Conducenti di autobus: stop ai corsi di aggiornamento. E la sicurezza stradale?

Il ministero dei Trasporti ha prorogato di due anni la scadenza della carta di qualificazione del conducente

6 settembre 2013 - 7:00

Avete presente la cosiddetta patente professionale? Con decreto, il ministero dei Trasporti ne ha prorogato di due anni la scadenza. Parliamo della carta di qualificazione del conducente (Cqc).

CON QUALI CONSEGUENZE – Il primo risultato della proroga è semplice: sono stati rimandati i corsi di aggiornamento per i conducenti che erano stati fissati già da molto tempo. Il tutto (l'obbligo dell'aggiornamento professionale) slitta al 9 settembre 2015 per il trasporto di persone e al 9 settembre 2016 per il trasporto di merci. Ma questa è sola la conseguenza immediata, perché ce n'è una più a lunga scadenza: parliamo di sicurezza stradale. È chiaro infatti che, se il titolare della patente professionale si aggiorna con un corso, potrà tutelare al meglio la propria salute, la propria sicurezza e risolvere problemi frequenti grazie a nozioni tecniche, all'aggiornamento sulle novità normative e a momenti di discussione e approfondimento.

L'UNASCA LANCIA L'ALLARME – Per questo, l'Unasca (l'associazione maggiormente rappresentativa delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica) esprime preoccupazione e perplessità per questa decisione ministeriale: il decreto, spiega Emilio Patella, segretario nazionale Unasca autoscuole, arriva “a pochi giorni dalla data di scadenza dei corsi, fissata da tempo. E si inserisce in un periodo in cui erano stati fatti dei passi importanti per la sicurezza stradale, attesi da anni, e che ora, tagliando la formazione, si rischia di rendere deboli: riforme del Codice della strada, cambiamenti negli esami, politiche che premiano i comportamenti virtuosi in strada, come la riduzione delle sanzioni. Siamo infatti convinti che la formazione e il controllo dei reati siano le due facce della sicurezza stradale.”

FRA INCIDENTI E COSTI – C'è poi un dato di fatto specifico negativo del trasporto di merci e persone effettuato con mezzi pesanti: Patella ricorda che la lesività dei mezzi pesanti è maggiore rispetto a quella dei mezzi leggeri, come attestano purtroppo anche i recenti fatti di cronaca. Insomma, un sinistro di cui è protagonista un mezzo pesante può divenire una strage. Inoltre, anche dal punto di vista dei costi, la sicurezza stradale è un obiettivo cui contribuisce un'ampia filiera: per la formazione dei conducenti professionali investono tempo e soldi le aziende, i docenti, i professionisti del settore, le autoscuole. “Questo stop – spiega Patella – non solo rischia di farci retrocedere nel percorso della sicurezza e di creare un nuovo costo in futuro in termini economici e di vite, ma ha creato già ora uno spreco di risorse, oltre che disagi e incomprensioni agli operatori del settore”. In generale, spiega l'Unasca, nei corsi effettuati nelle autoscuole per i conducenti di autobus, all'inizio c'è molta diffidenza. Ma, dopo il corso, i professionisti sono entusiasti, perché hanno appreso informazioni importanti per il proprio lavoro e per la sicurezza stradale.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto senza assicurazione cosa si rischia

Codice della Strada: la mini riforma slitta al 2020

Black Friday 2019: le offerte FCA durano fino al 2 dicembre

Auto usate certificate: brumbrum apre la prima fabbrica della qualità