenare le truffe dei contachilometri scalati, vi consigliamo di stare attenti e applicare i consigli della nostra guida sull'acquisto dell'auto usata e della guida antitruffa per vendere e comprare un'auto.

1 commento

INDIGO
20:24, 14 maggio 2014

Ma che sistema è quello di verificare più spesso? Tanto sarebbe sufficiente “tirare indietro” subito prima di portarla in officina…
L'unico modo corretto è quello di rendere inviolabile il sistema di conteggio. PUNTO.

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