Confisca moto e scooter. Eccezione costituzionale

Confiscare una moto o un ciclomotore indifferentemente perchè si circola senza casco o perché non si sta seduti correttamente o ancora perchè si porta un oggetto che sporge di 50 centimetri...

27 gennaio 2006 - 9:35

Confiscare una moto o un ciclomotore indifferentemente perchè si circola senza casco o perché non si sta seduti correttamente o ancora perchè si porta un oggetto che sporge di 50 centimetri dall'asse mediano del motoveicolo è incostituzionale. Specie se a commettere la violazione non è il proprietario del mezzo ma un altro. A sollevare la questione su tre articoli del Codice della Strada (169,170 e 171) entrato in vigore nell'agosto scorso è stato il giudice di pace di Napoli.

La relativa ordinanza sarà pubblicata domani dal quotidiano on line “Diritto e Giustizia” (www.dirittoegiustizia.it).

L'ordinanza è stata emessa dal giudice Attilio Ruggiero al termine di una controversia avviata dal proprietario di un ciclomotore confiscato proprio perchè il conducente, una persona che glielo aveva chiesto in prestito, guidava senza casco. Per il giudice la confisca è “irragionevole, sproporzionata e causa disparità di trattamento tra conducenti di auto e mezzi a due ruote”. Infatti per violazioni analoghe commesse però alla guida o a bordo di un'auto non è prevista alcuna confisca (provvedimento che non prevede la restituzione del mezzo che, dopo sei mesi, può essere venduto). Il provvedimento del giudice di pace napoletano indirettamente accoglie i tanti inviti di modifica degli articoli lanciati dalle associazioni e organizzazioni di motociclisti che ritengono esagerata la sanzione.

Il giudice, nella motivazione sottolinea, tra l'altro, che “la confisca obbligatoria introdotta con la legge 168/05 è in palese contrasto con gli articoli 3 e 27 della Costituzione” perché “esiste una incongruità tra la sanzione pecuniaria, modesta, prevista nei casi indicati dagli articoli del codice della strada e la sanzione accessoria della confisca del mezzo”.
L'ordinanza, inoltre, fa riferimento anche alla sentenza della Consulta che nel gennaio del 2005 ha dichiarato incostituzionale l articolo del Codice della strada che prevedeva la decurtazione dei punti a carico del proprietario dell'auto, in violazione del principio di “responsabilità personale”. Se questo vale per gli automobilisti non può non valere anche per i motociclisti, sostiene in sintesi il giudice.

Per il quale il proprietario del mezzo non ha possibilità di controllare il rispetto delle norme da parte di un conducente al quale ha prestato il mezzo.
In attesa della pronuncia della Consulta, il procedimento davanti al giudice di pace è stato sospeso. Se la Corte costituzionale dovesse accogliere l'eccezione sarebbero giudicate nulle tutte le confische compiute fino ad oggi.

Fonte: La Repubblica

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